A Pesaro nasce il Forum delle donne marocchine d’Italia

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21 novembre 2014

Mounya Allali

Mounya Allali

Pino Longobardi

PESARO – Domani a Pesaro si riuniscono in un forum nazionale le donne di origine marocchina. Proprio Pesaro ospita nella sala “Adele Bei” della Provincia, sotto l’organizzazione di Mounya Allali, con l’intento non solo di discutere delle condizioni della donna italo-marocchina ma soprattuto per gettare le basi per un osservatorio a tutela dei diritti e della cultura italo-marocchina in Italia, con la volontà di una interazione che mischi sempre di più le varie culture presenti nel nostro Paese. Nella città di Pesaro le donne residenti sono 1.676, l’intera comunità è di 3.388 unità. Sono imprenditrici, operaie, impiegate, casalinghe, universitarie, psicologhe, antropologhe, ricercatrici, avvocatesse, giovani giornaliste, mediatrici culturali, operatrici del sociale, educatrici, scrittrici e artiste. Sono precarie ma dinamiche, sono disoccupate ma non inoccupate, sono le donne marocchine d’Italia: uno spaccato significativo di questa Italia che muta, di questa società che ha i capelli sempre più bianchi e la pelle di colori diversi.

Hanno dato vita a un Forum, FO.DO.MI., una piattaforma reale e non solo virtuale, dove la Sicilia abbraccia di fatto la Valle d’Aosta passando per le Marche, e unendo idealmente parti del bel Paese, che una certa nevrosi campanilista persevera invece a voler disgregare.

Sono mamme, figlie e compagne, con il velo o con i tacchi a spillo, conservatrici o secolariste, religiose o laiche, sono la foto-ritratto del pluralismo culturale e identitario che contraddistingue il Marocco da sempre.

Non sono “italiane di origine marocchina”, sono italo-marocchine. Non si rinnega una identità per assimilarsi in un’altra, la vita per sua natura è un continuo identificarsi.

Oltre al genere, le accomunano l’italianità e la marocchinità, con tutto quel bagaglio variopinto di straordinarie potenzialità, ma anche di annose problematiche e grandi difficoltà che ciò comporta, e che nessuno più di loro conosce.

Hanno deciso di incontrarsi, parlarsi, confrontarsi, darsi degli obiettivi e delle priorità e scambiarsi ricette, non di cucina, ma ricette di vita.

Parleremo con loro e di loro sabato a Pesaro. Ma più che parlare, le ascolteremo parlare, perché ascoltare l’altra metà della società è uno dei più alti atti di civiltà.

La storia ci insegna che le società più coese, ricche ed evolute sono quelle che hanno avuto l’intelligenza di ascoltare e dare spazio al genere femminile.

Qualcuno scrisse: “La donna è una patria, senza la quale tutti gli uomini vivrebbero da esiliati”.

Aprirà i lavori portando il saluto della città di Pesaro l’assessore alle politiche sociali Sara Mengucci.

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