Ricciatti sulla Legge di Stabilità: “Oltre le peggiori aspettative, tagli agli enti locali e nessuna misura per l’occasione”

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1 dicembre 2014

Lara Ricciatti

Lara Ricciatti, deputato di Sel (foto tratta da Facebook)

FANO – “Una Legge di Stabilità che va oltre le peggiori aspettative”. Lo afferma l’On. Lara Ricciatti di Sel all’indomani dell’approvazione della legge alla Camera dei deputati.

“La norma varata contiene tutti i pilastri del pensiero liberista – spiega Ricciatti – taglia alla spesa pubblica e nessuna misura di rilievo per rilanciare l’occupazione. Una Stabilità accompagnata, peraltro, da un DEF che prevede la precarizzazione del mercato del lavoro, la riduzione degli investimenti pubblici e una dose massiccia di privatizzazioni con la svendita del patrimonio pubblico”.

“Quello che non manca, invece, sono incentivi indiscriminati alle imprese. Ci sarebbe piaciuto che le risorse fossero state concentrate (e quindi maggiori) per quelle aziende che producono innovazione e creano posti di lavoro, invece si è preferita la logica degli interventi a pioggia che favoriscono anche imprese che licenziano e de localizzano”.

Sul punto l’On. Ricciatti aveva proposto un ordine del giorno – respinto – che, riprendendo i punti cardine della sua proposta di legge volta a disincentivare le delocalizzazioni selvagge, impegnava il Governo ad adottare un piano straordinario di contrasto alla delocalizzazione delle attività produttive sia in Paesi appartenenti all’Unione Europea, sia a quelli non aderenti all’Unione Europea, con particolare riferimento ai Paesi Bacalnici.

“Mentre però da un lato si incentivano le aziende private, dall’altro il Governo dismette gli asset strategici dello Stato come l’energia, cedendo sul mercato quote significative di ENI ed ENEL tanto da portare la partecipazione pubblica al di sotto del capitale di controllo”, ribadisce la deputata, che in aula, durante la discussione della manovra, ha ricordato al governo la prossima cessione di Saipem.

“Gli effetti di questa legge di stabilità li vedremo a breve, ma in negativo, con una riduzione dei servizi erogati dagli enti locali, in particolar modo sul trasporto pubblico locale. Al di là dei tanti proclami su innovazione, ripresa e sviluppo – conclude la deputata di Sel – la realtà dei numeri presenta una manovra recessiva, che punta ancora una volta a drenare risorse dalle periferie istituzionali per riportarle al centro, senza che il centro si occupi degli investimenti necessari al rilancio del Paese”.

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