Volley Pesaro, Matteo Bertini racconta la settima vittoria e le difficoltà superate contro l’ottima Volleyrò: “L’abbiamo obbligata a sbagliare”

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1 dicembre 2014

BertiniPESARO – Sette su sette, un solo punto lasciato alle avversarie (Orvieto), ma l’avvio del settimo appuntamento, domenica in casa con la Volleyrò, è stato a dire poco problematico.

Le giovanissime laziali – coach Giangrossi ha schierato il sestetto composto da De Meo in palleggio, Pamio opposta, al centro Gradini e Mancini, in banda Melli e Arciprete, con libero Ferrara, che ha età media di poco più di 16 anni – hanno menato le danze e rischiato di aggiudicarsi il primo set.

Le indubbie qualità fisiche (a dispetto dell’età sembrano giocatrici già formate), unite al talento (sono quasi tutte azzurre di categoria), coniugate con la serenità di chi non ha niente da perdere e l’entusiasmo per il felice avvio hanno dato vita a un cocktail che ha rischiato di essere troppo alcolico per la capolista.

“Sono tanto brave – spiega Matteo Bertini, allenatore pesarese -, dimostrando di esserlo anche nella gestione delle palle sporche, che di solito le giovani non giocano bene. Nelle situazioni di palla difficile, hanno sfruttato tutto in maniera positiva. In avvio, noi siamo state più imprecise, partendo troppo lente in attacco, concedendo alle avversarie tante possibilità di palla rigiocata. E – come ho anticipato – la Volleyrò è una squadra che se gioca come sa può mettere in difficoltà chiunque. Noi siamo state brave a rimetterci a posto, rientrando in partita quando tutto sembrava diventato più difficile”.

Sul 14-19, il primo set era già in viaggio verso la Capitale. L’avete recuperato con un parziale incredibile (11-3), agevolato da alcuni errori gratuiti delle ragazzine romane.
“L’errore è demerito dell’avversario e un po’ merito nostro, perché abbiamo fatto qualcosa di più preciso, soprattutto dalla battuta, con cui abbiamo tenuto la palla staccata per loro ed evitando che continuassero a farci male le centrali. Così ci siamo concentrate più sulle laterali. Era l’obiettivo della partita. In quel momento si sono viste tante belle difese e soprattutto contrattacchi efficaci. Cosa che non ci era riuscita nella prima parte del set. Ci siamo meritate la rimonta e sul punto a punto è contata l’esperienza e la caratura delle nostre giocatrici che hanno fatto la differenza”.

Babbi e Bellucci.
“Brave a giocare sui loro muri scomposti, mentre erano davvero brave ad opporsi agli attacchi di Elisa Mezzasoma, che ha faticato all’inizio scontrandosi con il loro miglior muro. Ma quando i nostri posti 4 hanno la palla giusta riescono a trovare mille soluzioni offensive. Credo che abbiamo attaccato tutte le direzioni, su tutti i tipi di palla. Francesca e Valentina sono state brave a capitalizzare il gran lavoro del nostro muro-difesa…”. A tal proposito, vi anticipiamo che domani pubblicheremo un’intervista davvero interessante a Valentina Bellucci, che racconterà come ha lavorato l’esperienza contro la gioventù e darà un consiglio importante a Giulia Melli, con l’auspicio venga recepito dal super talento della Volleyrò.

Un consiglio anche a Elisa Mezzasoma, se ci è concesso: non sarebbe importante cercare anche le mani del muro avversario? Un esempio potrebbe essere Antonella Del Core, che nel “mani fuori” ha costruito un’esaltante carriera.
“Ci stiamo lavorando – commenta Bertini -, soprattutto sulla palla alta. A Elisa piace uscire dal muro e fare il botto, ma con squadre come la Volleyrò che murano bene, spesso la palla ti ritorna indietro. Elisa lo sa ed è un passo avanti che dobbiamo fare perché lei è una giocatrice importante per noi e deve esserlo sulla palla alta, che può darci grosse soddisfazioni”.

La vostra battuta non era particolarmente insidiosa. Tra Firenze in trasferta e San Giustino in casa, 9 set in totale, Casal de’ Pazzi aveva commesso 30 errori in ricezione (14+16). Con Pesaro, solo 5. Però avete lavorato bene su Melli, impegnandola in ricezione per limitarla in attacco.
“Lei è l’attaccante migliore, ma in ricezione è meno forte ed abbiamo fatto di tutto per toglierla dal campo, riuscendoci nel terzo set, quando le hanno cambiato posizione…”. Non è un caso che la giovane lombarda, uno dei talenti del volley femminile italiano, abbia realizzato 6 punti nel primo set, altrettanti nel secondo, ma solo 2 nel terzo.

Coach Bertini, dimentichi per un attimo di allenare il Volley Pesaro: se potesse, quale ragazza della Volleyrò le piacerebbe guidare? Tutte?
“Sicuramente Melli. E’ un’ottima giocatrice. Con noi, Arciprete non ha fatto una grandissima partita, ma a mio parere è molto forte. E così Pamio. I tre laterali romani sono di alto livello, sono ragazze molto interessanti”.

Chi ha avuto problemi è stata Marina De Meo, la palleggiatrice, che si è vista fischiare tante infrazioni di doppia. Peccato, perché è brava.
“Loro sono una scuola sia tecnica sia tattica. Conosco bene il loro direttore tecnico e so che punta molto anche sulla tattica. E si vede, perché sanno giocare. Purtroppo, quando ti fischiano queste infrazioni, cresce la tua insicurezza ed è più facile sbagliare. A maggiore ragione se sei una giovane. Però De Meo ha qualità fisiche (è alta) e tecniche su cui lavorare bene”.

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