Tassare i locali sfitti? Per Acacia Scarpetti “non si possono calpestare le più elementari regole del diritto”

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5 dicembre 2014

Luca Acacia Scarpetti

Luca Acacia Scarpetti

Luca Acacia Scarpetti*

PESARO – Non vorrei essere al posto del buon Antonello delle Noci. Brava persona, ottimo professionista, tirato in ballo con dilettantismo da uno che con una delibera di giunta comunale pretenderebbe di cambiare il codice civile e la costituzione, e sanzionare chi tiene sfitti i negozi. Non tutti hanno la fortuna di chiamarsi Ferrovie dello Stato e prendere dal Comune di Pesaro un affitto dicono ragguardevole per il nuovo centro “Stazione Gauss”. Se non fosse per la situazione drammatica che stiamo vivendo nel Paese, sarebbe persino simpatico avere un sindaco così burlone. Il fatto è che non è Carnevale, e che il nostro sindaco è il vicepresidente del primo partito italiano. Non vorrei essere neanche nei panni di tutti quei bravi studenti di giurisprudenza, disoccupati. La domanda a loro sorgerà spontanea: cosa abbiamo studiato a fare se poi fa carriera chi calpesta le più elementari regole del diritto? Se avesse voluto davvero risolvere il problema dello svuotamento del centro storico, Matteo avrebbe dovuto votare una mozione da me presentata nel 2003 in consiglio comunale (cosa che non ha fatto e lui sedeva in aula con me) nella quale, prevedendo “l’andazzo”, proponevo per il piccolo commercio e per tutti gli artigiani, del centro storico, l’esenzione dalle tasse comunali. Ormai i buoi sono usciti, e chiudere la stalla ora, oltretutto con mezzi non possibili, sarebbe come svuotare il mare con un cucchiaio. Ci rimane la strada maestra, togliere dall’Italia la corruzione e l’evasione, e farlo tornare un Paese normale; ci riuscirà il PD a procedere in tale direzione, con tutti gli scandali romani di questi giorni?

*Consigliere regionale Italia dei Valori

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