NEXTMOVIE, il film della settimana consigliato: Il giovane favoloso. Ecco come vincere un biglietto

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5 dicembre 2014

Elena Piccinetti

Scommessa non facile, quella di Martone, di interessare il pubblico alla vita di Leopardi; scommessa riuscita, a giudicare dalle sale gremite di giovani che, sicuramente attratti dall’idea di uno studio agevolato, sono rimasti catturati dalla narrazione. In realtà il regista aveva giocato d’anticipo, portando in teatro un testo ispirato al Leopardi (a Le operette morali) e, visto il gradimento del pubblico, ha pensato a un coinvolgimento su larga scala, a una platea più ampia rispetto a quella avvezza ai teatri.

Una scena de Il giovane favoloso

Una scena de Il giovane favoloso

Piace la scelta di ripercorrere la vita del poeta, cogliendone i momenti più significativi, dal legame coi fratelli al rapporto conflittuale col padre, indagato molto bene nel film, ove i gesti evidenziano la fredda determinazione del genitore a indirizzare e quasi costringere il figlio a scelte non sue.

Risulta invece poco approfondita l’influenza della madre nella vita del giovane favoloso.

Questi, desideroso di esperienze e percorso da aneliti di evasione, cerca con numerosi viaggi di uscire dal malessere esistenziale che lo pervade. I vari episodi si riferiscono a fatti documentati, spesso a lettere, o a stralci delle opere di Leopardi stesso. Del resto gran parte della produzione letteraria del poeta è di origine autobiografica; egli non inventa un mondo nuovo, descrive il proprio. Delicata è la descrizione del rapporto con l’amico Antonio Ranieri; forse il racconto dell’episodio del bordello non era così determinante nel cogliere e nel descrivere lo stato d’animo del poeta. Diciamolo pure: se ne poteva fare a meno. Qualche appunto sulla scelta delle letture poetiche e sulle modalità di lettura. Solo complimenti per l’interpretazione di Elio Germano, che è riuscito a rendere palpabile l’angoscia esistenziale del poeta e che, con rara maestria, è risultato credibile nelle varie fasi della vita e nella rappresentazione di una malattia che si vorrebbe dominare. Molto curata la fotografia, di Renato Berta, con riprese e inquadrature che non sfigurerebbero in una mostra. Anche le scene negli interni denotano molta attenzione per i particolari e molta cura nella scelta dei vari oggetti, siano essi elementi d’arredo o piuttosto capi di abbigliamento secondo lo stile e il gusto dell’epoca. La sceneggiatura, dello stesso Martone e di Ippolita Di Majo, non segue pedissequamente la biografia del poeta, ma opera delle scelte, tralasciando fatti pur rilevanti nella vita del Leopardi, come la morte prematura del fratello. Molto ben descritta risulta la parte riguardante lo studio forzato cui il padre obbligava il figlio, con metodi più o meno ricattatori.

Una certa lentezza pervade l’opera; non è un film d’azione, è chiaro, ma di descrizione di stati d’animo, di sensazioni, di impossibilità a realizzare sogni e di determinazione nel cercare comunque di portarli a termine, superando con la forza di volontà evidenti problematiche fisiche. Visto il successo dell’opera ci si chiede: a quando un film sul Foscolo?

COME FUNZIONA il progetto “IO SCRIVO”

Gli utenti interessati possono scegliere uno dei film in elenco (film in onda al Politeama) e scrivere una recensione lunga almeno 450 parole

Va inviata una richiesta a NextMovie per la creazione dell’account (bastano pochi semplici passaggi) per poter caricare la recensione. Tutte le indicazioni le trovate su:  http://moovielanditalia.com/nextmovie/ioscrivo/

Una volta caricata la recensione sarà possibile ricevere un biglietto omaggio per il Politeama, Malatesta o Gabbiano di Senigallia.

Il biglietto per ogni singolo utente si può vincere solo una volta ogni 30 giorni ed è usufruibile entro due settimane dalla consegna.

Si può ottenere solo un biglietto omaggio al mese.

Una volta ottenuto il biglietto omaggio, al botteghino del cinema scelto bisognerà semplicemente esibire un documento identificativo.

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