Volley Pesaro, Barbara Rossi felicissima: “Più per l’atteggiamento delle ragazze che per il primato: danno tutto, come fossero con noi da sempre”

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24 novembre 2014

PESARO – Una domenica in altalena per gli appassionati di volley. In diretta su Sportube, la Liu-Jo Modena espugna Firenze (non c’era l’onnipresente Matteo Renzi, ed è già una notizia), per la gioia di Otello Pedini, ex team manager della Robur Pesaro, oggi con lo stesso in carico nella società emiliana. Si cercano notizie sulla partita tra Bologna e Orvieto, manca il consueto aggiornamento su Pianeta Volley.

Navigando nei vari siti, apprendiamo della scarcerazione di Ghoncheh Ghavami, la giovane anglo-iraniana in prigione per avere chiesto di vedere la partita tra Iran e Italia, giocata lo scorso giugno. Purtroppo, l’informazione ha due volti: quello positivo è la liberazione di Ghoncheh; quello negativo è che è libera su cauzione.

C’è di peggio. Dal martoriato Afghanistan giunge la notizia che un attentato suicida ha provocato la morte di decine di persone che assistevano a un torneo di volley organizzato dalla polizia di Yahyakhail, nella provincia di Paktika.

E noi volevamo parlare con Barbara Rossi, co-presidente del Volley Pesaro, di primato in classifica, di squadra imbattuta, dei complimenti ricevuti anche a Perugia…

“Poteva accadere per qualsiasi altro sport, è vero, ma è molto triste e altrettanto preoccupante sia accaduto in un luogo di pace, come dovrebbe essere un luogo che ospita una manifestazione sportiva…”.

Proviamo ad attenuare lo sgomento, il dolore provocato dalla notizia e parliamo della gioia che stanno regalando le ragazze, dei complimenti ricevuti anche a Perugia, delle sei vittorie consecutive, del primato in classifica.

“Sono felicissima, al di là del risultato, della sesta vittoria, dei tre punti conquistati in un campo difficile, dell’avere allungato sulla seconda. La gioia più grande la provo vedendo le ragazze in campo, osservando quanto si impegnano, come onorano la nostra maglia, con quanta intensità giocano. Sono con noi da pochi mesi ma è come se lo fossero da sempre. Dopo tanti anni, io mi commuovo ancora vedendo le nostre squadre entrare in campo. D’accordo, io sono innamorata della pallavolo, ma quest’anno mi sembra di vedere un’intensità particolare. Spero arrivi fino alla fine, anzi ne sono certa. Mi sembra che le ragazze abbiano capito quanta passione noi mettiamo nella società, nell’attività sportiva. C’è qualcosa che ci lega. Magari anche loro hanno obiettivi personali che s’identificano con i nostri… Credetemi, anche a Perugia hanno fatto difese incredibili. La palla sembrava già a terra e loro dicevano no! Impossibile non essere felici. Lo sarei stata anche se il risultato fosse stato diverso, perché quando vedi una squadra giocare così non puoi che essere soddisfatta”.

Entrando al PalaEvangelisti di Perugia, avete visto la squadra maschile, guidata da Nikola Grbić, che concludeva l’allenamento.

Ho ricordato quando le nostre ragazzine iniziavano l’allenamento mentre finiva quello della prima squadra e si trovavano di fronte a grandi giocatrici. E mi è tornato in mente un episodio: Martina Guiggi doveva fare un lavoro particolare con il nostro fisioterapista Gabriele Palucci. Arrivata al PalaSnoopy, entrò nello spogliatoio dove erano arrivate le ragazzine. Sentimmo gli strilli, un boato. Le giovanissime pallavoliste erano entusiaste di trovarsi di fronte a una campionessa qual è Martina. Sabato sera ho pensato: ma guarda che patrimonio sportivo ha perso Pesaro!”.

La ringrazio per l’alzata, perché mi consente una critica: quest’anno avete scelto di giocare la domenica, non più il sabato, spiegando intendevate favorire la presenza delle giovani giocatrici e dei loro familiari. La risposta mi sembra deludente.

“Siamo rimasti male anche noi, perché è una richiesta che ci avevano fatto l’anno scorso alcuni allenatori. E’ vero che il nostro settore giovanile disputa due o tre partite settimanali, che si gioca sia di sabato sia di domenica e ci sono gli allenamenti. Ma non è una giustificazione, io condivido la sua critica. Abbiamo una squadra che non è di serie A, ma composta da giocatrici che possono essere un esempio per le giovanissime pallavoliste. Purtroppo, devo dire con sconforto, e ne abbiamo parlato con gli allenatori, che molte ragazzine di oggi non sono entusiaste della pratica sportiva. Mi dicono sia così anche per altre discipline. Manca la passione da vivere quotidianamente. Non voglio entrare in un discorso psicosociale, ma appare evidente che a livello educativo non riusciamo a trasmettere valori che non sono solo sportivi. Noi siamo convinti che lo sport possa essere un veicolo di valori che l’attuale società non dà ai giovani. Ci dispiace imporre, e neppure forzare, una presenza, ma cercheremo di fare capire l’importanza di una partecipazione, per fare vivere alle pallavoliste più giovani un processo di crescita umana e tecnica”.

E pensare che, intervistata da pu24.it al temine della partita tra Volley Pesaro ed Evoluzione Ostia, Ludovica Rossi, opposta laziale di 22 anni, ha espresso parole bellissime per la vostra squadra.

“Voglio riprendere le sue parole, ne sono rimasta colpita. E’ molto bello che una giocatrice riconosca il valore delle avversarie, è la faccia migliore dello sport, denota che Ludovica è intelligente, vuole crescere e per farlo guarda a chi le è davanti, oggi”.

La città non sta rispondendo alle vostre attese, eppure giocate bene e siete prime in classifica.

“Anche diversi tifosi lamentarono che giocare alle 18 del sabato non era il massimo. Preferivano la domenica. Invece… E pensare che per le ragazze è un sacrificio, perché hanno un giorno in meno per andare a casa. E’ facile seguire una squadra quando è al vertice, ma io sono convinta che sia più giusto sostenerla nei momenti difficili, non in quelli facili”. Vero, verissimo, ma in Italia manca la cultura sportiva che appartiene soprattutto ai paesi anglosassoni. Da noi, una retrocessione è un’onta, in Gran Bretagna viene vissuta come un momento della storia di una squadra.

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