Candelora: “Il derby ha ribadito la legge del più forte”

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15 dicembre 2014

Tifosi dell'Alma a PesaroSandro Candelora*

FANO – Ha vinto il più forte. E la forza nel calcio non è solo costituita dai virtuosismi tecnici dei singoli e dalle briose manovre d’assieme che appagano i fini esteti. E’ anche pazienza, fiducia nelle proprie capacità e concretezza nel porle in atto. Le armi che l’Alma ha saputo mettere in campo contro i cugini, che consapevoli di essere inferiori nello scontro aperto hanno incanalato il match sulla strada del bieco attendismo, facendo di necessità virtù e puntando visibilmente al pareggio, il massimo cui potessero pretendere nelle loro grame condizioni. Di fronte a questo atteggiamento ai limiti dell’ostruzionismo, i granata non hanno battuto ciglio. Hanno aspettato che giungesse l’occasione giusta, l’hanno ghermita con spietato cinismo e hanno quindi difeso il bottino con sapiente senso pratico.

Questa formazione ha in definitiva dato prova di estrema maturità, ormai acquisita da tempo ed esibita anche nell’ultima occasione, quella che maggiormente la richiedeva. Una tempra morale che le consente di essere bella quando si può e realista quando si deve.

Ma il più forte ha vinto anche sugli spalti (questo quanto scrive un opinionista di fede granata, ndr), colorati di viscerale passione fanese per un buon terzo. E’ stato in effetti entusiasmante e per certi versi commovente nell’arco dell’intera sfida osservare, ascoltare, percepire da lontano (eppure mai sentito tanto vicino, quasi dentro di noi) il battito pulsante di ciascuno di quelle centinaia di cuori che componeva la marea animata dalla fede comune, ritmo sincopato divenuto alfine boato trionfale, urlo liberatorio, perfino lacrime di contagiosa gioia collettiva.

Se è vero che Alessandrini ha saputo plasmare un gruppo che si fa voler bene per come si propone, è altrettanto innegabile che i tifosi questa formazione l’hanno adottata sin da subito e la vanno ora circondando di un amore crescente. Di questa sinergia ritrovata ci sarà molto bisogno, perché si è vinta (come si doveva e la logica voleva) solo una battaglia. La guerra è ancora lunga ed il gioco, vista l’andatura delle concorrenti, a breve comincerà a farsi duro. Sarà allora che i duri cominceranno a giocare. E ci sarà da divertirsi…

*Opinionista Fano Calcio

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