I balneatori pesaresi ieri in delegazione a Roma: “Non vogliamo che le nostre spiagge finiscano in mano alle multinazionali”

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19 novembre 2014

PESARO – “Quella dei balneatori e della loro sorte è una delle priorità nazionali non solo per la categoria (30mila imprese con 100mila addetti), ma per l’intero sistema economico, imprenditoriale, turistico italiano”. Questo ha detto ieri ai concessionari di spiaggia pesaresi in delegazione assieme a quelli delle altre regioni ieri a Roma il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, Francesca Barracciu, al termine del convegno su “Prospettive in Italia ed in Europa sulle concessioni demaniali marittime”, tenutosi nella sede della Cna nazionale.

Sabina Cardinali, presidente CNA Balneatori CNA di Pesaro e Urbino

Sabina Cardinali, presidente CNA Balneatori CNA di Pesaro e Urbino

I balneatori chiedono al Governo di allungare la durata delle concessioni demaniali marittime, di riconoscere il valore commerciale delle imprese balneari, di modificare i criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi. Al centro della discussione ovviamente la direttiva Bolkestein.

“A questo riguardo – dice Sabina Cardinali, presidente di CNA Balneatori di Pesaro e Urbino – il sottosegretario ci ha promesso che a Bruxelles il Governo cercherà di difenderà i diritti delle imprese”. “Vogliamo crederci – dice ancora la Cardinali – visto che dopo tante promesse si tratta del primo Governo che va a Bruxelles a portare una proposta complessiva di sistema sulle concessioni demaniali marittime”.

Ma prima di tutto, secondo quanto ha detti ai bagnini il sottosegretario, bisogna presentare una riforma complessiva che renda l’Italia più forte nel negoziato con la Commissione europea. “Solo così – ha detto la Barracciu – potremmo tentare di strappare una congrua proroga alle concessioni evitando l’apertura di un’infrazione e le sue conseguenze economiche e politiche. Perché la proroga al 2020 di cui si parla da anni, in realtà, non esiste. Fu approvata una legge in tal senso nel 2012, ma non è stata mai notificata all’Ue. Insomma ufficialmente, non c’è”.

“Il sottosegretario – spiega ancora la Cardinali – ci ha quindi annunciato che il Governo sta lavorando al riordino complessivo del sistema al fine di permettere la difesa della specificità italiana in sede europea; facendo nostro un punto che più volte abbiamo sottolineato e cioè che non vogliamo il monopolio delle multinazionali sulle nostre spiagge”. L’Italia ha migliaia di chilometri di spiagge inutilizzate, in cui saranno applicate le nuove regole.

“Noi – conclude la Cardinali, attraverso anche l’azione dei nostri parlamentari e del Governo – chiederemo di tutelare le imprese che puntano ad aumentare qualità e valore aggiunto delle attività, rispettando l’ambiente e garantendo la sicurezza. Ma le nostre imprese per far questo hanno bisogno della prospettiva di un congruo numero di anni davanti, per rientrare dai necessari investimenti richiesti dall’attività balnearia”.

 

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