Variante ex Bramante, per Dallasta è un salto nel buio

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12 novembre 2014

Giovanni Dallasta, consigliere comunale Siamo Pesaro

Giovanni Dallasta, consigliere comunale Siamo Pesaro

Giovanni Dallasta*

PESARO – A breve, verrà portata all’esame del Consiglio Comunale la delibera relativa all’edificio denominato “Ex Bramante-Genga”, attuale sede di alcuni uffici comunali (Urbanistica, Anagrafe etc.).

In tale atto, è inserita una variante urbanistica che prevede il cambio della destinazione d’uso da Servizi Pubblici a destinazioni varie (Residenza, uffici, negozi etc.) del plesso edilizio, di proprietà per l’ 85% della Provincia di Pesaro-Urbino e per il 15 % del Comune di Pesaro.

Analizzando la delibera, ho potuto rilevare la mancanza di elementi fondamentali e programmatici per la redazione di un progetto che avrà la responsabilità di riqualificare e rilanciare l’immagine dell’intera città di Pesaro.

In particolare non sono presenti nel testo: le linee d’intervento, le percentuali delle destinazioni d’uso, le opere da eseguire a scorporo degli oneri per la riqualificazione delle aree, le aree destinate a parcheggio etc.

In sostanza, l’imprenditore che decidesse di acquistare l’immobile, pur dovendo rispettare i volumi esistenti, potrà elaborare un progetto con libertà d’azione a 360 gradi, per ottenere il massimo guadagno.

Nella sostanza, la citata valorizzazione, è solo nelle parole generiche riportate in delibera e non certo nelle linee d’intervento che non vengono dettate e che invece garantirebbero un risultato sicuramente positivo.

Di fatto, così stando le cose, il Bramante potrebbe essere ristrutturato e riqualificato per esempio facendoci alcuni uffici del turismo al piano terra, locali per mostre e/o musei con negozi annessi oppure demolito e ricostruito facendoci un front office al piano terra – chiuso il sabato e la domenica, cioè vetrine buie nei giorni di festa – e tutti appartamenti agli altri piani, in sostanza un mega condominio all’ingresso del centro storico.

Questo potrà succedere in quanto nella delibera non ci sono vincoli sulle destinazioni realizzabili e sul loro posizionamento. E’ chiaro che l’imprenditore opterà per la soluzione che più gli farà guadagnare ma quest’ultima non coinciderà sicuramente con le esigenze della città di Pesaro, del centro e del mare. Altro punto dolente riguarda le opere compensative da realizzare a scorporo degli oneri che non sono state ne individuate ne quantificate.

Sarebbe stato opportuno, per una seria valorizzazione di quell’edificio, così imponente, centrale ed importante per Pesaro e delle aree antistanti idonee a creare nuovi luoghi di aggregazione e passeggio, che il Comune avesse vincolato l’acquisto ad un progetto ben preciso, con destinazioni d’uso equilibrate e ben distribuite oltre ad una riqualificazione di tutta Largo Aldo Moro che poteva diventare un’altra piazza pedonale!

Il Sindaco Ricci giustifica l’operazione affermando “se non ci piacerà il progetto non lo approveremo”, se fossi io l’imprenditore al Sindaco direi: lo compro, se posso fare quello che voglio, se no tenetevelo pure e voglio vedere chi si prende la responsabilità di dire no!

Spero di aver fatto chiarezza su quanto andiamo ad approvare a breve in Consiglio Comunale, affinché i cittadini sappiano quali sono le idee e indirizzi che gli attuali Amministratori hanno, aldilà degli annunci e delle parole ad effetto, su quella parte di città così importante a livello storico-artistico- culturale e influente, sull’economia delle attività centro/mare e sul turismo.

Ad oggi questa operazione, così come impostata, sembra servire solo alla Provincia e al Comune, per inserire nuove cifre a bilancio utili a far tornare i conti.

*Consigliere comunale Siamo Pesaro

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