Consiglio, passano gli indirizzi di bilancio: imposta di soggiorno trimestrale. Bocciato l’ordine del giorno della minoranza per il Museo della Città all’ex Tribunale

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9 dicembre 2014

PESARO – Via libera alle modifiche al regolamento comunale sull’imposta di soggiorno (astenuto il M5S, contrario il centrodestra, ndr). L’assessore Antonello Delle Noci: «Cambia la cadenza della presentazione della dichiarazione dell’imposta di soggiorno, che passa da mensile a trimestrale, per coordinarla con il termine del versamento. La finalità? Agevolare gli adempimenti amministrativi che spettano ai gestori delle strutture ricettive». Dario Andreolli (Ncd): «Modifica non sostanziale, crea più fluidità. Le mie perplessità? Non nell’applicazione del Comune, ma nell’idea stessa della tassa. L’imposta ora serve per ripianare i tagli del governo centrale. Ma lo spirito doveva essere la promozione straordinaria dello sviluppo turistico». Fabrizio Pazzaglia (M5S) rimarca l’astensione: «L’imposta deve essere utilizzata per il suo fine».

Bilancio. Passano gli indirizzi del bilancio annuale 2015 e del triennale 2015-2017 (voto contrario dell’opposizione, ndr). Linea della maggioranza illustrata dal capogruppo Pd Francesca Fraternali, integrata dagli interventi di Carlo Rossi, Ilaro Barbanti e Marco Perugini: «Mantenimento e salvaguardia delle fasce più deboli. Sulla tutela del welfare non abbassiamo la guardia», nonostante le «necessarie scelte di rigore e ottimizzazione delle spese, per mantenere intatta la qualità dei servizi, considerati i tagli lineari».
Tra le priorità individuate nel documento, «razionalizzazione delle partecipate, riorganizzazione delle realtà culturali del territorio, Unione di Comuni con Gradara, Gabicce e Mombaroccio, rivisitazione degli uffici comunali per ridurre utenze e canoni di locazione». Ancora: «Sostegno alle fasce deboli con il mantenimento del fondo anticrisi; risorse ad hoc per lo sviluppo dell’occupazione; riduzione della pressione fiscale; rivisitazione delle tariffe dei servizi legati all’infanzia, con riadattamento della base di calcolo delle diverse fasce sull’Isee». Nel medio periodo si guarda al «contenimento del peso tributario, con attenzione alla calibrazione sui livelli di reddito». Sui servizi a domanda individuale: «Non è previsto un aumento dei costi. Solo un adeguamento all’indice Istat». Poi le indicazioni sul personale: «Revisione dell’utilizzo della forza lavoro, per equilibrare i carichi in ogni settore». E sul patrimonio pubblico: «Utilizzare nelle gare di appalto di servizi beni patrimoniali collegati, per un recupero di risorse in conto capitale. Oltre a completare lavori per la sistemazione di immobili destinati ad uffici, nell’ottica di una riduzione degli affitti passivi». Voci critiche dalla minoranza. Alessandro Bettini (Forza Italia): «Solo parole. Promozione e sviluppo dell’azione turistica con il rilancio del patrimonio culturale? Vedremo le priorità e la traduzione in fatti concreti. Manutenzioni? Ci sono 27 auto ferme nel magazzino che non circolano, ma paghiamo bollo e assicurazione. Le scuole materne costano 4mila euro a bambino: prevediamo un buono per le famiglie di mille euro in caso di scelta verso la scuola privata. L’unica fondazione culturale? Grande iattura. Fare un direttore solo per attività culturali diverse è assurdo: un calderone che crea confusione. A meno che non si voglia privatizzare tutto». Dario Andreolli (Ncd): «Apriamo alla discussione del consiglio le linee di indirizzo.. Riduciamo la pressione fiscale a famiglie e imprese. Si è raschiato il barile della razionalizzazione, ora si facciano scelte di sistema. Come per la revisione delle tariffe dei nido, ma liberando risorse con l’accelerazione dei processi. Alcune linee sono condivisibili, come su welfare e fondo anticrisi. Contraddizioni su tante altre voci, come nelle partecipate: cosa si ha in mente di fare?». Roberta Crescentini (Siamo Pesaro): «Bel libro delle buone intenzioni. Ma parliamo di aiuto alle fasce deboli e poi si elimina la cena di solidarietà per i senzatetto. Si vogliono utilizzare le coop sociali? Vigileremo. Sul city brand si potevano coinvolgere i giovani. E non si fa riferimento al taglio dei premi di produzione ai dirigenti, né alla bioedilizia o alla green economy».
Silvia D’Emidio (M5S): «Si usa il termine valorizzazione, ma la traduzione è la vendita del patrimonio pubblico, la privatizzazione. Valuteremo e controlleremo nei singoli provvedimenti, cercando di capire il reale vantaggio dei cittadini, non solo per il rispetto del patto di stabilità». Delle Noci: «Continuiamo a lavorare sulla riorganizzazione della macchina, già partita con la riduzione dei dirigenti. Poi c’è il lavoro sull’Unione, che ha anticipato la norma per riformare dal basso; il pacchetto ‘Riparti Pesaro’ per incentivare il lavoro. E la volontà di diminuire i debiti. Vogliamo investire sull’educazione e sulle maestre. Continuiamo anche sul recupero dell’evasione fiscale».
Cultura. Bocciato l’ordine del giorno dell’opposizione per il ‘museo della città’ all’ex Tribunale di via San Francesco (voto contrario della maggioranza, si astiene Cinzia Ceccaroli del Pd, ndr). Per i consiglieri della minoranza «sarebbe sede ideale per pinacoteca, ceramiche e reperti archeologici conservati all’Ente Olivieri». Spiega Bettini: «Si parla di valorizzazione della cultura? Allora questa è un’occasione unica. Un contenitore all’ex tribunale sarebbe una proposta peculiare, una strada per fare conoscere la città. Oggi o mai più. Portarci gli uffici dell’urbanistica? Un progetto di 10 anni fa. Ora i tempi sono cambiati. Non blocchiamo il futuro per risparmiare 300mila euro: sarebbe un errore storico. Un convento del’700 non può essere usato per gli uffici dell’urbanistica. L’ipotesi di prevedere una stanza per le mostre? Assurdo fare lo spezzatino».
Barbanti (Pd): «La determina è del 2008, non risale a 10 anni fa. Sarebbe bello avere un unico museo per la cultura? Sì, ma bisogna capire la sede migliore, anche in termini di realizzabilità. A mio avviso, il Palazzo Ducale sarebbe la sede più prestigiosa. All’ex Tribunale c’è un problema di costi, ci sono solo 75 stanze, tra l’altro con metratura ridotta. La maggioranza propone la modifica del dispositivo: valutare che eventualmente l’ex convento sia adibito anche a sede espositiva, con uso misto». Federico Alessandrini (M5S): «E’ l’ultima possibilità per una vera politica del turismo culturale. Sarebbe una svolta». Chiude l’assessore Daniele Vimini: «Non sono convinto che la strada giusta sia esporre tutto quello che c’è nei depositi. Ma paga la politica del valore data a un’opera, in termini di appeal. Per questo, fermo restando la priorità per l’uso degli uffici pubblici all’ex Tribunale, si può valutare di prevedere lì una sala ‘vetrina’, per ospitare esposizioni di qualità e di pregio, con pochi pezzi». In apertura, la comunicazione di Silvia D’Emidio, poi riportata anche nella pagina facebook del M5S: «Io offesa in Commissione Ambiente dall’assessore Briglia e definita arrogante, in modo ingiustificabile. Un episodio non tollerabile».

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