Terzo tempo, Pu24 su Radio Prima Rete: ecco le tre notizie sportive più strane della settimana

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22 novembre 2014

PESARO – Terzo Tempo, lo spazio curato da Gianluca Murgia ed Emanuele Lucarini per pu24.it all’interno de Le Interviste Possibili, a cura di Radio Prima Rete, in onda ogni giovedì alle ore 16, anche questa settimana ha proposto l’ormai consueta classifica delle notizie sportive più strane dal mondo del web. Ve le riproponiamo su pu24.it. Eccole:

Al terzo posto: UNA TIFOSA SPECIALE

Sta facendo il giro del web il filmato della discussione avvenuta sugli spalti, nel corso della partita tra Federer e Wawrinka, tra la moglie di Federer e l’avversario del marito. La signora del campione di tennis svizzero ha urlato testualmente: “Piangi bambino, piangi” dando del piagnucolone a Wawrinka che, subito dopo aver udito quelle parole, ha interrotto furioso il match chiedendo a voce alta da chi arrivasse il commento. Piccolo particolare: Federer e Warwinka sono compagni di nazionale nella Coppa Davis che si sta giocando in questi giorni. Insomma, anche nel tennis e tra gli insospettabili svizzeri i panni sporchi non si lavano in casa.

Al secondo posto: TIFOSI VIOLENTI A CHI?

Attimi di terrore a Chester Street, dove Connor Minto, calciatore di appena 11 anni, è stato colpito alla testa da un piombino sparato da una pistola ad aria compressa dagli spalti. La foto del piombino conficcato sulla tempia del ragazzino, anche qui, ha fatto il giro del web. Anche perché fortunatamente le conseguenze non sono state gravissime, oltre la paura. Piccola riflessione: in inghilterra gli autori, tre 14enni, sono stati arrestati. Fosse accaduto in Italia?

Al primo posto: CHE BARBA IL CALCIO TURCO…

Nel campionato turco è partita una vera e propria crociata contro i calciatori ‘barbuti’. Il presidente del club di Ankara, tale Cavcav, ha dichiarato che i calciatori che portano la barba lunga sono cattivi esempi per i giovani e così ha pensato di multare con 9 mila euro ciascuno suo tesserato che non hanno intenzione di radersi. La sua scusa per svincolarsi da ogni ovvio riferimento religioso è stato quello, francamente improbabile, di dire che puntava su una squadra che ci tenesse alla cura dell’aspetto.

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