La Vuelle cade dalle Dolomiti ma si può consolare guardando la classifica

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22 dicembre 2014

Vuelle contro Venezia (foto Danilo Billi)PESARO – Alla fine ci si può consolare con i risultati dagli altri parquet, in una undicesima giornata dove delle squadre del lato destro della classifica solamente Varese ha conquistato i due punti, contro quella Caserta ferma ancora a quota zero nonostante la rivoluzione messa in piedi da Markovski, che fatica a risolvere i problemi dei campani, usciti ancora una volta sconfitti nel finale del match, sintomo di una squadra che non gioca in tranquillità. Per la gioia di tutte le formazioni che lottano per la salvezza che vedono nella Pasta Reggia un’ancora di salvezza, ma guai a sperare solamente nelle disgrazie altrui, perché Caserta non sta perdendo di trenta ogni partita e c’è la sensazione che una volta rotto il ghiaccio possa infilare una serie positiva.

Così guardando la classifica i tifosi pesaresi possono tirare un sospiro di sollievo, ma non possono essere contenti di quello che hanno visto l’altra sera all’interno dell’Adriatic Arena, dove la Consultinvest è sembrata quella confusionaria di inizio stagione, quella per intenderci dove se Ross non fa canestro, non ci sono troppe alternative e dove l’assenza di Myles può rivelarsi più deleteria del previsto, soprattutto se il suo sostituto giocherà sempre come contro Trento, anche se è doveroso concedergli fiducia dopo soli tre giorni di allenamento con i compagni, ma Gaines non è apparso certamente un giocatore in grado di fare la differenza, troppo impreciso al tiro e in grossa difficoltà quando c’è da mettere la palla a terra, pur con la comprensibile emozione dell’esordio in una nuova realtà.

In verità per 12 minuti si era vista una buona Vuelle, con un Williams propositivo e un LaQuinton Ross bravo a colpire da tre punti al termine di azioni ben costruite, dove Musso mordeva in difesa e Reddic danzava per un paio di volte sulla linea di fondo, sprecando per tre volte il pallone del più sette, poi d’improvviso si è spenta la luce con Pesaro che s’innervosiva senza un vero motivo, con Trento che si affidava ai suoi lunghi, dove Pascolo è stato bravissimo a mettere in difficoltà gli avversari con i suoi movimenti dentro l’area, sfruttando una tecnica che manca a Judge e Reddic, in una Dolomiti Energia che ha dimostrato di essere una splendida realtà del basket italiano, considerando anche che era scesa a Pesaro senza il suo miglior giocatore, con Mitchell che ha dovuto dare forfeit per un colpo subito alla mano ed eravamo stati facili profeti nella presentazione del match, dicendo che quella contro i trentini sarebbe stata la partita più difficile da portare a casa da qui alla fine del girone d’andata, ma al di là dei tanti meriti degli avversari, non è piaciuto l’atteggiamento della Consultinvest nel secondo tempo, con una squadra incapace di reagire e già dopo i primi minuti del terzo quarto era chiaro che stavolta la rimonta fosse una pura utopia, un brutto passo indietro insomma rispetto alla bella prestazione di Cremona e se la classifica ancora sorride alla Vuelle, non si può essere soddisfatti della più brutta Victoria Libertas vista in stagione all’Adriatic Arena e già dal match di Santo Stefano contro Bologna, ci si aspetta una reazione da parte di un gruppo che continua nel suo andamento altalenante.

I PIU’…

Primo quarto
Pesaro gioca bene con la palla che gira con i tempi giusti e riesce a segnare 24 punti, illudendo il pubblico di casa di poter portare a casa la vittoria, sogno che si infrange vedendo i propri giocatori segnare solamente 17 punti nei successivi venti minuti.

LaQuinton Ross
19 punti con 17 tiri, aggiungeteci 13 rimbalzi e non sarà difficile trovare il migliore della Consultinvest contro Trento, ma quando Ross gioca da solo difficilmente arriveranno i due punti per la Vuelle.

