Le “Emozioni su tela” di Vito Legrottaglie, un uomo che al dolore ha risposto con gioia creativa

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24 dicembre 2014

PESARO – Spesso l’arte scaturisce dal dolore. Il fatto è che le esperienze negative possono anche fortificare, portando alla creazione di opere sui generis che esprimono grande voglia di vivere e ottimismo.

Emozioni su tela di Vito Legrottaglie

“Emozioni su tela” di Vito Legrottaglie

Particolare la storia di Vito Legrottaglie, 50 anni compiuti da poco, pugliese di Fasano trapiantato a Pesaro da quasi quattro lustri. Proprio nel cuore di quella che ormai è la sua città adottiva s’è scontato contro le negatività dell’esistenza. Due problemi di salute di entità inizialmente contenuta si sono rivelati invalidanti per questioni varie, costringendolo a convivere con un’invalidità che comunque non incide sul proprio genio se non positivamente. Un genio di cui sarà possibile godere a Pesaro, in via Rossini, 13, nella sala espositiva di Banca Marche, per la mostra “Emozioni su tela”, visitabile dal 5 al 14 gennaio.

“L’indole artistica l’ho sempre avuta dentro di me – spiega Vito Legrottaglie mentre allestisce l’esposizione di una quarantina di quadri che colpiranno tutti – però la crisi che al sud c’è sempre stata mi aveva impedito di coltivarla compiutamente. Ho conosciuto Pesaro, città di mare come la mia Fasano, perché ci sono venuto diverse volte quanto si teneva l’Expo Music e mi ha colpito fin da subito la tranquillità che si respirava. Così, quando ho deciso di trasferirmi dalla Puglia, ho scelto la patria di Rossini, iniziando a lavorare come litografo d’azienda, anche se il mio sogno era quello di diventare un musicista”.

Poi che è successo?
“E’ successo che un problemino di salute all’apparenza banale mi ha costretto ad abbandonare il mio sogno che coltivavo da autodidatta. Quando poi ho avuto un secondo problema che mi ha costretto per un anno intero a letto, con conseguenze che mi porto dietro ancora oggi, ho perso il lavoro. E’ lì, in quel periodo buio, che è nata la mia esperienza di pittore”.

Come?
“Devo tutto a mia moglie Margherita e ai miei figli Paolo e Palma, che mi hanno spinto ad assecondare quello che c’è dentro di me. Casualmente, navigando su internet, davanti ad alcune immagini trovate ho sentito i brividi. Così ho iniziato a dipingere”.

Con ottimi risultati, bisogna dirlo…
“Beh, io sono un autodidatta, però il fatto che alcuni consulenti artistici abbiamo apprezzato le mie opere, dicendo che esprimono il mio modo di essere solare e calmo, mi riempie di orgoglio. Mi hanno detto che l’effetto dei miei quadri è placido e rilassante e questo è quanto di più bello potessero dirmi”.

mostra vito legrottaglie 285x406I soggetti sono i più vari…
“Sì, così come non ho una tecnica specifica che prediligo. L’eruzione vulcanica che si scatena nel mio essere quando dipingo si ritrova nei miei quadri, le mie creature come le chiamo io”.

Perché venire a visitare la sua mostra?
“Perché quello che faccio può piacere o non piacere ma è estremamente personale. Tutti riconoscerebbero lo stile. I commenti potrebbero anche essere negativi, però sono sicuro che chi ha sensibilità, davanti alle mie opere, possa provare un’emozione”.

Appuntamento come detto dal 5 al 14 gennaio a Pesaro, in via Gioachino Rossini, 13, nella sala espositiva di Banca Marche, di fronte al teatro Sperimentale, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20. Ingresso gratuito.

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