I dipendenti della Provincia e i sindaci del territorio manifestano in Regione ad Ancona: “A rischio i servizi”

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23 dicembre 2014

ANCONA – La protesta dei dipendenti della Provincia di Pesaro e Urbino arriva fino ad Ancona. Le Rsu dell’ente di via Gramsci stamane hanno manifestato davanti al palazzo della Regione Marche. Presente anche il presidente Tagliolini, oltre a diversi sindaci del territorio (il pesarese Matteo Ricci, la tavulliese Francesca Paolucci, Margherita Pedinelli di San Costanzo, l’urbinate Maurizio Gambini) che hanno incontrato l’assessore regionale al Bilancio Marcolini.

Per la prima volta, in Regione, si è presa coscienza della gravità dei tagli del governo Renzi nei confronti delle Province che avranno ricadute su tutto il territorio. L’assessore Marcolini ha ribadito la sua preoccupazione dell’effetto che potranno avere questi tagli sui servizi al cittadino.

I dipendenti della Provincia di Pesaro e Urbino presenti – in tutto un centinaio – si sono intrattenuti con l’assessore, il quale ha detto in via informale che, se si continua così, il nostro Paese è fortemente a rischio, paragonando il livello a quello greco.

Non sarà un buon Natale per i dipendenti della Provincia ma anche per tutti i cittadini del territorio che non potranno più usufruire degli stessi servizi.

La foto:

La protesta dei dipendenti della Provincia davanti al palazzo della Regione

La protesta dei dipendenti della Provincia davanti al palazzo della Regione

 

 

IL COMUNICATO DEI SINDACATI

Regione, Province e Anci tutti contro  la Legge di Stabilità

ANCONA –  Si sono dati appuntamento davanti al palazzo della Regione i dipendenti della Provincia di Pesaro Urbino  e di Ancona per protestare contro il riordino delle Province e i tanti punti interrogativi che incombono sulle mansioni dell’ente e sul futuro dei suoi dipendenti.

Oggi in Regione è in programma un incontro con il Comitato della Autonomie locali dove i presidenti delle Province dovrebbero esprimersi sul Bilancio della Regione. A Roma invece i sindacati incontreranno il ministro Marianna Madia. Una delegazione è stata ricevuta dall’assessore al Bilancio Marcolini che,  racconta il segretario della Fp pesarese Roberto Rossini  “ insieme ai presidenti delle province e all’Anci rappresentata dal sindaco di Pesaro  Matteo Ricci hanno espresso fortissimi critiche sul contenuto della legge di Stabilità che di fatto rende impossibili  per le province, i comuni  e la Regione garantire anche le funzioni fondamentali che la “norma Delrio “prevede.

Il 29 dicembre tutti i lavoratori delle province  organizzeranno un altro presidio davanti alla Regione in concomitanza con l’incontro tra Regione e sindacati per discutere dell’ipotesi di un nuovo modello organizzativo e  delle funzioni che dovranno transitare dalla province  ad altri enti pubblici.

4 Commenti to “I dipendenti della Provincia e i sindaci del territorio manifestano in Regione ad Ancona: “A rischio i servizi””

  1. Giulio scrive:

    Vorrei ringraziare pubblicamente i Sindaci presenti ( nel pezzo manca Seri ma una dimenticanza ci sta), e Marcolini per il loro impegno, non tanto per salvaguardare i dipendenti della Provicia ma per salvaguardare tutti i cittadini che tra un pò non avranno più quei servizi essenziali grazie a questa dissennata finta riforma

  2. Bib scrive:

    Con Renzi il PIL del territorio di Pesaro andrà presto a picco.
    Le tasse del territorio pesarese verranno portate a Roma.
    Con la provincia di pesaro non lavorano soltanto i dipendenti ma anche imprese, commercianti, artigiani, cooperative.
    Il territorio di pesaro perderà 70 milioni di fatturato, diretto piu’ tutto l’indotto.

    • Eco scrive:

      Infatti, nessuno ha pensato alle ripercussioni recessive dell’economia pesarese
      con perdita di posti di lavoro a cascata nelle imprese di produzione e commercio.
      Renzi sarà un bravo comunicatore ma non capise niente di economia.
      Keynes il piu’ grande economista del dopoguerra fece uscire l’america dalla crisi del 29 con investimenti pubblici. Anche ora l’america è uscita dalla crisi, applicando la regola opposta alla austerity imposta dalla Germania

    • sol scrive:

      Anche gli economisti italiani dicono che l’austerity porta recessione, ma Renzi continua nella sua strada a fianco della Germania.
      Dove non è arrivata con i carroarmati, è arrivata con la finanza. Il risultato è sempre lo stesso: dominio totale.

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