Vuelle, la metamorfosi arriva nell’intervallo

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10 novembre 2014

Vuelle contro Roma foto Danilo BilliPESARO – Nell’intervallo della partita contro Roma di sabato sera, c’era solo da scegliere chi cacciare per primo in questa Consultinvest: se l’allenatore, colpevole di non riuscire a farsi capire dai suoi giocatori, con l’ennesima partenza ad handicap in un primo quarto finito col punteggio di 30 a 17 per gli ospiti, o uno a scelta dei cinque rookies, da Ross, troppo nervoso e incostante, a Reddic, incapace di liberarsi agevolmente sotto il tabellone, o il centro Judge al quale ancora i principi del pick and roll sono concetti troppo complicati da immagazzinare, aggiungeteci un play come Williams, emotivo e mai in grado di imporre la sua personalità e un Myles incostante al tiro e potete capire come l’umore del pubblico non fosse proprio alle stelle dopo venti minuti di partita.

Ma già nelle ultime azioni prima dell’intervallo, il vento stava girando, con la Vuelle brava a racimolare quattro punti negli ultimi secondi per finire sotto di “soli” 12 punti, anche se per farsi convalidare l’ultimo canestro ci sono voluti cinque minuti buoni e qui è doveroso aprire una parentesi sul comportamento della terna arbitrale e del tavolo dei cronometristi: di solito non parliamo mai degli arbitri, male necessario in tutti gli sport, consci che gli errori di giudizio sono da mettere in preventivo, ma nel match contro Roma abbiamo assistito ad un paio di errori tecnici non degni della serie A, con la ciliegina del tiro libero fatto tirare al romano Stipcevic per un fallo tecnico fischiato al compagno Sandri, con un arbitro che fischia fallo in attacco ad un giocatore pesarese, mentre un altro sanziona il romano per simulazione, con tecnico conseguente e tiro libero, i due direttori di gara non si parlano tra di loro con la complicità del tavolo che avrebbe dovuto fermare tutto, dopo la segnalazione del numero di maglia di Sandri (il 12), cifra che nessun giocatore pesarese indossa, dopo tre minuti di assoluta confusione viene scoperto l’inghippo e tutto ritorna a posto, ma la figuraccia rimane e speriamo che qualche responsabile degli arbitri fosse presente all’Adriatic Arena, testimone della serataccia di una terna capace di infliggere cinque tecnici ed un’espulsione.

Tornando al basket giocato, dopo l’intervallo scendono sul parquet due squadre diverse: una Consultivest finalmente reattiva che si attacca alla zona due-tre per rimontare e superare un’Acea, stanca in alcuni uomini chiave ed incapace di cambiare il suo piano partita, finendo per giocarsi tutto negli ultimi secondi dove la voglia di sbloccare lo zero in classifica della Vuelle davanti al proprio pubblico ha avuto la meglio in un finale deciso dalla precisione ai tiri liberi e dalla freddezza di giocatori che non ti aspetti come Tommaso Raspino.

Tutto bene quel che finisce bene? Diciamo di sì, perché era fondamentale conquistare i due punti prima delle trasferte proibitive di Sassari e Milano, ma c’è ancora tanta strada da percorrere prima di diventare veramente competitivi, con la speranza che la vittoria rocambolesca contro Roma sia solo la prima di tanti altri successi, sempre sofferti perché scordatevi di vincere una partita con venti punti di margine in questa stagione, la classifica si è mossa, la Consultinvest comincia timidamente ad uscire dal suo bozzolo, ma prima di diventare una splendida farfalla c’è ancora tanto da lavorare.

I PIU’…

Tiri liberi
La solita percentuale inferiore al 70% dovrebbe indurci a mettere questa voce nel “meno” della serata, ma il 16 su 18 della ripresa è stato fondamentale per la vittoria, dopo i sette errori su undici tentativi del primo tempo e nel finale nessuno si è lasciato tradire dall’emozione con Myles, Reddic e Raspino bravi a convertire in punti i falli tattici subiti dagli avversari.

