La Provincia chiama a raccolta gli Ambiti territoriali: “Per il sociale la legge non ci dà più competenze né fondi”

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5 dicembre 2014

Daniele Tagliolini, presidente Provincia Pesaro e Urbino

Daniele Tagliolini, presidente Provincia Pesaro e Urbino

PESARO – Nel 2015 non ci saranno più fondi della Provincia di Pesaro e Urbino per il sociale, avendo la legge 56/2014 (cosidetta “Legge del Rio”) tolto questa competenza alle Province, alle quali rimangono solo viabilità provinciale, scuole superiori, ambiente, pianificazione territoriale e pari opportunità. Se nel 2014 la Provincia aveva stanziato circa 800mila euro (per minori con disabilità sensoriale, servizi di sollievo, minori riconosciuti da un solo genitore, sportello immigrati e Centro antiviolenza “Parla con noi”), con il vuoto lasciato dalla normativa si pone ora il problema di chi, tra Regione e Comuni, si farà carico della quota che l’ente garantiva per i vari servizi. Unica nota positiva è per il Centro antiviolenza provinciale “Parla con noi”, di cui la Provincia manterrà gestione e coordinamento (visto che la competenza su pari opportunità/lotta alle discriminazioni di genere resta in capo all’ente), facendo da cabina di regia, sempre in collaborazione con la Regione Marche, con l’importante contributo degli ambiti sociali territoriali che hanno garantito per il 2015 un cofinanziamento di 19mila e 500 euro.

Su richiesta del presidente Daniele Tagliolini, il direttore generale della Provincia Marco Domenicucci ha incontrato i rappresentanti degli ambiti sociali territoriali per illustrare la situazione e chiedere che si faccia il possibile per continuare ad offrire servizi importanti per i cittadini più deboli. Presenti all’incontro, i coordinatori degli ambiti di Pesaro (Roberto Drago con la vice presidente del Comitato dei sindaci Sara Mengucci), Urbino (Piero Fraternale), Fano (Sonia Battistini con la presidente Marina Bargnesi), Fossombrone (Laura Giombini) e due rappresentanti dell’ambito di Cagli (Antonina Iannolo e Valentina Siparo dello staff del coordinatore Stefano Cordella).

“Purtroppo – ha detto Domenicucci – il sociale non è più tra le funzioni fondamentali che restano alle Province e ancora non sappiamo quali competenze la Regione vorrà riaffidarci nei settori non previsti per legge. E’ però fondamentale che Regione e Comuni non lascino scoperti i servizi che garantivamo”. In particolare, nel 2014 sono stati garantiti l’educazione domiciliare pomeridiana a 79 minori con disabilità sensoriale (circa 320mila euro), il sostegno a 161 minori riconosciuti da un solo genitore (circa 300mila euro in aggiunta a fondi dei Comuni), i servizi di sollievo (la Provincia ha partecipato con 33mila euro), gli sportelli immigrati (24mila euro, con altri fondi dei Comuni).

“Stiamo predisponendo – spiega il presidente della Provincia Daniele Tagliolini – un tavolo di lavoro tra Provincia e Ambiti sociali per intercettare risorse comunitarie dai fondi diretti”.

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