Urbino, inaugurato l’anno accademico 509. Nuccio Ordine: “L’università non è un negozio che vende sapere”

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27 novembre 2014

URBINO – E ’stato inaugurato questa mattina il 509esimo anno accademico dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. A fare gli onori di casa il neo eletto Rettore Vilberto Stocchi, ospite d’eccezione il filosofo Nuccio Ordine.

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Primo grande evento che vede Stocchi nelle vesti di Magnifico Rettore, che ha aperto la cerimonia con un sentito discorso nel quale non ha dimenticato gli illustri personaggi del passato che hanno animato l’ateneo, primo fra tutti Carlo Bo. Il Magnifico non ha mancato occasione per ringraziare tutti componenti di UniUrb e ha lanciato un monito al Governo perché presti più attenzione alle Università e alle Strutture di ricerca.

“Un momento importante, per un inizio dove sono emersi tanti stimoli e voglia di fare. La presenza e l’intervento di Nuccio Ordine ha riportato il messaggio di come la cultura può indirizzarci, specialmente in questo momento di difficoltà, per aprirci alla fiducia e alla speranza nel futuro.

Attesissimi dalla platea dell’Aula Magna dell’Area Scientifico Didattica Paolo Volponi del personale tecnico amministrativo, rappresentato da Marcella Peruzzi e quello degli studenti letto dalla rappresentante Chiara Sisti.

“Voglio fare un richiamo alla necessità di considerare anche il personale tecnico amministrativo come parte integrante e importante dell’Ateneo e di ascoltare ciò che viene da noi; come richiesta e come la propositività che è contributo alla riuscita di progettazione e sviluppo”. Questo il messaggio lanciato dalla Peruzzi.

“Una crisi economica che si è trasformata in una crisi sociale, soprattutto perché sono venuti a meno i centri intermedi di discussione.” Il forte richiamo della rappresentante degli studenti Chiara Sisti, che continua, “il ruolo dell’Università sta in questo, nel tornare a luogo di dibattito e confronto e di educare i giovani ad essere prima cittadini.”

Prende la parola per la lectio magistrale Nuccio Ordine, in un discorso a braccio che ha catalizzato l’attenzione dei presenti. Si è detto stupito, Ordine, quando ha ricevuto l’invito di Stocchi, uno scienziato che invita un umanista senza conoscersi di persona, ma premette che è questa la strada da percorrere: gli scienziati e gli umanisti devono tenersi per mano.

“Oggi, i sapere inutili sono quelli dove si batte la scure del governo e dei governi di tutti i colori che si sono succeduti. La scuola, L’università e la Ricerca scientifica, gli archivi di stato, le biblioteche e tutto l’intero patrimonio culturale del nostro paese; se noi non proteggiamo questi saperi considerati ingiustamente inutili. Perché non è vero che la dignità dell’uomo sta nei soldi che si guadagnano e questo bisogna farlo capire ai giovani. La dignità sta nell’abbracciare i valori, nel bene comune e nell’amore con il quale ci si trasmette un sapere, perché un maestro che mette passione ti cambia la vita. Basta considerare scuole e Università come negozi che vendono diplomi e gli alunni come clienti”.

Ad allietare la cerimonia, alla presenza delle autorità civili, militari, politiche, religiose ed accademiche il coro 1506 dell’Università degli Studi di Urbino.

 

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