Il regalo sotto l’albero? Un periodo di studio all’estero. Le testimonianze al Liceo Mamiani

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17 dicembre 2014

PESARO – Ultima corsa ai regali di Natale e c’è chi sta pensando al prossimo regalo molto speciale: investire sulla propria formazione internazionale! Sono infatti ancora aperte, per tutti coloro che volessero parteciparvi, le iscrizioni per i programmi estivi di Intercultura in più di 11 destinazioni in tutto il mondo (Argentina, Canada, Cina, Costarica, Danimarca, Finlandia, Giappone, Irlanda, Kenya, Spagna, Stati Uniti) e ancora tante Borse di studio erogate da sponsor. (per informazioni: www.intercultura.it)

E’ in continuo aumento il numero degli studenti che decidono di trascorrere un periodo di scuola superiore e di vita nei quattro angoli del mondo con Intercultura: sono ben 1800 solo quest’anno. Negli ultimi 3 anni sono partiti ben 37 adolescenti di Pesaro-Urbino, per un anno, sei mesi, un trimestre, un’estate alla volta di uno 60 Paesi dove opera Intercultura. Repubblica del Sud Africa, Argentina, Belgio, Brasile, Cile, Cina, Costarica, Danimarca, Honduras, Irlanda, Lettonia, Messico, Spagna, USA: queste le destinazioni scelte per un anno di studio e di vita a contatto con un’altra cultura, molto diversa dalla nostra.

All’estero, i giovani pesaresi non solo hanno imparato una nuova lingua, ma hanno sviluppato competenze che li accompagneranno come un valore aggiunto nel loro percorso di vita: dal saper sviluppare strumenti di comprensione di altre culture, alla gestione dell’ansia, a imparare a cavarsela con le proprie forze in situazioni nuove e non conosciute. Questo succede in particolare in quei Paesi molto diversi dall’Italia, come quelli dell’Asia, dove Intercultura sviluppa programmi in India, Cina, Giappone, Thailandia e Malesia, in America Latina e nell’Europa dell’Est.

Grazie alle competenze acquisite all’estero e alla loro capacità di raccontare agli altri la loro esperienza, 4 studenti del Liceo “Mamiani”, partiti nel 2013 con un programma annuale, sono stati chiamati a partecipare al Convegno di lunedì 15 dicembre – organizzato dal Liceo Classico, Linguistico e delle Scienze umane “T. Mamiani”, presso l’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro – dal titolo “Ciò che siamo, ciò che vogliamo: riflessioni sulla natura e sul futuro dei licei umanistici”.
Nel corso della giornata, esponenti del mondo della scuola e dell’università hanno discusso sul confronto tra il sistema scolastico italiano e quello di altri Stati, di creatività, di “umanesimo” della matematica e sullo sviluppo del pensiero critico nell’era del digitale. Relatori d’eccezione, tra gli altri, sono stati anche Laura, Antonio, Alexandra e Gianluca che grazie alla loro esperienza negli Stati Uniti, Danimarca e Cina hanno potuto esporre le differenze tra il sistema scolastico italiano e quello del loro “paese ospitante”, focalizzando l’attenzione del loro discorso su contenuti, metodi, attrezzature, organizzazione e filosofia educativa. Negli Stati Uniti, racconta Laura: “la didattica non è vincolata ad un gruppo classe e non è strettamente legata all’anno di istruzione al quale si è giunti. Il rapporto professore-alunno è rispettoso come quello che c’è nel nostro paese, nonostante sia svincolato dalla distanza e dalle ufficialità che spesso sono proprie di un rapporto insegnante-studente in Italia”.

Diametralmente opposto è il sistema cinese, secondo Alexandra: “Studiare in Cina non è affatto semplice; l’orario scolastico è molto più pesante e lungo del nostro (le lezioni iniziano alle 7.10 e finiscono alle 18). Gli studenti, mediante un addestramento militare, vengono educati all’obbedienza, alla disciplina e al rispetto della gerarchia. La didattica è più basata su un sistema quantitativo che qualitativo, il docente non rappresenta la figura di un educatore ma solo di un insegnante che deve rispettare ciò che è scritto nel programma e di conseguenza il metodo d’insegnamento non sempre si adatta allo studente. Per me è importante far notare – sottolinea Alexandra – che la nostra realtà scolastica non è l’unica e non è in assoluto la migliore e che vi sono radicali diversità tra i sistemi scolastici, che variano da un paese all’altro e che si adattano alla cultura del posto, per questo non possono essere giudicati ma solo compresi. Il liceo “Mamiani” mi ha dato una grande opportunità, non solo per essere stata invitata come relatrice ma per avermi fatto partire, e ne sono veramente grata.”

Il significato di questa mattinata di confronto è data da Antonio, che ha trascorso un anno di vita e di studio in Danimarca: “Un’occasione stupenda, dataci dalla nostra scuola – nel mio caso il liceo linguistico “T. Mamiani” – per condividere il nostro bagaglio di esperienze con i nostri connazionali, dando il nostro piccolo contributo a una riflessione così ampia e complessa come quella sull’istruzione e l’educazione, ancora più importante in un momento in cui la scuola italiana sta per essere ridisegnata dal progetto del Governo. Narrare la nostra vita, le nostre emozioni e le nostre impressioni dei tempi del nostro anno all’estero mi ha poi aiutato ad interiorizzarle meglio, facendone un tesoro personale che porterò sempre con me”.

Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sulle attività di Intercultura, può contattare Laura Bozzoli, Presidente del Centro locale di Pesaro-Urbino, al numero 339 4378226 o visitare il sito www.intercultura.it

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