Volley Pesaro, esperienza e classe: Valentina Bellucci analizza la vittoria con la Volleyrò e regala consigli alla giovane Giulia Melli: “Deve migliorare in ricezione”

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2 dicembre 2014

PESARO – Le finali nazionali Under 16 di volley femminile disputate lo scorso giugno a Modena regalarono una grande soddisfazione al Volley Pesaro, la cui squadra Diamante si classificò al settimo posto.

Tenete bene in mente questo risultato e pensate alla Volleyrò Casal de’ Pazzi, avversaria domenica scorsa del Volley Pesaro nel campionato di serie B1. Le romane si piazzarono al primo posto, dopo avere superato in finale la Bracco Pro Patria Milano con un indiscutibile 3-0 (25-7; 25-23; 25-22). Al termine della manifestazione, premi individuali, con Giulia Mancini migliore centrale e Giulia Melli Mvp, migliore giocatrice della manifestazione.

Valentina Bellucci (dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

Valentina Bellucci (dalla pagina Facebook di Volley Pesaro)

Le due sedicenni sono state protagoniste al PalaCampanara, con altre campionesse d’Italia: Benedetta Bartolini, Chiara Muzi, Claudia Provaroni, Sofia Turlà, Cecilia Oggioni. Giovanissimi talenti che sono stati capaci di mettere in difficoltà – nel primo set – la capolista del Girone C, una squadra ricca d’esperienza.

Un’esperienza che non è fine a se stessa, per niente egoista, se è vero che Valentina Bellucci regala un consiglio – preziosissimo, sperando che la destinataria ne sappia trarre profitto – a Giulia Melli.

Al cospetto del Volley Pesaro, la schiacciatrice lombarda ha evidenziato qualità non comuni, ma anche qualche difetto che, se cancellato, potrebbe spalancarle le porte del grande volley che necessita di nuove protagoniste.

“Sono sempre molto pura quando gioco. Se penso che una ragazza può fare il salto di qualità, arrivando a calcare i parquet di serie A, sono la prima riconoscere le sue qualità, ad affermare che l’avversaria è forte. Per quanto la Volleyrò, fucina di talenti, proponga diverse giocatrici molto interessanti, Giulia Melli è stata l’unica alla quale, a fine gara, ho detto: “Brava, complimenti!”. E’ stato spontaneo. Le sue traiettorie, l’altezza da cui le fa partire, sono davvero difficili da contrastare…”.

I complimenti prima, il consiglio poi…

“Deve migliorare la qualità della ricezione… Purtroppo le nuove leve sono molto forti davanti, ma scarse dietro. Senza ricezione non si può giocare. Sono sicura: se migliorerà dietro, potrà fare il salto di qualità. Glielo auguro, perché abbiamo bisogno di giovani di talento che onorino la maglia…”. Intesa come azzurra, crediamo.

Valentina, complimenti: per i consigli a Giulia Melli, soprattutto perché – nel momento più difficile della partita, il primo set, quando eravate sotto 14-19 – sono emerse la sua esperienza e la sua classe, e quelle di Francesca Babbi. Il set sembrava già nella cassaforte Volleyrò, invece si è fermato a Pesaro.

“Loro sono giovani di grandi prospettive… Considerate che avevano 14 anni meno di me. Mia sorella più piccola ha la loro età. Al di là di questo, prendevano la palla molto alta, grazie a fisici ben dotati. Noi sapevamo che un approccio superficiale, o comunque non aggressivo, ci avrebbe fatto soffrire. Così è stato, andando sotto anche di 5 punti. Riprendere un set con quel divario era un’impresa. Ci siamo riuscite, facendo un lavoro certosino, giocando una palla alla volta, recuperando punto dopo punto, mettendo la testa sopra e portando a casa il set. Si sa che più fai gasare le giovani e più rischi che la sfida diventi veramente ostica e di perdere tranquillamente”.

Che cosa avete fatto per bloccare i loro attacchi che sembravano infallibili, soprattutto per mettere palla a terra contro una squadra assai ben disposta in campo e con un muro (3 nel primo set, solo 1 nel secondo e 1 nel terzo) che nel parziale d’apertura non faceva passare neppure un filo d’aria? E’ stata solo questione d’esperienza?

“Sono sincera, vi racconto cosa ho pensato in quel momento: utilizziamo tutto quello che può dare fastidio a una squadra molto fisica, ma anche più scarsina o comunque che va più in difficoltà dietro. Quindi, palle sporche, giochi rallentati, cambi di rincorsa, e altro, per obbligarle a forzare. Era l’unico modo per rimettere le cose a posto. Forzando, hanno commesso due-tre errori di troppo. E noi non abbiamo concesso più nulla, forzando allo stesso tempo con la battuta a tenerle più distanti possibile, perché giocavano palla in mano, con le centrali, tema che in un certo senso non avevamo preventivato, perché dagli scout erano quelle meno servite”.

Un’analisi eccellente. Ed è arrivata la vittoria che vi ha lanciato a più 4 sulla seconda in classifica, a più 5 su Perugia e Orvieto che avete sconfitto in trasferta. Il solco c’è, anche se ancora piccolo, ma il campionato ha superato solo la settima giornata e ne mancano ancora diciannove.

“Ecco, lei si è dato la mia risposta, perché io predico sempre tanta umiltà e piedi saldi a terra. Avere un vantaggio è importante, perché chi insegue deve sempre vincere, mentre noi possiamo perdere una volta e rimanere in testa alla classifica. Il nostro vantaggio mette ulteriore pressione a chi ci insegue ed aumenta la nostra autostima. Mancano tre partite prima delle sosta per le festività. E’ importante fare più punti possibile, per staccare la spina nelle condizioni migliori, pure consapevoli che i giochi si faranno nella seconda parte della stagione”.

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