Pestarono a sangue un 49enne di Mondolfo: 4 giovani arrestati. Dovranno rispondere di tentato omicidio

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12 novembre 2014

 Carabinieri in azione a Fano

Carabinieri in azione

MAROTTA – I carabinieri della stazione di Marotta, unitamente a quelli del nucleo investigativo del comando provinciale di Pesaro e Urbino, a conclusione di una articolata e complessa indagine, i cui sviluppi hanno interessato le aree geografiche di questa regione e della provincia di Foggia, hanno proceduto in varie città ad eseguire quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’ufficio GIP del Tribunale Ordinario di Pesaro – dottoressa Lorena Mussoni. L’operazione, che è stata condotta con la collaborazione di diversi comandi provinciali dei carabinieri, è scattata contemporaneamente nella nottata tra il 10 e 11 novembre, interessando le cittadine marchigiane di Jesi, Loreto, Osimo e Porto Recanati nonché quella pugliese di Vieste (Foggia).

Gli arrestati sono stati ritenuti, a vario titolo, responsabili in concorso del reato di tentato omicidio nei confronti del 49enne S. M., residente a Mondolfo: il crimine si è consumato a Marotta di Mondolfo lo scorso 12 luglio, quando intorno alle 17 la vittima è stata aggredita e violentemente malmenata mentre si trovava presso il chiosco denominato “Oasi Beach”, ubicato su viale Cristoforo Colombo. Gli esecutori del pestaggio avrebbero interrotto la loro azione solo dopo l’intervento di alcuni dei presenti, lasciando la vittima esanime e sanguinante sul pavimento del locale, per allontanarsi dalla scena del delitto a bordo di una potente Bmw.

Il 49enne, a causa delle lesioni subite, veniva dapprima portato al pronto soccorso dell’ospedale di Fano e successivamente, per mezzo di eliambulanza, presso l’ospedale di Torrette di Ancona, ove veniva ricoverato per “trauma cranico commotivo con ferite plurime al cuoio capelluto, policontuso”.

L’allarme sociale innescato dall’efferato episodio, accaduto di fronte ai numerosi avventori e bagnanti, aveva suscitato particolare sgomento nell’opinione pubblica tale anche da creare un certo senso di insicurezza nei gestori dei locali della riviera.

L’ordinanza di custodia cautelare ha così assicurato alla giustizia le seguenti persone, ritenuti componenti di un sodalizio criminale caratterizzato da una grave inclinazione a delinquere capace di agire con inaudita e gratuita violenza:

1.     G. C.,  foggiano nato a San Giovanni Rotondo, 29enne già noto alla giustizia;

2.    R. G., nato nella ex Yugoslavia 30 anni fa, residente a Jesi e pure lui noto alla giustizia;

3.    M. C., nato a Loreto di Ancona nel 1972 e residente ad Osimo, anche lui noto alla giustizia;

4.    A. P. Alessandro, 40enne nativo di Corinaldo, noto alla giustizia.

Nel corso delle connesse attività di perquisizione locale e personale, venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro:

          un autovettura BMW 320 cabrio, utilizzata dai malviventi per darsi alla fuga dopo l’aggressione;
          svariato materiale ritenuto di consistente interesse probatorio;
          diversi personal computer, fissi e portatili;
          oltre 20 telefoni cellulari.

L’attività d’indagine è stata diretta dal sostituto procuratore Monica Garulli della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro.

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