Vuelle, peggio del previsto a Sassari. Williams delude, Basile acerbo: cercasi direttore d’orchestra

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18 novembre 2014

kendall Williams

kendall Williams

Non si può certo definire un’animale da trasferta questa Consultinvest che in quattro viaggi lontani dall’Adriatic Arena ha subito la bellezza di 86 punti di media, segnandone appena 63, numeri impietosi per coach Dell’Agnello e tutto il suo staff, in una Vuelle che continua a non riuscire a imporre il suo gioco fuori dalle mura amiche. Intendiamoci, a Sassari nessuno pensava di non subire il ventello d’ordinanza e tutte le quattro trasferte disputate finora sono state giocate contro formazioni che faranno i playoff nel prossimo maggio e fra due settimane la Vuelle andrà a Milano, chiudendo il ciclo terribile offerto da un calendario non benigno verso Pesaro, ma ci avrebbe fatto piacere vedere una Victoria Libertas meno pasticciona in Sardegna, capace di proseguire nel suo percorso di crescita tecnica intravisto nel secondo tempo contro Roma. Invece, a Sassari si sono rivisti i soliti problemi, con una regia inconsistente che non può pesare tutta sulle spalle del ventenne Basile, ancora troppo acerbo a questi livelli, ma che dovrebbe avere in Williams il suo punto di riferimento. Kendall, finora non è mai riuscito a trasformarsi nel direttore d’orchestra di questa Vuelle, perso nelle sue insicurezze ed in una tecnica non proprio sopraffina, con tante palle perse e poca capacità di coinvolgere i compagni: lo si potrebbe perdonare se riuscisse almeno a produrre punti invece del gioco, ma gli 8 di media segnati finora con un pessimo 20 % da tre e un desolante 43% dalla lunetta, non depongono certamente a suo favore ed è lecito chiedersi se non sia il caso di guardarsi intorno, alla ricerca di un playmaker capace di fare veramente la differenza, magari con qualche anno d’esperienza europea alle spalle e con passaporto comunitario per non spendere l’ultimo visto rimasto. E’ vero che Myles qualche minuto da regista può anche farlo, ma senza un play vero non si va da nessuna parte e se Williams nell’immediato futuro non darà forti segnali di ripresa, ci si dovrà giocoforza guardarsi intorno e rimediare all’eventuale errore di valutazione commesso quest’estate.

Archiviata senza sorprese la trasferta di Sassari, la Consultinvest è attesa dal primo vero spartiacque stagionale, perché il match casalingo contro Capo D’Orlando di domenica prossima profuma già di spareggio salvezza, anche se siamo solamente alla settima giornata, servirà il pieno recupero di Myles, alle prese con un leggero risentimento agli adduttori che ha saggiamente convinto lo staff pesarese a non rischiarlo contro il Banco e una Vuelle versione casalinga, certamente più propositiva rispetto alla versione on the road, per guarire dal mal di trasferta si dovrà probabilmente aspettare parecchio, per ora c’è da conquistare la seconda vittoria stagionale con qualunque mezzo, per tenere accesa la flebile fiammella della salvezza.

I PIU’….

Juvonte Reddic: Ormai è chiaro che non è un’ala grande, ma un pivot vecchia maniera, di quelli che preferiscono la tecnica all’atletismo, a Sassari finalmente riesce a ritagliarsi il suo spazio, pur con qualche errore di troppo e poca durezza in fase difensiva, ma rispetto alle prime uscite è apparso in netta crescita.

Bernardo Musso: Ormai è un giocatore di serie A, in grado di prendersi buoni tiri e di dare una bella mano in difesa con i suoi anticipi sul lato debole, anche se nella marcatura individuale continua ad avere troppi problemi di mobilità, da buon capitano cerca di coinvolgere i compagni, ma l’impresa sembra ardua anche per il carattere caliente dell’oriundo argentino.

Tiro da tre: Pesaro si schiera a zona, mossa quasi obbligata per preservare dai falli una rotazione ridotta all’osso dagli infortuni e a Sassari non sembra vero di poter tirare quasi sempre da libera piedi per terra, un invito a nozze che i ragazzi di Sacchetti sfruttano per ben 47 volte, contro i soli 23 tiri da 2, infilandone 18, se non è un record per la serie A, poco ci manca.

