Il ragazzo invisibile, la recensione. NextMovie, ecco come vincere un biglietto per il Politeama

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23 dicembre 2014

Gabriele Niola*

Il ragazzo invisibile è una storia di bambini più che ragazzi, raccontata perchè sia comprensibile più agli adulti che ai “giovani adulti” (il target a cui gli americani indirizzano i loro cinefumetti), più ai bambini stessi che agli adolescenti. È paternalistico e poco smaliziato, non indugia su quel che può affascinare un ragazzo ma su quel che gli adulti amano pensare dell’età preadolescenziale. È insomma difficile immaginare che un film simile possa appassionare le stesse persone che affollano le proiezioni di Avengers o Iron Man, di Il Cavaliere Oscuro o anche Lucy per come manca di qualsiasi sensazione forte.

Il Ragazzo Invisibile

Il Ragazzo Invisibile

Scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo il film ha un soggetto impeccabile (ci sono le origini degli eroi, ci sono molti poteri, dei rapporti genitore/figlio che funzionano, c’è una società segreta e la minaccia che costringe il protagonista a fare l’eroe benchè ne sia riluttante) ma decide di svilupparlo guardando i suoi bambini dall’alto verso il basso con la tenerezza del genitore invece che con il fomento del coetaneo. I poteri non sono mai fonte di esaltazione per le possibilità che offrono e la svolta che danno alla vita del piccolo Michele, ma più una maniera per svelarne le insicurezze, con la certezza che esse siano solo parte di una fase transitoria. Nemmeno i suoi coetanei quando lo scoprono si esaltano! Cosa ancor più lontana dal cinema americano, i poteri sono fonte di pochissima azione o avventura ma più di esplorazione interiore. Se nel finale qualche sequenza avventurosa mostra i confini dell’essere invisibile e ciò che consente di straordinario (roba all’acqua di rose sia ben chiaro!), in realtà per la gran parte del film viene ripetuta a gran voce la metafora del non essere visti in un’età in cui si vorrebbe scomparire.

Con rammarico non si può non constatare che alla fine Il ragazzo invisibile non riesca ad essere nulla di tutto quel che si auspicava: non esalta il pubblico con l’esplorazione di possibilità incredibili in una vita credibile nè smuove qualcosa di inedito in una mitologia, quella dei supereroi, nota e consolidata.
L’impressione è che, in una trama ben concepita e in una location perfetta (peccato ci siano poche scene di vento triestino che donano a quel paesaggio un che di irreale e fumettistico!), Gabriele Salvatores abbia concentrato la propria attenzione sugli aspetti meno interessanti, guardando le parti meno clamorose e i risvolti più scialbi. C’è tutto un altro possibile film che si è svolto durante la storia di Il ragazzo invisibile… ma che non è stato filmato.

In chiusura, va detto che esibire il backstage dei (peraltro normalissimi) effetti speciali durante i titoli di coda sveli l’immaturità di una simile produzione rispetto al genere cinematografico cui appartiene.
*BadTaste

COME FUNZIONA il progetto “IO SCRIVO”

Gli utenti interessati possono scegliere uno dei film in elenco (film in onda al Politeama) e scrivere una recensione lunga almeno 450 parole

Va inviata una richiesta a NextMovie per la creazione dell’account (bastano pochi semplici passaggi) per poter caricare la recensione. Tutte le indicazioni le trovate su: http://moovielanditalia.com/nextmovie/ioscrivo/

Una volta caricata la recensione sarà possibile ricevere un biglietto omaggio per il Politeama, Malatesta o Gabbiano di Senigallia.

Il biglietto per ogni singolo utente si può vincere solo una volta ogni 30 giorni ed è usufruibile entro due settimane dalla consegna.

Si può ottenere solo un biglietto omaggio al mese.

Una volta ottenuto il biglietto omaggio, al botteghino del cinema scelto bisognerà semplicemente esibire un documento identificativo.

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