San Salvatore, ecco le nuove sale parto e travaglio. E si allarga l’arte in ospedale

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19 dicembre 2014

PESARO – Taglio del nastro per le nuove sale travaglio parto del San Salvatore di Pesaro degli Ospedali Riuniti Marche Nord. Nonostante siano attive già dalla scorsa primavera “abbiamo deciso di inaugurarle solo ora proprio perché tutto ciò che ruota intorno al punto nascita richiede una attenzione massima, la cura dei dettagli ed una organizzazione ottimale”. Ha aperto così – il Direttore generale Aldo Ricci – la conferenza stampa di presentazione di 4 nuove sale travaglio parto, di cui una dotata di vasca e l’altra adattata alla tecnica della cromoterapia. Tutte le sale hanno un monitoraggio continuo a distanza, controllo audio-video e sono collegate a due sale operatorie per interventi in urgenza, più un nuovo pronto soccorso ostetrico ginecologico. Alla realizzazione di un nuovo blocco, è seguita la partenza dei lavori al reparto di Ostetricia e ginecologia, che termineranno nel corso del 2015. Contemporaneamente si stanno svolgendo i lavori anche a Fano, sempre sul reparto di Ostetricia e Ginecologia. “Diamo la massima importanza al punto nascita – continua Ricci -; oltre a mettere in sicurezza gli attuali ospedali, con tecnologie all’avanguardia e investimenti continui sulle strutture, ogni progetto è studiato per garantire un percorso di cura e umanizzazione. La Regione ci ha concesso maggiori investimenti per mettere in ordine Pesaro e Fano perché dobbiamo lavorare e mantenere le migliori condizioni possibili in attesa dell’ospedale nuovo, che deve arrivare, comunque, il prima possibile”.

L’intervento al blocco, su circa 350 metri quadri, e la ristrutturazione del reparto, che interessa 900 metri quadrati per realizzare camere di degenza da uno o due posti, tutte dotate di bagno e area condizionata, più strutture per disabili, è su due fronti, quello tecnologico e quello emotivo. “Perché il parto – ha spiegato, visibilmente commosso, Alberto Marabini, direttore del reparto al San Salvatore -, è un evento unico e irripetibile, che coinvolge la futura mamma, il padre e tutta la famiglia. Quando abbiamo studiato il progetto abbiamo cercato di capire e tradurre i desideri di tutti. Inoltre sia al San Salvatore che al Santa Croce è garantito il parto indolore h24. Vorrei che tutte le donne raccontassero ai loro figli di essere nati a Pesaro. Questo sarebbe il risultato migliore per questa struttura”.

All’inaugurazione, a cui hanno partecipato anche l’assessore comunale Mila Della Dora in dolce attesa, e molti medici e infermieri nel nosocomio Pesarese, ha voluto esserci anche l’assessore regionale Almerino Mezzolani: “I tagli statali degli ultimi anni non sempre ci hanno consentito di sostenere lo sviluppo delle nostre eccellenze che comunque sono state garantite da tutti gli operatori del sistema sanitario. E proprio grazie al loro lavoro, in questi giorni la commissione verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) a Roma, ha promosso le Marche: dal 10° posto siamo balzati al 3°, dietro Toscana e Emilia Romagna. Nonostante tutte le resistenze, le Marche hanno una buona sanità e il merito è soprattutto degli operatori del sistema sanitario”. E continua: “Le Marche sono tra le 4 regioni che hanno superato l’esame di parifica della Corte dei Conti. In nostri conti sono in ordine. Dobbiamo migliorare la qualità e la mobilità passiva ma possiamo guardare al futuro con un quadro finanziario solido, che poche Regioni possono vantare, soprattutto se pensiamo che siamo partiti nel 2007 con un buco di 160 milioni di euro”. Anche l’assessore spinge sul nuovo ospedale: “Abbiamo bisogno di una struttura nuova, moderna e all’avanguardia, già in programma nel sistema sanitario regionale. Se non è stata ancora avviata è perché questo Paese è piombato in una situazione drammatica che ha rallentato il progetto. Resta comunque necessario andare avanti. Abbiamo chiesto i soldi allo Stato e visto che non ci sono stati dati abbiamo lavorato per trovare modalità di finanziamento alternative. E’ normale che le nuove amministrazioni comunali ci chiedano di riaprire un dialogo su un progetto per loro nuovo. E per la Regione tornare al tavolo non è un problema. Ma l’ospedale nuovo si deve fare. Chiedo solo che il dialogo venga aperto in fretta per mettere un punto definitivo”. Poi l’assessore chiude: “Mi impegno ad avviare la Procreazione Medicalmente Assistiti nel corso del 2015. Questo progetto andrà avanti e verrà finanziato”.

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Al San Salvatore le Identità mutanti di Erman Izzi “I’m not that”

PESARO – Ancora un tassello del progetto Arte in Ospedale è stato realizzato grazie alle opere di Erman Izzi. Im not that è il titolo del lavoro che qui composto otto fotografie che indagano le potenzialità dell’identità. Allestite al piano terra del Padiglione B del San Salvatore le opere accompagneranno degenti e visitatori nei vari reparti aggiungendo ai loro percorsi un valore in più: quello della cultura e della bellezza.

Il progetto Arte in Ospedale a cura di Roberta Ridolfi, partito ormai nel 2010, si sta delineando come un grande mosaico dedicato alla cultura della bellezza e alla creatività nei luoghi in cui abitualmente l’arte non entra.

Marche Nord è stata tra prime aziende sanitarie, se non l’unica, a sviluppare un progetto d’arte di qualità fondato su una politica di donazioni che nel tempo ha permesso di acquisire un centinaio di opere, esposte in mostra permanente negli spazi comuni e nei reparti dell’azienda.

Ogni evento espositivo inaugurato rappresenta un tassello di questo mosaico in divenire, Erman Izzi è il protagonista di questa nuova mostra costituita da sette ritratti fotografici 90×90 cm e un grande pannello 90×150 cm in cui sono raccolti tutti i ritratti insieme, in una sorta di sintesi delle immagini e delle identità.

Le immagini proposte hanno impianto classico, sono ritratti frontali, ben inquadrati e lavorati rigorosamente dalla luce che ne scolpisce i tratti somatici.

L’uso del colore è straordinariamente freddo, tanto da conferire a ciascun ritratto una nota surreale e onirica. Tutti i soggetti ritratti sono accompagnati da un oggetto che non è un particolare ma un elemento fondamentale capace di ibridare e mutare la personalità del soggetto umano.

Tale oggetto non è stato scelto dal soggetto ritratto ma dall’autore delle opere, per questo ogni opera non è mai quello che apparentemente rappresenta ma la combinazione di tantissime varianti, compresa l’azione dell’autore di arricchire il ritratto con un oggetto.

In queste foto, uomini e donne, si trasformano in icone contemporanee, assuefatte ai ritmi della vita e sottoposte ai repentini e costanti mutamenti del loro quotidiano. Immagini dall’identità mutante che rispecchiano la mutevolezza del tempo in cui sono contestualizzate.

Il “Cambiamento” è letto dall’artista come una risorsa dell’esistenza, una facoltà umana che rende libero l’uomo di estendere i propri confini sensoriali ed emotivi anche oltre ogni condizionamento sociale.

La ricerca di Izzi non si esaurisce nello scatto ma si perde poeticamente nelle storie che riescono a narrare i suoi ritratti.

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