Anthony Myles
Ritrova il giusto ritmo dopo un paio di partite sottotono, bravo più in penetrazione che al tiro da tre, con otto falli subiti e sette rimbalzi, nel finale il pallone decisivo della serata è passato nelle sue mani e Myles non si è fatto pregare segnando di sinistro e subendo anche il fallo, confermando che dovrebbe essere lui il go-to guy della Consultinvest in questa stagione.

Secondo Tempo
Pesaro si attacca alla zona, graziata dallo 0/6 dei romani nell’ultimo quarto da tre punti, piazzando un parziale di 50 a 36 che le permette di raggiungere e superare l’Acea all’ultimo respiro, trovando finalmente dei protagonisti offensivi diversi da LaQuinton Ross.

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO – ROMA

Primo tempo
Pesaro continua nelle sue partenze ad handicap, lasciando l’inerzia del match agli avversari, incapace di costruire azioni degne di tale nome, con troppe forzature e una difesa individuale che non morde come dovrebbe subendo la bellezza di 51 punti.

Assist
I 13 assist distribuiti (6 Pesaro, 7 Roma) su un totale di 57 canestri dal campo segnati dalle due squadre, sono un sintomo di una partita giocata con poca lucidità da ambo le parti, con troppe giocate individuali e playmaker che non riescono a coinvolgere i compagni negli schemi.

Palle perse e recuperate
Troppe le palle perse dalle due squadre (18 Pesaro, 16 Roma) per propri demeriti, tra infrazioni di passi, passaggi finiti nelle prime file del parterre e forzature varie senza il contributo delle due difese, capaci di recuperare solamente 7 palloni per parte, altro sintomo di una partita non proprio indimenticabile.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Paradossalmente la vittoria contro Roma ha aumentato i problemi di gestione del gruppo per coach Dell’Agnello che dovrà risolvere il “problema Ross” nel prossimo futuro: LaQuinton finora ha giocato come ha sempre fatto nel college e non lo si può accusare di aver cambiato il suo stile una volta varcato l’Atlantico, il numero zero biancorosso è un finalizzatore puro, abituato a sistematici uno contro uno senza curarsi troppo di quello che gli accade intorno, ma essendo dotato di classe e fisico riesce a produrre tanti punti con la sua partenza in palleggio incrociata e la capacità di attaccare il ferro e segnare anche canestri acrobatici, non disegnando di colpire anche da tre punti frontalmente e continuando su questi ritmi è probabile che il ventello possa diventare quasi automatico ogni sera, ma tutto questo servirà alla Consultinvest per salvarsi o Ross finirà per diventare un giocatore che guarda solo alle sue statistiche, troppo condizionante per la crescita dei compagni?

Dalla risposta a questo quesito passeranno molte delle speranze di salvezza della Vuelle e dovrà essere coach Dell’Agnello a risolvere il dilemma, compito reso arduo da un caratterino non proprio da educanda di Ross, che dopo oltre due mesi passati in Italia, non ha ancora capito come sia controproducente lamentarsi con gli arbitri per ogni contatto, con il solo risultato di farsi nemico la terna arbitrale rischiando oltretutto di venir sanzionato con qualche tecnico come accaduto contro Roma, non sarà semplice convincere Ross a cambiare il suo stile di gioco, rischiando oltretutto di snaturarlo e renderlo meno pericoloso offensivamente e considerando che il suo contributo difensivo rimarrà ai minimi termini anche in futuro, un Ross che faccia solo il compitino potrebbe essere deleterio per la Consultinvest.

DAGLI ALTRI PARQUET

Nessuna squadra a punteggio pieno dopo la sconfitta subita da Sassari nella trasferta di Cantù, ad affiancare i sardi in testa al gruppo, in attesa del posticipo Reggio Emilia-Milano, c’è l’Umana Venezia di coach Recalcati, brava ad espugnare un campo ostico come quello di Brindisi. Successo esterno anche per Trento a Varese, mentre per la zona bassa della classifica si aggravano le crisi di Caserta, battuta in casa da Cremona e di Capo d’Orlando sconfitta sul proprio parquet da Avellino, Pasta Reggia e Upea si affronteranno domenica prossima nel primo spareggio salvezza stagionale, nel posticipo Bologna passa a Pistoia con una tripla sulla sirena del 18enne Fontecchio.

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