Rossini, Uil metalmeccanici: “Dall’acqua all’Inail, siamo di fronte all’annullamento dei diritti conquistati in anni di lotte sindacali”

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15 dicembre 2014

PESARO – All’indomani dello sciopero organizzato e promosso da Uil e Cgil per protestare contro la riforma del lavoro giunge lo sguardo analitico della situazione delle aziende in provincia da parte del segretario generale UIL metalmeccanici Paolo Rossini: “Siamo di fronte ad un totale stravolgimento e annullamento dei diritti conquistati in anni di lotte sindacali a fianco e a sostegno dei lavoratori, una lenta erosione iniziata nell’era liberista di Berlusconi e culminata oggi nella riforma di Renzi, per cui come UILM abbiamo sostenuto e sosterremo l’importanza della protesta civile pacifica ma decisa verso l’obiettivo di far cambiare rotta a questo governo. Il vero problema, oltre ai temi dello sciopero, è che in Italia da molti anni vige una totale negligenza nell’applicazione delle leggi, a volte per mancanza di informazione, ma spesso per una precisa volontà soprattutto da parte degli imprenditori. Un dato concreto che sta emergendo nelle aziende della nostra provincia e che ho avuto modo di verificare anche confrontandomi con i lavoratori durante le assemblee svolte in azienda, è la mancata applicazione del Decreto legislativo 81/2008, che altro non è che la legge sulla sicurezza e igiene nei posti di lavoro (ex legge 626/1994); tra le norme del decreto un esempio banale ma emblematico è l’obbligo di distribuire acqua potabile ai dipendenti. Vi sono anche aziende che distribuiscono acqua solo negli uffici e non in fabbrica, causando forti disparità di trattamento tra dipendenti, ve ne sono altre che hanno messo distributori di bottiglie a pagamento, altre ancora che hanno concesso l’acquisto di bottiglie sempre a carico dei dipendenti ma senza predisporre un adeguato locale come prevede la legge. Eppure le norme contenute nel decreto sulla sicurezza sono considerate “norme minime” anche dall’Inail, che ogni anno mette a disposizione dei fondi per le aziende che attuano degli interventi di miglioramento alle condizioni di sicurezza e igiene sul luogo di lavoro; fondi ai quali le aziende possono accedere presentando entro il 28 febbraio di ogni anno il modello OT24, in cui indicare quali sono stati gli interventi migliorativi dell’anno precedente “oltre all’adempimento delle norme minime della legge 81/2008”, e ottenendo così uno sconto sul premio assicurativo che devono versare all’Inail. Se pensiamo che gli sconti vanno dal 30% (aziende sotto i 10 dipendenti) al 7% (aziende sopra i 500) e si calcolano individualmente su ogni dipendente, si intuisce che si sta parlando di cifre considerevoli. Se da un lato riteniamo sia giusto premiare le ditte virtuose in termini di sicurezza, dall’altro non vorremmo ne uscisse un paradosso tipico del sistema Italia, e cioè che alcune aziende possano ottenere sconti dall’Inail senza aver provveduto a garantire il minimo di legge ai dipendenti, come ad esempio l’acqua. Intanto, mentre in Europa si è messo a punto un piano strategico per la prevenzione degli infortuni sul lavoro dopo aver analizzato i rischi nuovi ed emergenti, con un programma d’azione fino al 2020, osservo desolato che nella provincia pesarese mancano ancora le condizioni per costruire le fondamenta non solo di posti di lavoro a norma di sicurezza ma di una società civile rispettosa dei bisogni dell’individuo.”

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