Vuelle, la nota lieta arriva da Caserta: +6 sull’ultimo posto mantenuto

di 

27 dicembre 2014

Vuelle contro Roma foto Danilo BilliPESARO – La gestione dell’ultima azione sul risultato di parità è una delle variabili del basket moderno che più lasciano spazio alle varie interpretazioni degli allenatori. La linea di chi scrive è sempre stata quella di avere in mano l’ultimo pallone, specialmente quando giochi tra le mura amiche e sei reduce da una rimonta che ti ha riportato incredibilmente in partita e se hai tra le tue fila un paio di giocatori come Ross e Musso che qualche buzzer beater lo hanno già messo nella loro carriera. Ma chiaramente è sempre il campo il giudice supremo e se Ray avesse sbagliato il tiro, e la Consultinvest al supplementare fosse riuscita a portare a casa i due punti, avrebbe avuto ragione coach Dell’Agnello. Con i se – però – non si fa la storia e la partita contro Bologna ha decretato che la decisione di non commettere il fallo è stata perlomeno discutibile, perché sulla rimessa bolognese c’era la possibilità di commettere fallo su Mazzola, tiratore di liberi sicuramente meno preciso di Allan Ray che viaggia dalla lunetta con un percentuale superiore al 90% e, in ogni caso, la Vuelle avrebbe avuto ancora una quindicina di secondi per allestire l’ultima azione offensiva, lasciando a quel punto a coach Valli la decisione se commettere o no fallo su qualche giocatore biancorosso.

Ma, al di là della gestione dell’ultima azione, dove comunque bisogna sottolineare la bravura di Ray nel prendersi e segnare una tripla centrale da sette metri, ci sono i precedenti quaranta minuti ancora da commentare e anche qui le cose non sono andate benissimo per la Consultinvest che nel primo tempo è stata a tratti imbarazzante per la pochezza offensiva messa sul parquet, con soli 23 punti segnati senza mai aver trovato un quintetto in grado di produrre qualcosina di positivo, con un controllo deficitario dei rimbalzi, dove i lunghi biancorossi sono andati in grossa difficoltà contro White e Mazzola. Ma, nonostante tutto, Bologna era avanti di sole 13 lunghezze e la sensazione che sarebbero bastate un paio di accelerate per ritornare in partita serpeggiava nell’intervallo e infatti sono state sufficienti un paio di fiammate di Musso e Ross per ritornare in linea di galleggiamento, pur senza mai riuscire ad agganciare l’avversario fino all’ultimissimo minuto, con la Consultinvest che ritornava avanti di un punto grazie ad una delle poche cose positive fatte da Gaines nel match, ma anche in questo caso ad aiutare la Vuelle nella rimonta è stata più la modestia tecnica dell’avversario, che ha dovuto anche rinunciare a Simone Fontecchio infortunatosi al 14’, che la bravura della Victoria Libertas che è tornata ad accusare gli stessi problemi mostrati contro Trento, con una percentuale da tre largamente insufficiente e il solito modesto 70% dalla lunetta, con l’aggravante dei 47 rimbalzi concessi (19 offensivi) e dei 16 palloni persi.

Prima di questi due match casalinghi consecutivi a cavallo di Natale ci auguravamo di rimanere con gli stessi sei punti di vantaggio su Caserta, attesa anche lei da due impegni tra le mura amiche e in un modo o nell’altro l’obiettivo è stato raggiunto, ma onestamente speravamo di raccogliere almeno una vittoria per non basare la tua stagione solamente sule disgrazie altrui, invece Pesaro non è riuscita ancora a risolvere i suoi problemi e il tifoso pesarese si può consolare solo vedendo la classifica di un campionato sempre più livellato verso il basso, con una modestia tecnica che si sta rivelando l’alleata più prezioso della Consultinvest verso la salvezza, perché purtroppo Pesaro si è rivelata veramente modesta in queste prime dodici uscite. Il calendario adesso propone la trasferta di Pistoia, altra squadra del lato destro della classifica, staremo a vedere se la Vuelle riuscirà ad emergere dal suo momentaccio o se continuerà nella sua involuzione negativa.

I PIU’…

Bernardo Musso
Dopo la brutta prestazione contro Trento, il capitano ritorna ad essere il trascinatore della Vuelle, l’unico che sembra avere bene in mente cosa fare col pallone nelle mani. Bernardo segna e fa segnare i compagni con cinque assist distribuiti e dà il via alla rimonta del secondo tempo con otto punti consecutivi.

LaQuinton Ross
Il tiro da tre non gli entra stavolta, ma Ross trova le sue solite entrate spericolate compresa quella impossibile di sinistro per il 67 pari e prova a rendersi utile anche a rimbalzo. Il problema è che avrebbe bisogno di una spalla in grado di rendergli meno pesante il carico offensivo di ogni partita.

