Il Maestro Muti incanta Pesaro. Il sindaco e il suo vice: “Evento straordinario per la città della musica”

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17 dicembre 2014

PESARO – Riccardo Muti prima incanta nel gesto scenico – misurato ma deciso e già iconico – poi porta i suoi ragazzi della Cherubini alla piena espressione delle sonorità tanto in Schubert quanto in Cajkovskij, infine rimarca il feeling nel dialogo in prima persona con il teatro: “Rossini? Non lo posso fare per il bis, voi qua siete abituati troppo bene. Scelgo Verdi. Quante orchestre avete? Due? Allora siete fortunati, ci sono regioni che non ne hanno neanche una. Ma sono precarie? La Filarmonica Marchigiana lavora sei mesi all’anno. I ragazzi devono trovare uno sbocco”.

E’ il senso della battaglia di una vita, che non nasconde anche nella tappa pesarese, l’ultima del suo tour dove “significativamente abbiamo riaperto due teatri, Foggia e Altamura, seppur rinati grazie ai privati. Perché lo Stato deve essere presente, ha il dovere di offrire cultura alle nuove generazioni. Inutile avere centinaia di Conservatori se poi le orchestre chiudono”.

Riccardo Muti con Matteo Ricci e Guidumberto Chiocci (ph. Luigi Angelucci)

Riccardo Muti con Matteo Ricci e Guidumberto Chiocci (ph. Luigi Angelucci)

E quando la giovanile, a fine concerto, gli riserva il tributo finale nella Sala della Repubblica (“Ma ci rivedremo nella prossima primavera”), accoglie con un sorriso il dono della città e dell’ente concerti, nella ceramica raffigurante Rossini consegnata da Matteo Ricci e Guidumberto Chiocci. “Il mio legame con il Cigno? Ho diretto tre opere. Ricordo il Guglielmo Tell, prima volta in integrale. Poi Mosè e il Faraone e la Donna del Lago. E’ un piacere essere qui”.

Per la città che vuole mettere al centro la musica, non può che non essere «un momento straordinario – dice il sindaco Matteo Ricci, affiancato dal vice Daniele Vimini – Abbiamo apprezzato il nobile impegno del Maestro per i giovani e lo condividiamo in pieno. Un evento straordinario, che corona una stagione concertistica di grande qualità. Andremo avanti”.

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