Matalmeccanica: la ricetta di Confindustria per rilancia un settore trainante

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27 novembre 2014

Confindustria dà le sue ricette per rilanciare la metalmeccanica

Confindustria dà le sue ricette per rilanciare la metalmeccanica

PESARO – Quella che si svolge questa mattina a Pesaro e, in contemporanea, in oltre 60 città italiane è “un’iniziativa senza precedenti”, con la quale Federmeccanica intende affermare l’importanza dell’industria Metalmeccanica in un momento delicato del nostro Paese e della nostra vita. Lo ha detto oggi William Giacometti, amministratore delegato di Mep Spa, aprendo l’incontro con i media pesaresi.

L’economia italiana non riparte, anzi è tornata in recessione nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno e il settore metalmeccanico continua a evidenziare risultati economici negativi. Nel periodo luglio–settembre, infatti, la produzione è diminuita di un ulteriore 1,5% rispetto al precedente trimestre e dell’1,9% rispetto all’analogo periodo del 2013. Nel confronto con il periodo pre-recessivo (1° trimestre 2008) le imprese italiane producono il 32,6% in meno e hanno ridotto la capacità produttiva di oltre un quarto.

Si tratta di risultati di gran lunga peggiori rispetto a quelli conseguiti dagli altri paesi europei, anch’essi, comunque, interessati da una fase di sostanziale rallentamento.

Anche a livello di provincia, salvo alcune eccezioni, il terzo trimestre è stato negativo: -1,1% della produzione, -0,6% delle esportazioni, risultato in parte coperto da un lieve incremento delle vendite sul mercato interno (+0,8%). Proprio le esportazioni, fiore all’occhiello della metalmeccanica pesarese, hanno subito un crollo nel 2009 e, da allora, ha lentissimamente recuperato quote di mercato, ma è ampiamente sotto i risultati pre-crisi.

Si tratta di cali che hanno avuto un impatto molto significativo sul’utilizzo degli ammortizzatori sociali: le ore di cig autorizzate sono state meno di 58 mila ore nei primi 10 mesi del 2008 e oltre 1,4 milioni nello stesso periodo di quest’anno.

Infine il numero delle imprese del settore: nella nostra provincia erano 1.715 nel 2009 e, ad oggi, ne sono rimaste attive 1.418.

“Stiamo parlando di un settore trainante dell’economia – ha spiegato Giacometti -, che ha anche uno straordinario ruolo sociale, visto che contribuisce per circa l’8% alla formazione del Pil nazionale e per quasi la metà alla ricchezza prodotta dal settore manifatturiero”. “Dunque – ha aggiunto -, la crisi della metalmeccanica non riguarda solo noi, ma deve interessare tutti”.

“Da qui la necessità di ripartire – ha spiegato Lucia Capodagli di Valmex Spa -, per riprendere un percorso di crescita e di sviluppo: come imprenditori abbiamo le idee chiare sulle direttrici da seguire e gli interventi imprescindibili da mettere in campo, mandando un messaggio unitario, perché convinti che la profonda crisi che sta logorando dalle radici il nostro sistema industriale e sociale può essere superata solo con la coesione e con unità di intenti”.

Sono tre le direttrici, presentate da Teresa Mancini, di Lam srl, sulle quali costruire il rilancio del settore: “La domanda interna, che non va ulteriormente depressa e anzi va risollevata con maggiori investimenti; un mercato del lavoro efficiente e inclusivo in un sistema che stimoli la partecipazione e la produttività; Industry 4.0, la nuova rivoluzione industriale che trasformerà, nei prossimi anni, i nostri mercati, le nostre produzioni e le nostre aziende”.

Gli imprenditori hanno anche evidenziato che “le Istituzioni sono il terminale della fiducia, ma devono agire rapidamente sui tempi dei procedimenti legislativi, delle procedure amministrative e della giustizia, tempi che oggi non ci consentono di essere al passo dei rapidissimi cambiamenti del mercato e della competizione globale”.

Si è parlato anche di mercato del lavoro, che si fondi sulla fiducia e che sia efficiente e inclusivo. “Oggi vogliamo riaffermare un principio – ha detto William Giacometti -: l’imprenditore non crede nei licenziamenti, ma in un mercato del lavoro che realizzi una protezione del lavoratore e che favorisca la mobilità senza elementi di rigidità.

Da Lucia Capodagli è arrivata la richiesta di “liberare le risorse intervenendo sulla pressione fiscale, che schiaccia le imprese sotto un peso insostenibile. E’ importante premiare le aziende innovative defiscalizzando gli investimenti”. In Italia il peso del carico fiscale sui profitti rimane ancorato al 62,4 %, al netto dell’eliminazione componente lavoro dell’Irap, rispetto alla media Ue del 42%. Dobbiamo intervenire ed intervenire subito, con una spending review incisiva che tagli gli sprechi senza esitazioni, per destinare risorse a spese produttive e ricerca: investimenti pubblici e privati”.

Infine, gli imprenditori della metalmeccanica guardano ad altri temi delicati, annunciati da Teresa Mancini: “L’apertura dei cantieri, che favorisce le imprese che intendono innovare e rinnovarsi, creando così effetti moltiplicativi a medio e lungo termine su consumi, ricchezza e occupazione. Il credito bancario, che deve tornare a essere strumento utile per iniettare risorse nel sistema. La scuola, fondamentale attore dello sviluppo del paese, che va riformata, ed il Piano Buona Scuola contiene buoni propositi che devono diventare presto operativi; accanto ad essa l’università e la valorizzazione dei territori per operare un vero cambiamento orientato al futuro”.

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