Albania: andata senza ritorno. La storia del fanese Ivan Angelo Pegan a “Chi l’ha visto?”

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22 novembre 2014

FANO – E’ scomparso un anno fa in Albania, dopo essere andato a trovare la fidanzata conosciuta in chat e da allora non si hanno più notizie. Di Ivan Angelo Pegan, 44 anni, residente a Fano 2 è tornato a parlarne  “Chi l’ha visto” che, l’altra, ha avuto come ospite la sorella Barbara. La Procura di Pesaro avevo aperto un fascicolo per allontanamento volontario e sul caso c’era stata una interrogazione parlamentare dell’onorevole fanese Ricciatti più una denuncia  alle autorità albanesi. In Albania doveva starci un mese: non è più tornato. Ora, c’è bisogno che l’Italia trovi una collaborazione con il Governo albanese per fare piena luce sul giallo: cosa è successo a Ivan Angelo?

LA VICENDA

Chi l'ha visto?

Chi l’ha visto?

Ivan Angelo Pegan, 43 anni, si imbarca dal porto di Ancona in data 15 giugno 2013 per Durazzo (Albania) comunicando ai familiari che sarebbe ritornato per il matrimonio della cugina. Era infatti previsto il ritorno ad Ancona con il traghetto il 23 giugno 2013. Parcheggia la sua automobile – ha ricostruito la storia l’associazione Penelope Marche -, una Opel Agila di colore giallo nei pressi del porto d’imbarco ad Ancona. Ivan aveva manifestato la volontà di recarsi in Albania, in quanto aveva conosciuto una ragazza albanese di nome Alba residente a Tirana. I familiari nelle settimane successive cercano di mettersi in contatto con Ivan, ma trovano sempre il telefono staccato cosicché iniziano a preoccuparsi. Dopo ripetuti tentativi di contatti sia telefonici che via e-mail andati a vuoto la famiglia decide di sporgere denuncia di scomparsa ai Carabinieri di Fano. Successivamente madre e sorella dello scomparso si mettono in contatto con l’Associazione Penelope Marche che sin da subito fornisce tutta la propria disponibilità e attenzione al caso che viene segnalato all’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse. L’Associazione dal 2013 sta affiancando la famiglia legalmente tramite l’Avv. Luca Sartini e l’Avv. Marco Vannini che costantemente seguono il caso, in quanto viene aperto un fascicolo sulla scomparsa di Ivan dalla Procura di Pesaro. I familiari sin da subito si mettono a disposizione delle Forze dell’Ordine per conferire tutte le informazioni, dati, e contatti di persone che conoscevano Ivan al fine di rendersi utili e collaborativi con le Autorità per poter avere sue notizie. Passano mesi, ma non giungono comunicazioni di nessun tipo da parte delle Forze dell’Ordine alla famiglia.

L’Associazione decide di segnalare il caso inoltrando missiva al Ministero degli Affari Esteri e all’Ambasciata d’Italia a Tirana. Anche i familiari si mettono in moto attivando tutti i canali istituzionali possibili sia in Italia che in Albania al fine di sapere che fine abbia fatto il loro caro. Nel mese di giugno 2014 viene fatto recapitare alla famiglia dall’Albania uno dei tre bagagli personali di Ivan contenenti macchina fotografica e pc sprovvisto dell’hard disk. Anche la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” si occupa del caso e invita la sorella dello scomparso a lanciare un appello. A distanza di quasi un anno dalla scomparsa di Ivan dopo varie sollecitazioni alle Autorità albanesi e all’Ambasciata d’Italia a Tirana da parte dei familiari, preoccupati dalla completa assenza di notizie, giunge agli stessi il documento ufficiale albanese in cui si attesterebbe il rientro in Italia di Ivan in data 23 giugno 2013 a Bari, ma questo aspetto in parte alimenta nuovi dubbi considerato anche il fatto che da oltre un anno non risulta dal conto corrente di Ivan nessun tipo di movimento bancario e nessuna segnalazione di avvistamento nonostante i vari appelli fatti dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”.

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