… E I MENO DELLA SFIDA SASSARI – PESARO

Playmaker: Il fatturato dei playmaker biancorossi è di soli 3 punti (i tre liberi messi a segno da Williams), troppo poco per poter competere contro i pari ruolo sassaresi, ma se a Basile si possono ancora perdonare degli errori di gioventù, anche se un pizzico di personalità in più offensivamente non guasterebbe, non si può dire altrettanto di Williams che ormai è diventato il principale problema da risolvere per questa Vuelle, riuscirà Kendall ad uscire dal suo torpore in tempi brevi? Difficile, perché la personalità non si inventa dal giorno alla notte e anche tecnicamente i problemi da risolvere sono molteplici.

Tiri liberi: Continuano i grossi problemi della Vuelle dalla lunetta (6 su 11), confermando un trend negativo che non accenna a migliorare, il solo Ross viaggia ad una media accettabile, mentre il 66% complessivo dei biancorossi, pone saldamente la Consultinvest all’ultimo posto della speciale graduatoria.

Palle perse: Sassari corre ad ogni azione e Pesaro cerca di imitarla come può, ne viene fuori un match a tratti anche gradevole, ma il pegno da pagare sono le 40 palle perse complessive (19 Sassari, 21 Pesaro), in un corri e tira a tratti anche esagerato, con tante azioni finite con passaggi finiti direttamente nelle prime file del parterre.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Cosa si può salvare dalla trasferta in terra sarda? Poca roba: Qualche lampo di classe di Ross, monocorde nel suo modo di attaccare il canestro senza guardarsi troppo intorno, ma almeno lui i 20 punti nelle mani li ha a differenza di qualche suo compagno, la solita grinta di Musso, l’ultimo a mollare anche sul meno venti, qualche bel gesto tecnico di un Reddic in lenta crescita, pur con i tanti problemi nel tenere il pallone saldamente tra le mani, qualche movimento di Judge, anche se dovrebbe tirare giù i ferri dei palazzetti ad ogni azione con quel fisico, ma in sei partite è riuscito a schiacciare solamente per quattro volte e il tentativo di Raspino di trasformarsi in un giocatore da serie A, operazione fallita finora, ma almeno sembra armato delle migliori intenzioni per riuscirci,

Tutto qua, perché il resto ha confermato la marea di problemi da risolvere per coach Dell’Agnello, alle prese con una Consultinvest troppo lenta e prevedibile in attacco, senza un playmaker capace di condurre il gioco e un settore lunghi in grossa difficoltà a procurarsi tiri puliti, l’assenza di Myles ha amplificato i problemi dall’arco della Vuelle, con un misero 26% da tre complessivo frutto dell’ennesima serataccia dai 6.75 di Raspino e Williams, se poi vogliamo parlare di difesa i problemi aumentano esponenzialmente, appena mitigati da una zona due-tre volenterosa nell’applicazione, ma lungi dall’essere efficace, con quella marea di tiri piedi per terra lasciati agli avversari e la preoccupante abitudine di non riuscire a contenere gli uno contro uno quando si passa all’individuale, non era certamente la trasferta di Sassari l’occasione giusta per cambiare questo trend negativo, ma da domani la Vuelle dovrà rimettersi giù a lavorare duro in palestra, alla ricerca di quell’alchimia indispensabile per togliersi dai guai, riusciranno i nostri eroi a cavarsela con le loro forze attuali? O avranno bisogno di qualche nuovo innesto per riuscire nell’impresa? Propendiamo per la seconda ipotesi.

DAGLI ALTRI PARQUET

Si confermano in tre al comando del campionato con Sassari che affianca Reggio Emilia e Venezia in testa alla classifica, con la Grissin Bon che si aggiudica con merito il match ad Avellino e i lagunari che nel finale espugnano Bologna, Milano ritrova il passo giusto nel derby contro Cantù, mentre non finisce più di stupire la Vanoli Cremona, arrivata al quarto successo stagionale a spese dell’ambiziosa Brindisi, Trento si conferma squadra da playoff dopo i due punti agevoli conquistati a spese di Pistoia, mentre Varese arriva alla quarta sconfitta consecutiva, battuta da Roma al PalaTiziano, per la zona calda importanti i due punti conquistati da Capo d’Orlando ai danni di Caserta, ferma ancora a quota zero nonostante l’arrivo del nuovo coach Markovski.

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