SEL e La Sinistra: “Solidarietà ai richiedenti asilo dell’hotel Principe, non sono pericolosi”

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12 novembre 2014

Andrea Zucchi

Andrea Zucchi

Andrea Zucchi*

PESARO – Anche in un momento storico di depressione, di forte crisi socio-economica come quello attuale, la risposta di una comunità non può essere quella regressiva dell’ostilità verso l’altro da noi, verso lo straniero, verso il diverso.

Non possiamo quindi accettare le ritorsioni verso il provvedimento che ha sistemato i trenta richiedenti asilo appena giunti nel nostro paese, provvisoriamente, per pochi mesi invernali, all’hotel Principe di Pesaro.

Non dimentichiamoci che queste persone non sono clandestini in cerca di fortuna, magari a qualunque prezzo, anche quello del crimine, ma spesso si tratta di persone scappate da situazioni di guerra e violenza, dall’Africa dove i fondamentalisti di Boko Haram rapiscono, violentano ed uccidono persone senza sosta, all’Asia dove ISIS o la guerra siriana, solo per fare alcuni esempi, stanno martoriando Stati interi. Passando per le prigioni della Libia o di qualche altro Stato, e per gli scafisti che ben conosciamo. Queste persone scappano per disperazione, per sopravvivenza, non per venire a togliere qualcosa a noi: come si può fare finta di niente o, peggio, rifiutargli il nostro aiuto, come oltre tutto ci impone anche la legge? Se non vogliamo che siano lasciati morire in mare, quando arrivano coi barconi, le alternative sono solo quella di rimpatriarli (con i costi umani, sapendo di rigettarli al loro terribile destino, ed economici, che comporta il pagargli un viaggio aereo) o di accoglierli, come si conviene ad un essere umano bisognoso, ed ad uno stato civile. Vogliamo forse lasciarli tutti ammassati in Sicilia, o crediamo che sia l’intero Paese, con l’appoggio dell’Europa intera possibilmente, che comunque destina anche dei fondi allo scopo, che debba prendersi la responsabilità in egual maniera, di riceverli, smistandoli su tutto il territorio? Non parliamo di persone pericolose, né per quanto riguarda le malattie (per cui vengono monitorati al loro arrivo) né per quanto riguarda attività criminose, di cui non si sono macchiati. Abbiamo anche la felice esperienza delle altre località che li hanno accolti, anche qui nella nostra provincia, dove alla iniziale diffidenza è seguita sempre una buona integrazione, con queste persone che hanno anche saputo rendersi utili nei paesi che li hanno ospitati.

Nessun danno, di immagine o materiale, arrecheranno alle strutture alberghiere che li riceveranno, né tantomeno al turismo della città. Stiamo parlando della stagione invernale, in cui a qualche albergatore faranno anche molto comodo, creando magari anche qualche posto di lavoro per i nostri concittadini, i contratti di accoglienza con la cooperativa che li segue. E che mette a disposizione figure specializzate nell’assistenza di queste persone, non li lascia abbandonati al caso.

Sarebbe quindi inaccettabile ed intollerabile che, agitando ipocritamente lo spettro del rischio di problemi di ordine pubblico, che mai si sono verificati, si adottassero provvedimenti per allontanare i richiedenti asilo in zone più lontane della provincia, come se poi i paesi dell’entroterra contassero meno di quelli costieri.

Né tanto meno si potranno riconsiderare le scelte fatte solo perché qualche soggetto, privo dei valori di accoglienza sopra citati, protesta per rimuovere dai propri occhi borghesi l’immagine incomprensibile di chi ha bisogno di aiuto. Che anche qui da noi, sempre più persone siano in difficoltà, meritevoli di aiuto, non significa che si debbano abbandonare tutti gli altri.

Ci appelliamo ai valori ed ai sentimenti di tutti coloro che, laici e cattolici insieme, intendano tenere alta la bandiera di una civiltà, come la nostra, che ha nelle sue corde l’accoglienza e la solidarietà, prima che dell’ostilità e dell’opportunismo.

Il valore di una società si misura dalla sua capacità di esprimere valori ed esempi positivi.

Saremo dunque domani, pacificamente, vicino ai fratelli richiedenti asilo, a dimostrare che se un pugno di individui non li vuole e non è capace di accoglierli, molti di più sono quelli pronti a farlo.

*Segretario comunale SEL e coordinatore La Sinistra

Un commento to “SEL e La Sinistra: “Solidarietà ai richiedenti asilo dell’hotel Principe, non sono pericolosi””

  1. Fabio scrive:

    Se io ho di che sfamare la mia famiglia, e non ho alcun problema a garantire un tetto sulla testa ai miei bimbi, posso anche dare ospitalità ad altre persone, posso invitarti a cena perché sono nelle condizioni migliori per farlo in un clima sereno….. La mia priorità è quella di sfamare la mia famiglia, i miei bambini, se poi riesco ad avere di più, allora sei benvenuto nella mia casa se però rispetti le regole, le tradizioni e tutto ciò che ne fa parte. Se però tu entri a casa mia con l’imposizione impossessandoti della mia casa portando via le risorse destinate alla sopravvivenza della mia compagna e dei miei figli creando a loro difficoltà, troverai la mia opposizione con tutte le mie forze per difendere il diritto di proteggere la mia casa, e il futuro della mia famiglia…… Chiedere è una cosa, imporre un’altra, e va da sè che non si possono esaudire tutte le richieste seppur a malincuore……Per inciso va detto, anche se la sinistra spesso e volentieri omette questi “dettagli” strumentalizzando le vicende a proprio piacimento, che questi “profughi” non provengono da zone di conflitto…. E questo va detto a prescindere per onestà…. E chiudo con una considerazione: Lo status di “rifugiato” viene concesso troppo spesso senza le verifiche opportune. I cittadini lo devono sapere.

    Fabio Arrigoni
    FDI-AN Pesaro

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