Terzo trimestre 2014: lieve incremento delle esportazioni del Pesarese

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11 dicembre 2014

PESARO – Le esportazioni dalla nostra Provincia nel terzo trimestre 2014 sono aumentate dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea con l’andamento nazionale, superando un miliardo e mezzo di euro, ribadendo, nonostante il momento di difficoltà, la tenuta dell’export pesarese degli ultimi anni; dato che rappresenta comunque un risultato importante in un momento di stallo delle vendite sul mercato interno e che conferma l’internazionalizzazione come l’elemento trainante dell’economia del nostro territorio.

Il settore che ha registrato il maggiore incremento delle vendite all’estero è stata la meccanica con un +15,2% e un volume di oltre 420 milioni di euro, in particolare verso Germania, Francia, Stati Uniti e Polonia. In flessione del 6% le esportazioni del mobile-arredo (215 milioni di euro) del 2,4% del tessile-abbigliamento (che ha esportato 153 milioni di euro) e del 34,8% dei prodotti agroalimentari (40 milioni di euro circa). Si segnala, infine, una ripresa delle vendite nel settore della nautica rispetto ai primi 9 mesi del 2013 (16 milioni di euro).

Da sottolineare due dati fondamentali: il primo è che tra i primi 12 mercati di riferimento delle nostre esportazioni troviamo: Francia (+6,2%), Germania (+5,1%), Stati Uniti (+8,7%) Regno Unito (+41,3%) Polonia (+11,3%), Danimarca (+8,3%), Turchia (+15,2%) Arabia Saudita (+16,9%); il secondo è che tutti i settori prioritari della nostra economia hanno subito una flessione importante delle vendite nei confronti della Russia (-14,5%) che rimane comunque il terzo paese più importante per l’export.

“Come avevamo previsto e denunciato con forza, nel silenzio generale, sin dal mese di luglio – afferma il presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino Alberto Drudi – le sanzioni che l’Europa ha adottato nei confronti della Russia e, conseguentemente, i provvedimenti che quest’ultima ha preso nei confronti di alcuni settori prioritari dell’economia italiana, si fanno per la prima volta, sentire pesantemente sull’export della provincia di Pesaro e Urbino, per la quale il mercato russo è sempre stato e rimane uno dei mercati principali per le vendite dei nostri prodotti. Non a caso, a livello regionale, le due province maggiormente penalizzate sono state Pesaro-Urbino e Fermo: sedi di due dei principali distretti nel settore del manifatturiero (mobile-arredo e calzature); a dimostrazione del danno che le sanzioni europee sulla Russia hanno causato all’economia italiana e marchigiana”.

Il vicepresidente camerale – Amerigo Varotti – unisce alle preoccupazioni espresse dal Presidente Drudi quelle relative all’incoming dei flussi turistici a motivo del fallimento e conseguente inoperatività dello scalo riminese la cui attività non potrà essere del tutto assorbita da quella dello scalo marchigiano.

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