Vuelle, storia di un’impresa sfiorata. Tutte le FOTO di Cami

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8 dicembre 2014

PESARO – Alla fine del terzo periodo eravamo già pronti a scrivere il solito commento sul ventello preso dalla Consultinvest, con Venezia che stava spadroneggiando in lungo e largo contro una Vuelle incapace di contrastare la capolista. Poi, cosa succede nell’ultimo quarto? Accade che Venezia pensa di aver chiuso anzitempo la pratica, mentre l’effetto Adriatic Arena si fa finalmente sentire su questo gruppo di ragazzi che in trasferta alzano bandiera bianca quasi subito finendo per rimediare passivi pesantissimi, mentre in casa sembrano giocare con maggior tranquillità e spinti da un pubblico che, nonostante tutto, continua a sostenere amorevolmente i suoi giocatori. I ragazzi di Dell’Agnello ritrovano le loro sicurezze, riuscendo finalmente a difendere in modo convincente, recuperando diversi palloni per innestare il contropiede e affidando la fase offensiva al trio Musso-Ross-Myles, con il capitano che ha disputato un grande match, al di là delle triple importanti messe a segno, recuperando quattro palloni e subendo con furbizia un paio di falli che lo hanno portato a segnare sei liberi fondamentali, mentre LaQuinton ha cominciato a produrre punti, vera specialità della casa, non disdegnando di catturare anche nove rimbalzi difensivi, utili per far partire un paio di coast to coast conclusi con grande maestria dal numero zero biancorosso, ma la scossa al match l’ha portata il solito Myles, vero termometro di questa Consultinvest, l’unico in grado di leggere le varie situazioni tattiche, in grado di colpire in entrata quando la difesa veneziana gli concedeva l’uno contro uno, senza dimenticarsi di far male dai 6.75 e ci rimane il rammarico di come sarebbe stato il risultato finale dell’incontro se Myles fosse riuscito a rimanere sul parquet negli ultimi minuti, invece di passarli in panchina alle prese con un risentimento all’adduttore che lo ha costretto alla resa al 36’. Perché senza Anthony era chiaro che l’incaricato dell’ultimo tiro sarebbe stato Ross, atteso dalla difesa veneziana che lo ha triplicato commettendo probabilmente anche fallo, ma gli arbitri non si sono dimostrati troppo casalinghi, con qualche fischio di troppo su qualche contatto veniale sanzionato alla difesa pesarese. Trattamento che la capolista, squadra più esperta e scafata della Vuelle, non ha ricevuto, ma nonostante tutto la Vuelle ha avuto 18 secondi per vincerla con Ross che ha deciso di andare dentro l’area per procurarsi magari quel fallo che lo avrebbe mandato in lunetta, dove anche un solo libero messo a segno sarebbe valso il supplementare, ma sul non fischio della terna arbitrale la Consultinvest ha avuto ancora la possibilità di conquistare la vittoria, con il pallone che è carambolato nelle mani di Williams, con un paio di secondi ancora sul tabellone e qui sono venuti fuori tutti i problemi caratteriali del playmaker biancorosso che ha rinunciato al tiro preferendo servire un’improbabile assist a Raspino, con il piccolo particolare che il tempo nel frattempo era finito.

Un errore onestamente imperdonabile anche per un playmaker inesperto come Kendall, che ha confermato di non essere pronto per giocare a questi livelli. Un vero peccato perché l’occasione di sbloccarsi definitivamente era veramente ghiotta, come per un attaccante a digiuno da mesi che segna al 93’ il gol del tre a due dopo essere stato sotto di due reti e nessuno lo avrebbe condannato se avesse sbagliato la conclusione, mentre non gli si può perdonare la mancanza di attributi nel momento decisivo, situazione che ormai si sta facendo cronica e che potrebbe portarlo ad un taglio nell’immediato futuro.

Ma il gagliardo ultimo quarto giocato dalla Consultinvest non deve far dimenticare i primi trenta minuti, dove Pesaro non era riuscita a contrastare la capolista, con una difesa a zona imbarazzante che aveva portato Venezia sul più 20, con un attacco che pesava tutto sulle spalle di Musso e con la coppia di lunghi composta da Reddic e Judge che aveva subito il croato Peric, autore di un match da 25 punti e 36 di valutazione, senza mai rendersi pericolosa in fase offensiva, confermando l’esistenza del problema dell’ala grande in casa Vuelle, accentuato dal NE di Nicholas Crow, con Williams inesistente fino alle due triple dell’ultimo quarto e un Raspino in grosse difficoltà in ambo i lati del parquet. Ma le partite durano 40 minuti e questa volta la Consultinvest ha avuto il merito di non scoraggiarsi, finendo per giocarsi la vittoria contro la capolista all’ultimo tiro, i due punti purtroppo non sono arrivati, ma la speranza è che questa rimonta contribuisca ad aumentare la fiducia di questo gruppo nei propri mezzi.

