A Pesaro scende il debito pro capite: il Consiglio dice sì all’assestamento di bilancio

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26 novembre 2014

Primo consiglio comunalePESARO – Via libera del consiglio all’assestamento di bilancio (voto contrario dell’opposizione). Minori previsioni per un milione di euro sulle entrate correnti, tra l’altro, nelle voci imposta di pubblicità e pubbliche affissioni; proventi da asili nido, mense scolastiche e trasporto pubblico “per un calo di frequenza dei servizi”; sanzioni per violazione del codice della strada; trasferimenti statali per la gestione delle scuole materne. “Nessun effetto sui servizi. C’è stato un grande lavoro di riduzione della spesa”, spiega l’assessore Antonello Delle Noci. In particolare, “ci siamo concentrati nei capitoli relativi a personale, economato e servizio finanziario, elezioni amministrative”. Poi la sottolineatura sulle spese vincolate, tra cui “700mila euro per i lavori di ristrutturazione della scuola media Leopardi (contributo statale, ndr) e 21mila per la bonifica dell’ex Amga (contributo regionale, ndr)”. Sulla rinegoziazione dei prestiti concessi da Cassa Depositi e Prestiti: “Intercettiamo l’opportunità di spalmare il mutuo senza sanzioni né interessi. Così recuperiamo più di 210 mila euro all’anno sulla parte corrente”. Sull’estinzione dei 14 mutui contratti con la stessa società per azioni a controllo pubblico (delibera che passa con l’astensione dell’opposizione): “Diminuiamo le spese e abbattiamo il debito per una cifra pari un milione e 616mila euro. Ridotto del 40% il debito complessivo dell’amministrazione. Nel 2009 il debito pro capite era 650 euro: oggi scende a 380 euro. Il tasso di interesse? Diminuito all’1,5%. E restano più di 15 milioni di avanzo: saranno utili per gli investimenti in vista dell’allentamento del patto di stabilità”.

Il dibattito

Alessandro Bettini (Forza Italia): “Le variazioni in senso negativo? Dimostrano che Pesaro vive una profonda crisi. Le voci riguardano mancate riscossioni di sanzioni, minori introiti. La situazione economica del territorio è grave. Si continua ad accertare ma non si riesce a riscuotere. Diminuita la capacità reddituale dei pesaresi. Ma resta alta la pressione fiscale: riflettiamo sull’opportunità di rideterminare le aliquote, che ora sono spropositate. C’è un avanzo di oltre 15 milioni? La tassazione poteva essere più bassa e qualche soldo in più si poteva di certo spendere”.

Fabrizio Pazzaglia (M5S): “Il debito pro capite scende? Facendo due conti, risultano ancora 36 milioni di debiti”.

Dario Andreolli (Ncd): “La prossima sfida? Interpretare al meglio le entrate per non ritrovarsi poi ‘corti’. Bene la variazione positiva per la messa in sicurezza della Leopardi. In futuro serviranno bilanci più ‘partecipati'”.

Cristina Amadori (Pd): “Le minori entrate? Generate dalla situazione difficile di famiglie e aziende. Ma il Comune è virtuoso rispetto a tante altre città italiane”.

Roberta Crescentini (Siamo Pesaro): “Avanzo bloccato dal patto? Ci sono anche i contributi della Regione sulla quota verticale: sono stati richiesti solo in misura minima. Si poteva fare di più”.

Carlo Rossi (Pd): “Il Comune continui con le politiche di spending review: bene la linea”.

Chiude Delle Noci: “I mutui? Accesi per gli investimenti. Pressione fiscale alta? Bisogna considerare i valori assoluti, non le percentuali. Sulla prima casa a Rimini c’è una tassazione doppia rispetto a Pesaro. E ad Ancona tripla”.

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