Nel paese delle creature selvagge: spettacolo imperdibile allo Sperimentale

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9 dicembre 2014

Nel paese delle creature selvagge

Nel paese delle creature selvagge

PESARO – Venerdì, al teatro Sperimentale di Pesaro alle ore 21, di nuovo in scena “Nel paese delle creature selvagge”. Lo spettacolo, organizzato dalla cooperativa “T41A” in collaborazione con la compagnia teatrale “OperaX”, è tratto dal libro “Where the Wild things are” di Maurice Sendak e dall’omonimo film di Spike Jonzes. E’ la conclusione di un ricco percorso. Attori, operatori, utenti e volontari hanno condiviso ogni fase della preparazione: dalla realizzazione scenografica alla fotografia e grafica, dalla traduzione allo studio e messa in scena del copione.

Biglietti a 10 euro per gli adulti e a 5 euro per bambini e ragazzi fino a 14 anni. Per info 0721.414152.

La Cooperativa T41A. Nata nel 1976 come risposta al disagio psichico, oggiè composta da un centro diurno per soggetti adulti con disabilità mentale medio-grave, un centro diurno pomeridiano per minori con disabilità mentale medio-grave, servizio di residenzialità (Co. Se. R.; comunità alloggio), servizi di assistenza agli anziani, centro del linguaggio per bambini in età scolare (La stanza di Ippo), servizi di mensa e doposcuola nelle scuole elementari. L’impegno nel sociale e il pensare all’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati come un diritto ed un dovere, ha reso possibile la creazione della Cooperativa sociale di tipo B “CampoBase” che opera nell’agricoltura biologica certificata dal 2008.

Opera X. Nasce nel 1999 autoproducendo i propri spettacoli di musical (Jesus Christ Superstar, Rocky horror musical show, la piccola bottega degli orrori..) , occupandosi di laboratori di teatro su richiesta (scuole, privati, amministrazioni…), organizzando eventi e servizi inerenti al mondo del teatro.

Nel paese delle creature selvagge. La storia mette in scena un rito di passaggio dell’infanzia che Max, il bambino di 8 anni protagonista del libro, affronta grazie alla sua fervida fantasia: messo di fronte alla propria solitudine, Max fugge con uno sforzo fantastico in un’isola misteriosa, popolata di creature selvagge che altro non sono che riflessi della propria interiorità: la rabbia, l’aggressività, la dolcezza, la solitudine, prendono corpo diventando gli strani abitanti dell’isola. Conoscendoli e riconoscendosi in loro, Max prenderà consapevolezza del proprio io facendo quel fondamentale passo nella sua crescita che lo farà sentire pronto per ‘tornare’ a casa.

Nel nostro riadattamento Max diventa Alice. La solitudine di Alice viene descritta come distanza: la sua cameretta è l’unico ambiente mostrato mentre il resto del mondo è un Altrove non descritto ma dal quale proviene il disagio della protagonista; la sovrastante presenza di voci fuori campo che interagiscono con Alice in un’assoluta distanza, isola ulteriormente la protagonista; le invasioni dell’Altrove nella cameretta (peraltro sempre ricercate dalla piccola Alice) sono puntuale frutto di contrasto perché la distanza generatasi non è meramente fisica ma soprattutto mentale e la successiva fuga è la volontà stessa di Alice di aumentare all’infinito questa distanza, cercando in un Altrove e in un Altroquando un rifugio che nemmeno la cameretta rappresenta più.Nel libro la fuga è chiaramente una fuga fantastica; nel nostro riadattamento questo passaggio non viene dichiarato come frutto dell’immaginazione di Alice, bensì come fatto reale per quanto spiazzante: l’obiettivo è stato sia quello di non spezzare la continuità narrativa, sia quello di favorire la “sospensione dell’incredulità” dello spettatore, catapultato improvvisamente in un mondo certificato come reale e pertanto perfettamente credibile.

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