Pergola, Imu sui terreni agricoli: Giunta Baldelli impugnerà il Decreto Renzi per illegittimità costituzionale

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6 dicembre 2014

PERGOLA – Il sindaco di Pergola Francesco Baldelli ha incaricato i legali del Comune di sollevare la questione di legittimità costituzionale del decreto Renzi che introduce la nuova tassa. Il primo cittadino l’ha comunicato oggi in conferenza stampa. Al suo fianco esponenti della Cia regionale e provinciale Mirella Gattari, Gianfranco Santi e Alessandro Taddei, e il presidente provinciale della Camera di Commercio Alberto Drudi, che sostengono la battaglia. Presente anche l’assessore del Comune di San Lorenzo in Campo Alessandro Fontana.

Il sindaco Baldelli e i rappresentanti della Cia

Il sindaco Baldelli e i rappresentanti della Cia

“Il Comune – ha sottolineato Baldelli – impugnerà di fronte al Tar del Lazio il decreto del governo appena sarà pubblicato e solleverà la questione di legittimità di fronte alla Corte Costituzionale. L’obiettivo è far sospendere, e poi cancellare per incostituzionalità, il decreto che impone l’Imu ai nostri agricoltori!” Baldelli è determinato. “I sindaci non sono gli esattori dello Stato. I Comuni non intendono pagare la campagna elettorale del governo che sta coprendo il bonus Irpef di 80 euro con gli aumenti dell’Imu e con gabelle varie. Violato lo Statuto del Contribuente!

 Il decreto di prossima emanazione da parte del Ministero delle Finanze, con il quale si sottopongono a tassazione IMU i terreni agricoli rappresenta un vero e proprio atto di lesione diretta nei confronti del mondo agricolo nonché delle amministrazioni comunali. I cittadini dovranno pagare di più mentre i Comuni addirittura avranno meno risorse.

I terreni non verranno tassati in base alla loro effettiva altezza bensì in base all’altezza del palazzo municipale.

È francamente allucinante prevedere l’esenzione dall’IMU di un terreno agricolo in considerazione dell’altitudine in cui si trova la sede del Municipio. Se è così metteremo i “trampoli” al Comune! L’ex sindaco Renzi dovrebbe capire che i terreni di solito non si trovano nella piazza centrale delle nostre città! Le altezze dei centri cittadini sono state predisposte a fini statistici e non certo al fine di tassare o meno un terreno.

Conseguenza: nei Comuni dove l’altitudine della sede del Municipio è fino a 280 metri tutti i terreni dovranno pagare l’IMU (Pergola ha il municipio a metri 260 slm), in quelli dove l’altitudine è fra 281 e 600 metri sono esentati solo i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, l’esenzione rimane totale per quei comuni che hanno il Municipio posizionato da 601 metri in su.

Il decreto Renzi inoltre priva i Comuni della scelta di determinare liberamente le aliquote dell’imposta.

L’affronto al mondo agricolo ed ai territori montani era già contemplato nella norma legislativa da cui è derivato il decreto ministeriale in corso di pubblicazione.

Infatti, la fonte del decreto è l’art. 4, comma 5bis, del D.L. 16/12, convertito il L. 44/12, modificato dall’art. 22 comma 2 del D.L. 66/2014 convertito in L. 89/2014.

Tale norma stabilisce che “con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, e dell’interno, sono individuati i comuni nei quali, a decorrere dall’anno di imposta 2014, si applica l’esenzione di cui alla lettera h) del comma 1 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sulla base dell’altitudine riportata nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), diversificando tra terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali”.

Baldelli è determinato. “La previsione di un’imposta che si applica all’anno in corso, contenuta in una legge di giugno (L. 89/2014), desta più di una perplessità.

Le perplessità aumentano nel momento in cui il decreto di attuazione viene reso noto all’inizio di dicembre, alla conclusione dell’anno di imposta e praticamente nell’immediatezza della scadenza prevista per il pagamento. E il mini rinvio per tanti motivi andrà a penalizzare ancor di più comuni e agricoltori. Invito tutti i sindaci a sottoscrivere l’iniziativa”.

Il sindaco si è poi soffermato su altri aspetti. “Non si può trascurare come l’intervento normativo sia inopportuno ed in contrasto con il quadro normativo di riferimento, costituito dalle disposizioni in materia di ICI.

L’IMU è infatti disciplinata dal D.Lgs. 23/2011 che stabilisce l’esenzione dall’imposta per i terreni già esenti da ICI ai sensi dell’art. 7 comma 1 lettera h) del D.Lgs. 504/92.

Il richiamato articolo 7 prevedeva l’esenzione dall’ICI – e dunque l’esenzione dall’IMU – per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984.

Dunque, la norma fondamentale in materia di ICI era già completa nella determinazione dell’esenzione dall’imposta e poneva corretto riferimento alle aree montane e collinari come delimitate dalla specifica disposizione normativa in termini di territori montani.

Pertanto, il chiaro quadro normativo non necessitava di alcun intervento di specificazione o di attuazione e la norma di cui al D.L. 16/2012 manifesta la propria evidente incostituzionalità in quanto, grazie a tale norma, nell’ambito della definizione di comuni montani ci sono comuni che sono meno montani di altri pur rientrando nella definizione della richiamata L. 984/77.

La norma in esame comporta infine una grave deroga al principio della non retroattività delle norme tributarie, sancito dallo statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000 n. 212) in ragione del fatto che dispone l’ assoggettamento ad imposta già per l’anno in corso.

La deroga non trova giustificazioni nelle ragioni di urgenza che potrebbero legittimare interventi episodici ed una tantum, laddove la norma in esame prevede una vera e propria disciplina innovativa e destinata a perdurare nel tempo”.

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