Ancona, in 8000 per la Cgil e Uil contro il Jobs Act

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12 dicembre 2014

ANCONA – Oltre 8mila i partecipanti alla manifestazione di Cgil e Uil organizzata oggi in occasione dello sciopero generale di 8 ore contro il jobs act e le politiche del lavoro del governo Renzi. Oltre 50 i pullman provenienti da ogni parte della regione, che sono confluiti ad Ancona. Sul fronte delle adesioni, a Fincantieri di Ancona ha scioperato l’83% mentre nelle ditte di appalto il 95%, all’Ariston Thermowatt di Arcevia il 70%; in provincia di Pesaro e Urbino, alla Tvs ha scioperato il 61%, alla Berloni il 60%; in provincia di Macerata, alla Nazareno Gabrielli ha scioperato il 78% e alla Tombolini il 60%. In provincia di Ascoli Piceno, alla Prysmian ha scioperato l’86%, in provincia di Fermo, alla Metaltex ha scioperato il 60%. Per quanto riguarda le Province, alla Provincia di Pesaro e Urbino ha scioperato il 37% dei lavoratori; molte scuole oggi sono rimaste chiuse.
Il corteo, partito alle 9,30 da corso Carlo Alberto e aperto da uno striscione “Così non va”, ha percorso le vie della città, da via Marconi, via XXIX Settembre, corso Stamira e piazza Cavour dove si è tenuto il comizio conclusivo. Tanti giovani, lavoratori, studenti e pensionati hanno preso parte alla manifestazione. Molti striscioni, specie quelli dei giovani;hanno aderito anche la Rete degli studenti medi e universitari e Gulliver.

Cgil e Uil ad Ancona. Foto Biagianti

Cgil e Uil ad Ancona. Foto Biagianti

Il corteo si è concluso a Piazza Cavour, gremita di partecipanti, dove hanno parlato Ghiselli, segretario generale Cgil Marche, e Proietti, Uil nazionale secondo il quale l’adesione allo sciopero in tutta Italia è stata massiccia. Sono, inoltre, intervenuti delegati sindacali dei settori pubblici e privati, dei pensionati e degli studenti.
“Davanti a questa adunata di reduci – ha detto ironizzando Ghiselli – possiamo dire che oggi è una giornata importante per esprimere la nostra protesta. Sta cambiando la percezione del Paese che vive molti problemi, sarebbe il momento che il Governo vedesse questo e cambiasse le sue proposte”. Quindi, rivolgendosi agli imprenditori locali, Ghiselli ha fatto presente che “molte imprese locali sono oggi oggetto di shopping da parte di multinazionali straniere come Indesit, Poltrona Frau, Nazareno Gabrielli, siamo un’area di conquista di capitali stranieri”. Alla Regione Marche e al Governatore in particolare che nei giorni scorsi aveva ripetuto che le Marche più di altre hanno resistito alla crisi, il segretario generale Cgil ha replicato dicendo che “le Marche, al contrario, hanno pagato di più lo scotto della crisi passando dal 3 al 10% di disoccupazione e con ben 70mila disoccupati”. Un’altra battuta polemica Ghiselli l’ha riservata sempre al Governatore che, un mese fa, aveva approvato “l’uscita di Renzi sui maggiori risparmi chiesti alle Regioni”, apprezzando invece che Anci, Upi e Regione assieme ai sindacati abbiano sottoscritto l’appello contro i tagli agli enti locali ritenuti insostenibili”.

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