Allan Ray
In un mare di gioventù, la sua esperienza spicca come le luci natalizie e non è un caso che i punti della vittoria bolognese arrivino tutti dalle sue mani.

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BOLOGNA

Sandro Dell’Agnello
Si presenta nervosissimo in sala stampa, cercando di giustificare la sua scelta di non commettere fallo con la pochezza offensiva dei suoi giocatori che, secondo lui, avrebbero avuto grossi problemi a prendersi il tiro della vittoria, ma il coach livornese dovrebbe capire che una delle pochissime possibilità di portare a casa i due punti in questa stagione è quella che sia la tua squadra a segnare il tiro decisivo, perché sperare di vincere con un punteggio più ampio ci sembra una pia illusione.

Kendall Williams
Se avete voglia di rivedere su TVRS il match contro Bologna, prendetevi un paio di minuti per vedere l’atteggiamento sul parquet di Williams, isolandolo nel vostro campo visivo, vi accorgerete di come Kendall non prenda mai l’iniziativa, contento di aver superato la metà campo senza perdere la palla e ansioso di liberarsi della stessa per non doversi assumere alcuna responsabilità. Poi potremmo parlarvi dei due soli tiri presi in 27 minuti o delle palle perse in maniera banale, ma è la completa mancanza di personalità sul parquet che ci preoccupa e che speriamo sia risolta con il suo taglio dopo il rientro di Myles dall’infortunio.

Nicholas Crow
Ormai è chiaro che il solo numero quattro di questa Consultinvest sia Crow, almeno sulla carta, perché il ruolo di ala grande moderna richiederebbe un atletismo ed una fisicità sconosciuti al buon Nicholas, che dall’essere il nono uomo delle rotazioni si è ritrovato a dover giocare più di 15 minuti di media senza avere i mezzi per emergere. Aggiungeteci poi lo 0 su 12 stagionale da tre per uno arrivato a Pesaro con il ruolo di tiratore puro e non c’è da stare troppo allegri sulla sua crescita futura.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Il nervosismo accusato da Dell’Agnello a fine partita è un brutto segnale per questa Consultinvest e per l’allenatore livornese in particolare, perché, pur capendo l’incazzatura derivante dall’aver perso una partita all’ultimo secondo, non si può andare in sala stampa bestemmiando ogni tre frasi e, soprattutto, scaricare tutte le colpe sui tuoi giocatori che non saranno dei fenomeni, ma che si meritano di essere criticati nello spogliatoio faccia a faccia, magari con la presenza dello staff societario per valutare se sia il caso di prendere decisioni o provvedimenti disciplinari nei loro confronti, ma onestamente dopo lo sfogo del coach. C’è da chiedersi se sia il caso di continuare così o se sia arrivato il momento di esonerare un allenatore che non sembra in grado di far migliorare questo gruppo, né tecnicamente, vedi gli scarsi progressi compiuti da Judge e Reddic, né caratterialmente, vedi il caso Kendall Williams su tutti. Poi possiamo essere d’accordo che l’assenza di Myles sia un brutto colpo da digerire, soprattutto considerando lo scarso valore del suo sostituto e che questa Consultinvest senza Anthony abbia a fatica 70 punti nelle mani, ma nel basket è più facile fare canestro a conclusione di un’azione ben eseguita, con blocchi e scarichi al momento opportuno e se dopo quattro mesi, gli unici modi per produrre punti sono ancora gli uno contro uno di Ross e le scorribande di capitan Musso come nelle amichevoli estive, qualche colpa se la deve assumere anche chi ha diretto gli allenamenti fino ad ora, ci si consola ancora con i risultati dagli altri campi, con Caserta che continua a perdere nonostante il secondo cambio di allenatore e Roma, Cantù, Capo D’Orlando e Pistoia ancora a portata di tiro, ma senza la necessaria tranquillità non si va da nessuna parte e Dell’Agnello non ci sembra la persona più tranquilla del mondo in questo periodo

DAGLI ALTRI PARQUET

A tre giornate dalla fine del girone d’andata il campionato sembra ormai diviso in due tronconi, con quattro punti di differenza tra ottavo e nono posto, si mantengono in testa alla classifica Milano e Venezia, con l’Armani che si sbarazza senza problemi di Capo D’Orlando e i lagunari che fanno il colpo di giornata rifilando 27 punti in casa sua alla Dolomiti Energia Trento. Reggio Emilia si dimentica dei suoi tanti infortunati vincendo in casa con Pistoia, mentre Sassari deve aspettare due supplementari per sbancare il parquet di Varese. Brindisi acuisce la crisi di Roma superandola di 30 punti, mentre Cremona e Avellino fanno dei passi avanti decisivi per la qualificazione alle Final Eight, con la Vanoli che nel posticipo supera nel finale Cantù e con la Sidigas che si aggiudica il derby campano, lasciando Caserta ancora ferma a quota zero.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>