Consiglio, parere favorevole per il centro di smaltimento e recupero rifiuti in Strada dei Colli

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22 dicembre 2014

PESARO – Prosegue l’iter del progetto per il «centro di smaltimento e recupero rifiuti non pericolosi» in Strada dei Colli, presentato dalla Ferdinando Montagna snc, che prevede la variante al piano regolatore. Un procedimento avviato dalla Provincia come ente competente, «per l’ampliamento di un impianto già esistente in prossimità del fosso di San Nicola», che arriva in consiglio comunale per il parere dell’assemblea (passa la delibera, voto contrario dell’opposizione, ndr). «La Provincia ha attivato la Conferenza dei servizi nella fase istruttoria del provvedimento di autorizzazione dell’impianto. E ha comunicato che per il progetto non sussistono i fattori escludenti stabiliti nel Piano regionale di gestione dei rifiuti, perché si tratta di un impianto già operativo», si legge nel documento. Spiega il dirigente Nardo Goffi: «Si tratta di recupero di inerti provenienti dall’edilizia. Ci sarà un aumento di volumi ma, contestualmente, anche una diminuzione delle polveri e una mitigazione ambientale. La pubblica utilità? Dovuta alla procedura collegata al codice ambientale».

Dibattito. Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro): «Siamo favorevoli agli investimenti per i potenziamenti delle attività. Ma ci sono criticità nella variante. Per il piano regolatore, l’area è di rilevante valore paesaggistico. Il Comune ha previsto residenziale a 180 metri: ora raddoppia la struttura, chi ci assicura che i futuri proprietari non faranno poi causa? Non solo: c’è anche l’inadeguatezza del sistema viario». Davide Manenti (Il Faro): «Non è una discarica, ma un impianto di riciclaggio già esistente. La riqualificazione va verso una riduzione dello smaltimento, prolunga la vita alle discariche del territorio. Altri benefici sono la diminuzione dell’attività estrattiva e l’aumento capacità di occupazione».
Alessandro Bettini (Forza Italia). «Il fine non può giustificare i mezzi. L’interesse generale deve prevalere. Il recupero va bene ma il posto è sbagliato, perché parliamo di una zona agricola. Non possiamo permettere il raddoppio di cubatura. Ci sono tante altre aree dismesse per trasferire quell’impianto». Alessandro Pagnini (Pd): «L’autorizzazione? E’ collegata al decreto ambientale. Che richiede questi passaggi proprio per tutelare elevati livelli di qualità». Fabrizio Pazzaglia (M5S): «Siamo d’accordo con le attività di recupero, ma non in quell’area – che è agricola – e con questa fretta. Si possono trovare soluzioni alternative concrete, il metodo è sbagliato. Salvaguardiamo quella vallata: così verrà fatta una stupidaggine. Aumentando la parte edificabile, e quella che sarà maggiormente utilizzata dai macchinari di lavorazione, crescerà il rischio idrogeologico. A nostro avviso c’è un’attività su un’area dove non ci dovrebbe essere». Roberta Crescentini (Siamo Pesaro): «Si parla di miglioramento ambientale, in realtà le polveri aumenteranno». Matteo Ricci: «Il senso? Si permette a un’attività che è in quell’area già da 30 anni di lavorare in condizioni migliori. Non è materiale pericoloso. Evitiamo di caricare la delibera di chissà quale significato urbanistico: non c’è».
Approvata all’unanimità l’integrazione della convenzione per la gestione dei servizi in forma associata con i Comuni di Gradara e Mombaroccio. Al catasto e alla pianificazione della protezione civile si aggiungono così le funzioni dell’ufficio statistica. Passa anche l’istituzione della commissione cimiteriale per il «trasferimento di salme in casi eccezionali», prevista dal regolamento di polizia mortuaria. Il presidente sarà Lorenzo Montesi, indicato da Matteo Ricci. Eletti componenti i consiglieri Davide Manenti per la maggioranza e Giovanni Dallasta per l’opposizione.
In apertura, le comunicazioni del presidente Luca Bartolucci: «Nella scorsa seduta Silvia D’Emidio ha relazionato su una vicenda spiacevole accaduta in commissione (così la consigliera del M5S: «Io offesa dall’assessore Briglia e definita arrogante, in modo ingiustificabile», ndr). Richiamo il consiglio a un comportamento di attenzione e rispetto. La democrazia è sempre a rischio quando chi deve decidere non ascolta, se la maggioranza prevarica sulla minoranza e quando la minoranza non riconosce l’esercizio del governo. I toni non possono tramutarsi in offese».

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