Orti Giuli, corsi e ricorsi

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23 novembre 2014

PESARO – Pesaro è ancora armoniosa? Un libro fotografico con presentazione di Luciano Pavarotti e introduzione di Gianfranco Mariotti, strenna natalizia del 1991, è intitolato “Armoniosa Pesaro”. Il Sovrintendente Rossini Opera Festival Gianfranco Mariotti così concludeva la propria introduzione: “Questi e altri prodigi possono realizzarsi oggi nella discreta, armoniosa Pesaro, emblema della provincia avanzata. Ma sì: benedetta provincia, luogo dell’umanesimo possibile”. Mala tempora currunt! Non possiamo che lamentarci dei tempi presenti se la città non è riuscita a risolvere i suoi numerosi problemi infrastrutturali. Uno di questi problemi irrisolti è quello dell’area del San Benedetto (ex ospedale psichiatrico) e il Bastione degli Orti Giulii. Quest’ultimo, detto il Barchetto, era stato l’antica delizia dei duchi. Poi divenne, per bocca di Maurizio Brighenti, un “… diseguale e deserto suolo, pel quale si saliva allo spazzo superiore del bastione pieno di rovine. Che squallido ingresso a questa gentilissima Pesaro!”.

Orti Giuli d'antan

Orti Giuli d’antan

Maggior fortuna ricevettero i pesaresi del 1830 dal Delegato Mons. Cappelletti “che con sincero amore del pubblico bene prese le prime azioni nella spesa del bastione”. Fu allora che il gonfaloniere Francesco Cassi fece trasformare il luogo in parco celebrativo del cugino Giulio Perticari, uno dei protagonisti della vita culturale e politica della nostra città. Dal 1820 al 1840 circa si ha, nell’area del Borgo, l’inserimento di edifici civili e funzionali quali la Pescheria (1822) e l’ospedale psichiatrico (1828). Nel 1830, quindi, la sistemazione degli Orti Giuli offre del “verde pubblico”, in un luogo che diventa di piacevole quiete. Quell’angolo della città, cinta dalle mura roveresche, diventa cosi ornato e fruibile in maniera da accogliere “onesti piaceri e profittevoli occupazioni”. Ora veniamo ai tempi nostri e ai “corsi e ricorsi della storia. Nel 1985 il Prof. Ettore Franca, insegnante dell’Istituto Agrario, scriveva: “Da tempo, l’Amministrazione Comunale aveva il problema sul tavolo, lo richiedevano i cittadini, gli organi di informazione e il Consiglio della II° Circoscrizione Centro che sollevavano l’argomento – Orti Giuli -, richiedendo interventi di manutenzione, dei quali la pregevole struttura aveva e continua ad avere urgente bisogno sia nel complesso del verde che nelle opere murarie in generale”. Su incarico del Comune, nell’ambito di un progetto “studio-lavoro”, dodici studenti dell’Istituto “A. Cecchi” rimisero a nuovo gli Orti Giuli. Dedicarono 120 giornate della loro estate, che avrebbero dovuto essere di vacanza, a tagliare, rimuovere eliminare, potare e ripulire questo angolo di verde storico. Menzioniamoli questi giovani di allora, erano: Alida Agostinelli, Roberto Bonaparte, Alberto Ceccolini, Massimo Frollano, Marco Martinelli, Sergio Urbinati, Paolo Attili, Paolo Carboni, Roberto De Padua, Cinzia Gai, Cristina Osio e Barbara Zaffini. A progetto eseguito, il Prof. Ettore Franca consigliò: “… si provveda affinché gli Orti Giuli abbiano un senso ed un significato nella città. Si trovi loro una destinazione ed una serie di obiettivi chiari fra i tanti possibili (parco giochi, orto botanico, parco celebrativo o altro). Altrimenti, nel giro di pochi mesi tutto tornerà, tristemente, come prima”. Parole profetiche!

 

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