Sottrae 1,3 milioni di euro dalle casse di due società prima del fallimento: nei guai 63enne di Urbania

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10 novembre 2014

Guardia di Finanza

Guardia di Finanza

URBANIA – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro hanno eseguito un provvedimento di sequestro di disponibilità finanziarie del valore di circa 200.000 euro, emesso dalla dott. Simonetta Catani – Sost.Proc. della Procura Repubblica di Urbino, nei confronti di un soggetto indagato per concorso in bancarotta fraudolenta.

L’indagine nasce dalla collaborazione con l’Autorità Giudiziaria sammarinese; le attività ispettive, sviluppate dai militari della Compagnia di Urbino, hanno permesso di accertare movimentazioni su conti esteri riconducibili a due società italiane, una dell’ascolano e una della provincia di Livorno, operanti nel settore delle lavorazioni metalliche e costruzioni meccaniche, entrambe dichiarate fallite.

Le attività investigative della Guardia di Finanza di Urbino hanno permesso di accertare, in particolare, che dette somme erano state distratte dal patrimonio societario prima del fallimento delle suddette società ad opera di un 63enne residente ad Urbania. Lo stesso è stato, pertanto, deferito all’autorità giudiziaria per bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata.

In particolare, quest’ultimo, attraverso un vorticoso giro di versamenti di titoli bancari e di prelievi “in contanti”, era riuscito ad sottrarre illecitamente dalle casse della società disponibilità finanziarie per oltre 1,3 milioni di euro. Tali somme venivano poi trasferite presso istituti bancari della Repubblica di San Marino, in rapporti bancari di fatto riconducibili all’indagato.

Tale meccanismo finanziario non ha però impedito ai militari della Guardia di Finanza di Urbino di ricostruire, attraverso meticolose analisi e riscontri investigativi, le operazioni finanziarie fraudolente e di rintracciare parte del denaro distratto, circa 200.000 euro che era stato, nel frattempo, investito in prodotti bancari, finanziari e assicurativi.

Le attività investigative sono state svolte a Urbino, Livorno e Ascoli. I sequestri delle disponibilità finanziarie sono stati effettuati presso istituti bancari romani.

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