“Abuso contratti a termine: l’Europa condanna l’Italia”

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27 novembre 2014

Lilli Gargamelli

Lilli Gargamelli

Lilli Gargamelli*

PESARO – La richiesta della FLC-CGIL di stabilizzare i precari, lanciata con “l’Operazione Centomila” nasce nel 2010 dall’esigenza di garantire, senza oneri aggiuntivi per l’amministrazione, la continuità della didattica e dei servizi per migliorare le prestazioni delle istituzioni scolastiche. Una vertenza che con il contributo della FLC e della CGIL di Pesaro ha assunto un carattere nazionale per la trasformazione dei contratti da tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Si trattava di una vertenza molto complessa i cui esiti non erano certi perché i pronunciamenti positivi emessi dal giudice di primo grado erano pochi.

L’unico pronunciamento importante nella scuola, era del Tribunale di Siena, che sosteneva la conversione del posto di lavoro a tempo indeterminato di una insegnante a seguito di un periodo di lavoro superiore a tre anni su di un posto coperto stabilmente, tra l’altro richiamava la direttiva comunitaria 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato.

I 126 Docenti e ATA (personale ausiliario tecnico e amministrativo) che hanno voluto sostenere la nostra campagna a difesa dei diritti dei precari hanno impugnato nel 2010 e 2011 i contratti.

Tutti i ricorrenti da noi seguiti avevano stesse caratteristiche:

• tre anni di servizio nel comparto di riferimento;

• i requisiti richiesti dalla legge o dal Ccnl per ottenere l’incarico o l’assunzione a tempo indeterminato nel comparto di appartenenza.

Della questione è stata investita anche la Corte Costituzionale che al pari di un giudice di merito ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia Europea che con la sentenza di oggi si è pronunciata favorevolmente, ritenendo la normativa nazionale configgente con quella Europea.

Per i precari anche da noi tutelati si aprono ampi spazi e noi come sindacato continueremo la nostra battaglia per il pieno e totale riconoscimento dei diritti di tutto il personale precario.

Valuteremo la motivazione della sentenza e attiveremo le consequenziali azioni, fermo restando ovviamente che le azioni in corso da noi patrocinate proseguiranno nel loro percorso.

Per la FLC e la CGIL valorizzare la qualità professionale di chi lavora nei settori della conoscenza ha importanti ricadute sociali: non solo si dà certezza e motivazione a chi lavora, ma si dà continuità all’offerta formativa e ai servizi nel loro complesso.

Infine, ricordiamo che da sempre sosteniamo che il miglioramento della qualità dei servizi della scuola passa attraverso la valorizzazione della qualità professionale dei lavoratori precari della scuola. I precari non sono un costo ma una risorsa se si vuole puntare al miglioramento del servizio scolastico del nostro Paese.

Crediamo indispensabile in questa fase, in cui il governo attacca sistematicamente i diritti dei lavoratori, utilizzare tutte le risorse e tutti gli strumenti (dalle iniziative di lotta alle vertenze legali), per sostenere le legittime aspettative dei lavoratori precari. Siamo convinti che per difendere i diritti dei lavoratori precari della scuola bisogna imporre al governo un cambio radicale delle politiche sul personale: un piano straordinario di stabilizzazioni.

*Segretaria generale provinciale Flc Pesaro Urbino

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