Pesaro, città sopra le righe: 1 su 5 consuma cocaina. Racket balcanico: venduta a 10 euro, fa gola anche ai 14enni

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18 novembre 2014

Mauro Murgia*

Siamo una strana città. Siamo una città che manifesta (solo in piccoli settori) contro la presenza di 30 profughi che potrebbero, secondo loro, deteriorare il vivere civile e, poi, siamo la città che assiste, in un complice silenzio al massacro quotidiano, per giovani e famiglie, del consumo di cocaina. Siamo una città dove ci si dimentica facilmente del passato, delle morti e degli arresti, del dramma di centinaia di famiglie ai tempi del grande consumo dell’eroina e che, oggi, finge di non vedere cosa significa il mercato della cocaina. Bene, secondo fonti investigative dei carabinieri, oggi, a Pesaro una persona su 5, tra i 14 anni (14!!!!) e i 30, è un consumatore abituale di coca, sniffandola o fumandola, senza contare oltre i 30, e il calcolo è presto fatto. Migliaia di pesaresi consumano coca, legittimando un mercato criminale, in mano a bande di origini balcaniche. Sempre secondo fonti dei carabinieri che, sbagliano raramente, il mercato nel nostro territorio per la coca è nelle mani di gruppi criminali albanesi (affermazione che ci fa soffrire, pensando alla straordinaria qualità umana degli altri albanesi della nostra città), che hanno estromesso marocchini, algerini, eccetera, lasciando loro solo il mercato del fumo. Il prezzo? La coca, tagliata con sostanze chimiche, viene offerta anche a 10 euro mentre, la pura costa sugli 80, con un ricavato spaventoso. In altre parole significa che chi ha molti soldi o riesce a procurarsene, compra e consuma anche fino a 5 grammi al giorno. I ragazzini cominciano con i 10 euro per crescere ed ancora crescere. Se si potesse fare un’analisi nelle fogne o addirittura nel fiume Foglia i metaboliti dovuti al consumo di coca si potrebbero identificare facilmente.

Allora, senza falsi moralismi, senza politiche da struzzo, sarebbe ora di ascoltare l’allarme lanciato dalle forze dell’ordine a proposito dei pericoli criminali legati a questo mercato-spaccio. Per un ragazzino, facile trovare 10 euro, andare in qualche appartamento di spacciatori (a proposito, le informazioni sui posti sono velocissime) dove già sono pronte le righe per il consumo, senza domandarsi dove trovare gli altri 10 ed ancora 10. Il pericolo della microcriminalità per il consumo colpisce più le giovani età che i professionisti, e il rischio che si possa delinquere comincia ad assomigliare a quello del comportamento dell’uso storico dell’eroina.

Perché siamo una città che non si pone il problema della attenzione collettiva, delegando solo alle forze dell’ordine, sperando o pensando che ai propri figli non accadrà? Perché l’indifferenza verso il consumo di coca e sui pericoli di un mercato criminale che induce alla criminalità strisciante? Come dicono i carabinieri non servono solo gli arresti, senza una collaborazione partecipata e vigile, per sì troncare il mercato ma per evitare giovani vite in mano allo stesso.

*Sociologo

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