I PIU’…

Bernardo Musso
Ritrova il quintetto confermando i progressi mostrati in questo avvio di stagione, dove sta viaggiando ad oltre 11 punti di media con il 36% da tre, il capitano è il vero leader di questa Vuelle e contro Venezia disputa una partita di grande consistenza e continuità.

LaQuinton Ross
Può non piacere a tutti, ma Ross è un realizzatore puro in grado di procurarsi un tiro in ogni occasione e nel basket moderno non è una cosa da poco, poi non sempre le scelte sono impeccabili e lo vorremmo vedere più convinto dalla linea dei tre punti, ma i 18 punti di media non sono una casualità e non difetta certo in personalità come alcuni suoi compagni.

Quarto quarto
Venezia probabilmente pensava di aver già archiviato la pratica sul più 21, ma Pesaro ha il merito di crederci e con un 34 a 14 prova a ribaltare l’esito dell’incontro finendo per fallire colpevolmente il tiro della vittoria.

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO-VENEZIA

Tiri liberi
Ancora un misero 70% ai liberi per la Vuelle che si conferma una delle peggiori del campionato dalla linea della carità e quando perdi per una sola lunghezza, ogni punto perso dalla lunetta risulta decisivo.

Reddic e Judge
I due lunghi pesaresi producono in coppia 11 punti e soli 4 rimbalzi, troppo poco considerando che dall’altra parte Peric ha fatto il bello e cattivo tempo, senza mai essere contrastato efficacemente, ma in attacco servirebbe un play capace di innestarli col pick and roll ed in grado di servirgli ogni tanto qualche pallone giocabile.

Kendall Williams
Per lunghi minuti rimane mestamente in fondo alla panchina, con Basile a condurre il gioco sul parquet al posto suo, Dell’Agnello lo rimette nell’ultimo quarto più per disperazione che per reale convinzione e Kendall riesce a segnare due importanti triple in piena rimonta, lasciando presagire di aver visto una luce in fondo al tunnel, prima di ricadere nel buio più totale dopo l’ultima azione.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ognuno fa il proprio mestiere e ha fatto bene il presidente Costa ad alzare la voce contro la classe arbitrale, sperando di riscuotere qualche credito nelle prossime partite, ma ci sentiamo più in linea con le dichiarazioni di Dell’Agnello che si è stancato di vedere la sua Vuelle subire e deprimersi dopo ogni contatto dubbio, invece di cambiare l’inerzia sul parquet giocando “sporco” a sua volta, adeguandosi al modo in cui si gioca il basket europeo in questi anni, dove la tecnica è ormai un optional e contano molto di più atletismo e furbizia. Arrivati ormai ad un terzo della stagione non si può ancora stare lì a lamentarsi e ad inventarsi alibi, ma è giunto il momento di rimanere concentrati sul parquet per tutti i quaranta minuti, imponendo all’avversario i tuoi punti di forza invece di estraniarsi mentalmente dal match per lunghi e interminabili tratti, la classifica si fa sempre più preoccupante con Caserta che stasera conquisterà quasi certamente la sua prima vittoria e con le altre pericolanti arrivate tutte a quota sei, alcune addirittura ad otto punti come Pistoia che sbanca al supplementare il parquet di Cantù. Domenica prossima si va a Cremona, nella prima trasferta non impossibile del campionato, probabile che sia l’ultima partita di Williams, con la società che sta cercando fondi per firmare il nuovo play, ma in ogni caso si dovrà salire in Lombardia con lo spirito dell’ultimo quarto contro Venezia, alla ricerca del primo successo fuori dalle mura amiche.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano si aggiudica il match clou di questa nona giornata espugnando con un punteggio da anni’80 (112-111) il PalaSerradimigni di Sassari, confermandosi in seconda posizione insieme a Reggio Emilia che nell’anticipo si era imposta su Capo D’Orlando, mentre si ferma la coppia al quinto posto con Cremona che segna solo 50 punti nella sconfitta di Roma e Brindisi che perde in un concitato finale in casa contro Varese. Bologna e Pistoia si tirano fuori dalle zone basse della classifica, con i felsinei che vincono al fotofinish contro Avellino grazie al solito Fontecchio, mentre i toscani sono autori di una grande rimonta che gli ha consentito di espugnare il Pianella di Cantù dopo un supplementare, nel posticipo del lunedì Caserta ha la grossa occasione di lasciare quota zero nel match casalingo contro Trento.

LE FOTO DI DANILO BILLI

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