Pesaro ha ricordato Marcello Stefanini 20 anni dopo. Ricci: “E’ stato il sindaco migliore”

di 

29 dicembre 2014

PESARO – “Una vita intensa, fatta di passione e impegno”. Così il sindaco Matteo Ricci ha definito l’esistenza di Marcello Stefanini, nella sala del consiglio provinciale, a 20 anni dalla scomparsa.

“Non l’ho mai conosciuto personalmente. Sono andato al suo funerale, in mezzo a una piazza stracolma di gente. Avevo 20 anni e rimasi colpito: tutti gli volevano bene. La commozione era legata alla sofferenza, che anche i militanti vivevano. Perché un uomo che aveva dedicato la vita all’impegno politico e agli alti ideali, fu costretto, in un periodo drammatico per il Paese, a giustificare cose che in verità non doveva giustificare. Fu costretto a spiegare ai giudici la sua onestà, è non c’è cosa più difficile da sopportare per un uomo onesto. Quando le indagini dimostrarono che Stefanini era sempre stato una persona pulita, le lacrime di commozione diventarono lacrime di orgoglio, per un popolo che era cresciuto con lui. Ma la giustizia, purtroppo, è arrivata solo dopo la sua scomparsa”.

In sala Pierangeli, all’iniziativa organizzata da Comune, Centro Studi Stefanini e Fondazione XXV Aprile, anche la sorella del politico, Bruna, e la moglie Giuliana Gamba. “Stefanini – ha osservato Ricci – ha dimostrato che un uomo orgogliosamente di parte può essere il sindaco di tutti, anche di chi non lo vota. Ha tenuto insieme la dimensione politica e quella istituzionale. Aveva visione strategica: a gennaio faremo l’Unione dei Comuni ma la prima applicazione amministrativa intercomunale risale a lui. Capì anche l’importanza della comunicazione. E voleva una cultura a portata dei quartieri e delle piazze. E’ andato ben oltre il suo mandato, sentiva respirare la città, era dentro gli ambiti più profondi della società. E Pesaro ha vissuto una grande stagione. Se fosse qui, oggi? Di sicuro non sarebbe un gufo, a dispetto del suo soprannome da cestista. Ma metterebbe la propria intelligenza, anche critica, al servizio del partito in modo costruttivo. E’ stato il sindaco migliore di Pesaro”.

Piero Fassino, assente per impegni istituzionali, invia un video-messaggio: “E’ stato un grande amministratore e un ottimo uomo di partito, tesoriere negli anni della trasformazione. Un protagonista, amato da tutti. Si è assunto responsabilità difficili e delicate. Era colto, sviscerava i problemi. Un dirigente nel verso senso della parola, con un profondo senso dello Stato. Ha onorato gli ideali in cui credeva. Ha dimostrato che la politica può essere una cosa alta e nobile”.

Per il rettore dell’ateneo bolognese Ivano Dionigi “è un fratello maggiore. Uno di quelli con cui avrei voluto invecchiare, al pari di Scevola Mariotti e Don Gaudiano”. Il professore cita le abitazioni e i luoghi degli anni Settanta, i convegni a Villa San Martino, le ‘spedizioni’ da Dossetti. “Con lui è arrivato il Rof, ha dato fiducia a Mariotti, è andato controcorrente. Una volta si presentò in ritardo alla stazione, gli prestai i soldi per andare a Roma. Me li restituì la sera stessa, facendomeli recapitare dalla moglie. Indicativo del suo modo di essere. Una sera disse che era impegnato e non poteva partecipare alla Festa dell’Unità. In realtà andammo a vedere il precampionato di pallacanestro insieme. Un grande amico”. Al cimitero centrale, nella Tomba degli Illustri, la commemorazione del senatore Ugo Sposetti.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>