Le cecità di chi governa

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18 novembre 2014

Anna Renzoni*

PESARO – Tutte le reazioni che si stanno verificando nel territorio del nostro Paese ed anche nella nostra città, verso tutti gli immigrati sbarcati clandestinamente, hanno una unica e sola primogenitura e cioè, l’incapacità’ e stupidità politica del governo attuale e anche dell’Europa, nell’affrontare e nel porsi innanzi il problema.

Accettare supinamente che, migliaia e migliaia di persone, di cui non si conosce origine perché senza documenti, storie personali, situazioni sanitarie e politiche, il loro, status di profughi, di richiedenti asilo politico, clandestini ecc. entrino nel nostro Paese, senza la capacità logistica ed anche morale nella accoglienza, significa fomentare razzismo e reazioni anche violente. Si parla di solidarietà come collante per l’accoglienza ma, ci si dimentica che, una cosa è la solidarietà individuale, altro è l’imposizione di una solidarietà di tipo statale. Se così fosse, ci sarebbe stata una politica che avrebbe permesso una pianificazione razionale, con il vero controllo e l’inserimento dove possibile. No, si fanno arrivare e ci si appella alla comprensione, scaraventando migliaia e migliaia di persone nei posti più disparati, affidandosi al business dei centri e coop di vario genere. Allora, mi chiedo e chiedo se questa immigrazione è un affare per pochi e una tragedia per tutti gli altri. Come quindi definire, in altro modo questa politica, se non come incitamento all’odio razziale ed alla violenza? Scaraventare persone che arrivano nel nostro Paese, senza un minimo di conoscenza, da parte nostra, delle storie e dei perché, delle situazioni sanitarie individuali, dei bisogni e delle necessità ma, soprattutto, dei bisogni dei nostri cittadini che dovranno subire questa presenza è una politica stolta, incapace e provocatoria. Pesaro, non si differenzia da altre città e, aver accettato una presenza di queste persone, non so se profughi, clandestini od altro, è stata una operazione abbastanza pericolosa. Non scendo nel campo del “allora sei razzista” o miserie di questo genere. Voglio dire che, poiché questi sono i tempi, ci deve essere una graduatoria dei bisogni e dei bisognosi che, oggi, non può non tenere conto anche delle necessità dei cittadini italiani colpiti da questa grave crisi. Guerra tra poveri? Non certo voluta dai cittadini italiani e pesaresi, quanto, lo ripeto ancora una volta, dai nostri governanti, seduti a Roma e a Bruxelles, lontani dalle necessità e dai problemi degli italiani e, a maggior ragione, lontani da queste persone, trattate come carne da macello.

 *Esponente Forza Italia

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