Davide Pascolo
Vedere un giocatore italiano capace di fare la differenza fa sempre piacere, specialmente se è un lungo come Pascolo, soprattutto in ottica Nazionale di Pianigiani. Il centro trentino chiude con 34 di valutazione frutto di 19 punti con l’80% dal campo ed otto rimbalzi, dimostrando che in questo basket tutto fisico e velocità c’è ancora spazio per la tecnica.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO –TRENTO

Percentuale al tiro
20% da tre e 32% totale per la Vuelle che dopo il primo quarto non fa mai canestro, con troppi errori su tiri anche semplici e con tanta difficoltà a trovare un tiro pulito dentro l’area (6 stoppate subite) aggiungeteci il solito 60% dalla lunetta e non sarà difficile trovare i motivi della sconfitta.

Palle perse e recuperate
Pesaro perde 16 palloni contro i soli sette recuperi, colpa di un attacco confusionario con troppe forzature e di una difesa che non morde come dovrebbe.

Wally Judge
Forse non si aspettava di dover affrontare un lungo molto tecnico come Pascolo che con i suoi ganci e i suoi movimenti sul piede perno lo ha messo sempre in grosse difficoltà, ma Judge non fa niente di positivo neanche in fase offensiva, sprecando in malo modo i quattro rimbalzi catturati in attacco, unico modo di produrre punti se il tuo playmaker non riesce mai a servirti con i ritmi giusti.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

I meriti di Trento sono innegabili e bisogna sempre riconoscere il valore dell’avversario, anche se non ha il pedigree di Milano o Sassari, ma i passi indietro compiuti dalla Consultinvest non possono essere attributi solo al valore della Dolomiti Energia e coach Dell’Agnello ha solamente quattro giorni, con la complicazione di essere vicini al Natale, per rimettere nella giusta carreggiata la sua squadra, tornata a mostrare quei difetti che sembravano ormai superati in questo mese di dicembre, invece si è rivista la Vuelle Ross dipendente, dove il solo LaQuinton sembra in grado di rendersi utile, malessere inevitabile se Musso buca la partita, se i lunghi non riescono mai ad incidere e se Williams mostra i consueti problemi di leadership, in una Vuelle che sa di non avere in Raspino e Crow gli uomini dal quale andare nei momenti in difficoltà, aggiungeteci i problemi di gioventù di Basile e la solita difficoltà di coach Dell’Agnello ad inventarsi qualche soluzione imprevedibile per gli avversari e non c’è da stare troppi tranquilli per il futuro, considerando che l’assenza di Myles potrebbe essere un problema molto più grave del previsto da risolvere, specialmente se Frank Gaines sarà quello inconsistente visto contro Trento, d’altro canto non è semplice rimediare a problemi strutturali difficili da risolvere, non avendo un tiratore puro al quale affidarsi nei momenti difficili e il 28% da tre stagionale pesa come un macigno nell’economia offensiva della Vuelle che a malapena riesce a segnare 70 punti di media.

Da dove ripartire allora? Dalla difesa naturalmente che, nonostante tutto, non è andata in grossa crisi contro Trento, da Williams, che comincia lentamente ad uscire dal guscio che si è costruito intorno a sé, da Reddic, che sembra aver raggiunto una condizione fisica accettabile e da Musso, che difficilmente sbaglia due partite di fila, il calendario propone incontri insidiosi ma non impossibili a cominciare dal match casalingo di venerdì prossimo contro la Granarolo Bologna, muovere la classifica è d’obbligo, giocare bene forse no, ma di solito le due cose vanno a braccetto.

DAGLI ALTRI PARQUET

Comincia a dividersi in due la classifica con le otto squadre che andranno alle Final Eight che sembrano già decise a quattro turni dalla fine del girone d’andata. Milano si sbarazza con autorità dell’ostacolo Roma, pregiudicando definitivamente la corsa degli uomini di Dalmonte verso la Coppa Italia e si conferma in cima al campionato insieme alla Reyer Venezia che sbanca ancora una volta in stagione il Pianella di Cantù. In attesa del posticipo tra Sassari e Reggio Emilia, sale al quarto posto anche Brindisi dopo la sofferta vittoria casalinga contro Capo D’Orlando, con Avellino e Cremona che fanno un grosso passo avanti sbancando rispettivamente Pistoia e Bologna, mentre Varese acuisce la crisi di Caserta giunta all’undicesima sconfitta consecutiva.

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