Aquila in volo, l’Alma sta facendo sognare

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3 dicembre 2014

Sandro Candelora

FANO – Innamorato, sempre di più… Come cantava Battisti, il popolo granata, conquistato dalle imprese dei propri beniamini, sta letteralmente grondando affetto per un gruppo che non finisce di stupire. E che si fa amare per un atteggiamento garibaldino, sfrontato, irriverente nei confronti delle potenze dichiarate (o presunte tali) del campionato. Ora che il paziente lavoro di amalgama e indottrinamento messo in atto da Alessandrini sta dando i suoi frutti, la squadra va in effetti rifilando sonori ceffoni a destra e a manca, senza fare distinzioni di sorta. Con personalità spiccata, precisa identità tattica, eccellenze tecniche assolute, capacità di sofferenza e coesione, armi queste ultime che sostengono quando il gioco si fa davvero duro, consentendo di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Questa formazione in altre parole mette in campo risorse varie e importanti, che forse alla vigilia non si ci si poteva prefigurare compiutamente. La sicurezza di Ginestra, la spavalderia di Clemente, la predisposizione alla battaglia di Torta, Nodari e Fatica, il senso euclideo di Lunardini, la classe cristallina di Borrelli, la stupefacente maturità di ‘dinamo’ Marconi, la faccia tosta di Sassaroli, l’istinto da cecchino di Sivilla, i gol belli e impossibili di Gucci… Potremmo continuare a lungo con l’elenco delle virtù individuali e collettive, ché i meriti vanno estesi anche alle seconde scelte, sempre pronte a fornire il loro contributo alla causa. A chi ha composto la truppa e pure al manico. Già, perché se il progetto è lievitato in maniera vistosa molto del merito va ascritto al trainer, che con umiltà mista ad intelligenza e sfatando non poche perplessità iniziali da parte dei soliti detrattori a prescindere, ha saputo insegnare calcio, facendo di una pluralità di singoli, peraltro nemmeno assortiti in modo ottimale, un undici omogeneo, identificabile a prima vista per la chiara cifra di gioco che sa offrire. Dove può arrivare questa formazione? Difficile dirlo, ché la concorrenza è agguerrita e i limiti di crescita dell’Alma non sono ancora decifrabili. Nell’incertezza sarebbe tuttavia un peccato non assecondare l’abbrivio favorevole, eliminando le lacune che persistono a livello di organico, stringendosi a coorte e facendo insomma di tutto affinché il momento magico continui. Comunque vada sarà però un successo. Quello che deriva dalla consapevolezza di un amore ritrovato. E tutto da godere. Il più a lungo possibile.

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