Rossini, ma chi era costui?

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10 novembre 2014

Userò il tormentone del comico Maurizio Crozza: E’ con “viva e vibrante soddisfazione” che i pesaresi, da ieri, potranno “percepire e gustare la presenza viva” di Gioachino Rossini nella sua città. Domenica è infatti partito il progetto “Rossini In Sorsi” che prevede la somministrazione, appunto “In Sorsi” (anagramma di Rossini), di cultura contaminante sul nostro illustre concittadino. Questo progetto è certamente di “viva e vibrante soddisfazione” per me che, sulla necessità di questa contaminazione cittadina, ho da tempo creduto. Un anno fa circa mi ero travestito da “Stuchin del Port”, emblematico pesarese qualsiasi ed avevo scritto:

Casa Rossini

Casa Rossini

“ED ORA? Buona notte ai suonatori! Il 24 agosto, in una Pesaro pronta ad affrontare la ripresa produttiva autunnale, Stuchin del Port vaga fra le vie del centro storico. Stuchin rappresenta il pesarese medio; del suo più illustre concittadino Gioacchino, sa solo che abitava in via Rossini. Sul Trebbio c’è anche il Teatro Rossini dove ieri si è concluso il ROF! Quando, dove e come è vissuto, quali le opere del grande musicista? Boh! Oggi, comunque, Stuchin mangerà una “pizza alla Rossini” … Le vetrine dei negozi sono disadorne di oggetti musicali, nessuna musica rossiniana viene diffusa per le storiche vie, la statua dell’illustre musicista è nascosta nel cortile del Conservatorio. Il teatro oggi è chiuso e lo rimarrà a lungo. Questa è l’accoglienza che offre Pesaro ai propri turisti. Prof.ssa Mazzoli, mi consenta, che deve fare Pesaro? Investire sul “core Rossini value”? Ah! Come per Raffaello di Urbino … Stuchin si vergogna della propria ignoranza. Vorrebbe inorgoglirsi del suo Gioacchino ma non trova nessuna immagine dell’eterno “testimonial” pesarese. Pensa: dovrò recarmi all’estero per vedere la mia Pesaro, città cosmopolita, “piena di cultura e coperta da una magica atmosfera”.”

Ad un anno di distanza ho appreso che è più corretto scrivere Gioachino con una “c” sola e non con due (Gioacchino), nonostante che la lapide sulla casa di Rossini ne riporti due. Di nuovo c’è anche che è cambiato vento, un vento di innovazione; il Comune di Pesaro ha cambiato verso. E’ tanto il cammino ancora da percorrere ma ora ci si muove nella giusta direzione. Domenica sera, dal balcone di Casa Rossini, la eccellente e bella soprano napoletana Giacinta Nicotra, accompagnata al pianoforte dalla perfetta esecuzione di Rosita Tassi, ha estasiato, con brani di Rossini, i pesaresi che facevano le loro vasche. In tutto il centro storico era un’armonia di crescendi rossiniani e si respirava una magica atmosfera. Si dice che un passante, mentre parlava al suo telefonino, abbia proferito: “Aspeta c’an se sent, c’è una cla strella da un teraz!” (Aspetta che non si sente, c’è una che strilla da un terrazzo!). Chissà forse si trattava del figlio di Stuchin del Port … In tantissimi, però, si sono fermati ad ascoltare il soprano e ad applaudirla lungamente. E’ un buon inizio. Onore e merito al sindaco Matteo Ricci e all’assessore alla Bellezza Daniele Vimini. Ora attendiamo che continuino il cammino intrapreso fino alla meta. Qual è? Il riconoscimento di Pesaro “Città della Musica”.

 

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