Al San Salvatore le Identità mutanti di Erman Izzi: I’m not that

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11 dicembre 2014

Erman Izzi: I'm not that

Erman Izzi: I’m not that

PESARO – Ancora un tassello del progetto Arte in Ospedale è stato realizzato grazie alle opere di Erman Izzi. I’m not that è il titolo del lavoro che qui composto otto fotografie che indagano le potenzialità dell’identità. Allestite al piano terra del Padiglione B del San Salvatore le opere accompagneranno degenti e visitatori nei vari reparti aggiungendo ai loro percorsi un valore in più: quello della cultura e della bellezza.

Il progetto Arte in Ospedale a cura di Roberta Ridolfi, partito ormai nel 2010, si sta delineando come un grande mosaico dedicato alla cultura della bellezza e alla creatività nei luoghi in cui abitualmente l’arte non entra.

Marche Nord è stata tra prime aziende sanitarie, se non l’unica, a sviluppare un progetto d’arte di qualità fondato su una politica di donazioni che nel tempo ha permesso di acquisire un centinaio di opere, esposte in mostra permanente negli spazi comuni e nei reparti dell’azienda.

Ogni evento espositivo inaugurato rappresenta un tassello di questo mosaico in divenire, Erman Izzi è il protagonista di questa nuova mostra costituita da sette ritratti fotografici 90×90 centimetri e un grande pannello 90×150 cm in cui sono raccolti tutti i ritratti insieme, in una sorta di sintesi delle immagini e delle identità.

Le immagini proposte hanno impianto classico, sono ritratti frontali, ben inquadrati e lavorati rigorosamente dalla luce che ne scolpisce i tratti somatici.

L’uso del colore è straordinariamente freddo, tanto da conferire a ciascun ritratto una nota surreale e onirica. Tutti i soggetti ritratti sono accompagnati da un oggetto che non è un particolare ma un elemento fondamentale capace di ibridare e mutare la personalità del soggetto umano.

Tale oggetto non è stato scelto dal soggetto ritratto ma dall’autore delle opere, per questo ogni opera non è mai quello che apparentemente rappresenta ma la combinazione di tantissime varianti, compresa l’azione dell’autore di arricchire il ritratto con un oggetto.

In queste foto, uomini e donne, si trasformano in icone contemporanee, assuefatte ai ritmi della vita e sottoposte ai repentini e costanti mutamenti del loro quotidiano. Immagini dall’identità mutante che rispecchiano la mutevolezza del tempo in cui sono contestualizzate.

Il “Cambiamento” è letto dall’artista come una risorsa dell’esistenza, una facoltà umana che rende libero l’uomo di estendere i propri confini sensoriali ed emotivi anche oltre ogni condizionamento sociale.

La ricerca di Izzi non si esaurisce nello scatto ma si perde poeticamente nelle storie che riescono a narrare i suoi ritratti.

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