Il grido della Cisl: “Il territorio fanese è nuovamente segnato da crisi aziendali drammatiche”

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18 novembre 2014

Giovanni Giovanelli*

FANO – Saipem e Profilglass sono due eccellenze del nostro territorio che occupano più di 1.000 addetti e per diversi motivi rischiano una grave crisi occupazionale dalle ripercussioni sociali drammatiche.

Giovedì mattina si svolgerà lo sciopero di due ore presso la sede di Bellocchi della Saipem unitamente agli stabilimenti e siti produttivi presenti nel territorio italiano: è giunto il momento che le istituzioni nazionali diano una immediata smentita della vendita di Saipem. Non è con la vendita di un gioiello che si risolve il problema del debito pubblico italiano soprattutto quando i risvolti occupazionali rappresenterebbero un dramma sociale economico che anche in questi giorni sta subendo la crisi occupazionale. LA Cisl di Fano unitamente alla Rsu aziendale e ai massimi rappresentanti nazionali della Categoria si adopererà per contrastare i tutti i modi la vendita della Saipem e del sito di Fano.

Per quanto riguarda la vicenda della Profilglass, la Cisl chiede alle istituzioni locali nel rispetto della normativa in tema ambientale e di regolamenti urbanistici e degli interessi sia della popolazione che dell’azienda si giunga al più presto ad una soluzione condivisa che favorisca lo sviluppo di una azienda una delle poche eccellenze fanesi e che garantisce occupazioni. Invitiamo pertanto tutte le forze politiche a non cavalcare la vicenda Profilglass per fini propagandistici diversi da quelli tesi nel rispetto delle normative vigenti, a garantire occupazione e sviluppo nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

Un altro sito che era volano per l’economia del nostro territorio era la pesca e le attività ad esso collegate: le associazioni di categoria hanno polemicamente e giustamente fotografato la situazione del porto con un manifesto affisso nella città: La Cisl propone di creare un tavolo tecnico permanente per arrivare alla soluzione definitiva del dragaggio del porto che ricordiamo è utilizzato dai pescherecci ma serve anche per la nautica presente nel nostro territorio con due aziende leader Azimut Banetti e Ferretti. Non vorremo che considerate le difficoltà dei vari queste due multinazionali che hanno siti produttivi nel Tirreno decidessero un domani di trasferirsi in siti più idonei.

La Cisl chiede pertanto risposte immediate dalla Regione marche e degli assessorati competenti su questa delicata situazione. Quando avverrà il dragaggio definitivo del porto e quando si deciderà di investire nella definitiva sistemazione della Marina utilizzata per i vari e la manutenzione degli yacht? Promesse negli anni passati ne sono state fatte tante i soldi sono stati spesi senza una efficace ed attenta pianificazione e progettazione delle misure necessarie per il dragaggio definitivo del porto. Questa inadempienza degli enti ha fatto dissolvere quasi totalmente la filieria della pesca fanese con un grave danno in termini occupazionali. Basta ora è il tempo delle risposte!

Queste tre critiche situazioni pongono nuovamente l’esigenza di aprire una dibattito che giunga all’elaborazione di un piano di sviluppo industriale che integri tutte le filiere dal turistico al manifatturiero al terziario avanzato, all’agroalimentare: i dati della disoccupazione sono allarmanti e soprattutto aumentano i licenziamenti nelle aziende industriali Dal 2010 ad oggi sono stati licenziati nella provincia di Pesaro e Urbino 4.400 lavoratori dall’industria.

Aumentano le ore di Cassa integrazione straordinaria in tutti i settori e il ricorso alla Cassa in deroga per le ditte artigiane di cui ancora i lavoratori attendono i pagamenti fermi a marzo 2014. Siamo a novembre.

Chiediamo alla politica di lavorare per una progettualità condivisa e partecipata di sviluppo territoriale che sicuramente a breve termine non darà risposte immediate ma che invece porrà le basi per uno nuovo modello di sviluppo economico territoriale.

*Responsabile Cisl di Fano

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