Consultinvest, il grande freddo: il -31 di Pistoia certifica ufficialmente la crisi

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30 dicembre 2014

PESARO – La Consultinvest Pesaro è ufficialmente una squadra in crisi. Inutile negarlo o attaccarsi a scuse di circostanza come l’assenza di Myles, la Vuelle ha sprecato tre ghiotte occasioni per provare a muovere la classifica col calendario che le proponeva due partite casalinghe e la trasferta di Pistoia e se contro Trento bisogna riconoscere il valore dell’avversario, non possiamo dire altrettanto di Bologna e Pistoia, due oneste squadre alle prese con i loro problemi a cui non è sembrato vero di poter giocare a loro piacimento, con la difesa pesarese che gli ha concesso di esprimersi nel modo più consono alle loro caratteristiche, perché se giustamente si continua ad insistere sui problemi offensivi di questa Consultinvest che fatica a valicare quota 50 punti, non bisogna dimenticare i grossi guai che combina in difesa, con quella individuale che continua nei suoi cambi sistematici senza riuscire mai a raddoppiare coi tempi giusti e quella a zona che sembra fatta apposta per lasciare liberi i tiratori avversari, come nell’emblematica prima azione a zona di Pistoia nella quale la Vuelle ha concesso sei o sette metri di spazio a Davide Moretti nell’angolo destro del campo, con tre giocatori biancorossi racchiusi nello stesso metro quadrato senza avere bene in testa dove posizionarsi.

Vuelle contro Roma foto Danilo Billi

Dell’Agnello prova a trovare soluzioni…

Ma naturalmente è anche la mancanza di un gioco offensivo degno di questo nome a preoccupare, perché l’assenza di Myles ha ingigantito i limiti di una panchina con pochissimi punti nelle mani, dove Crow non riesce ad essere mai pericoloso, Raspino non riesce a trasformarsi per incanto in un giocatore da serie A e dove Basile sta facendo sicuramente meglio del previsto, senza essere però in grado di fare ancora la differenza a questi livelli, poi, se vogliamo considerarlo un panchinaro, si deve aprire la diatriba su Juvonte Reddic, ingaggiato come ala grande senza avvertirci che la linea da tre punti non sa neanche dove stia di casa, con una fisicità che ricorda quelle belle sfide alla domenica mattina al campetto tra ragionieri e commercialisti (con tutto il rispetto per le categorie) e una tecnica che sarà sicuramente apprezzabile, ma che rimane fine a se stessa senza la necessaria voglia di esprimerla ed è proprio il suo atteggiamento indisponente sul parquet che preoccupa i tifosi pesaresi, disposti a concedere una chance a gente dotata di poca classe, ma molto meno pazienti con chi sembra capitato lì per caso, senza quel sacro furore agonistico che si dovrebbe avere ogni volta che si scende in campo.

Così, con la società che sta continuando nella sua ricerca a 360° del playmaker che dovrà sostituire Kendall Williams, c’è da chiedersi se non sia il caso di guardarsi intorno anche per un’ala grande più produttiva di Reddic, tenendo conto che il suo sostituto naturale è quel Nicholas Crow arrivato ad un tondo zero su quindici stagionale dalla linea dei tre punti.

I PIU’ …..

Wally Judge: In attesa di un playmaker in grado di innestarlo a dovere, Wally tira fuori una discreta prestazione, con qualche bel canestro e una buona presenza a rimbalzo, anche se bisogna dire che di fronte non aveva dei fenomeni.

Nicolò Basile: Col passare del tempo sta acquisendo quella sicurezza offensiva per non sfigurare in serie A, mentre in difesa il suo lo ha sempre fatto, non diventerà un campione, ma, per uno che doveva giocare solo qualche minuto, il suo la sta ampiamente facendo.

…. E I MENO DELLA SFIDA PISTOIA – PESARO

LaQuinton Ross: E se ogni tanto provasse a tirare da tre? Ross anche a Pistoia continua nella sua palleggite acuta, con gli avversari che lo aspettano al varco impedendogli una conclusione efficace e tornarsela a prendersela con la terna arbitrale come ad inizio stagione, non giova al suo rendimento sul parquet.

Juvonte Reddic: A Cremona aveva tirato fuori una prestazione convincente, ma ormai abbiamo capito che per produrre punti deve sfruttare la complicità della difesa avversaria, altrimenti arriveranno altre partite altamente insufficienti come quella contro Pistoia.

Kendall Williams: Ok, è da tre mesi che ce la prendiamo con lui e quella contro la Giorgio Tesi non è stata neanche la sua partita peggiore, ma è ora di vedere finalmente come sarebbe la Consultinvest con un vero regista e aspettiamo sempre il suo sostituto.

Palle perse e recuperate: I 14 palloni persi sono da mettere in preventivo ad anzi a Pistoia la Vuelle è stata anche leggermente sotto la sua deficitaria media stagionale, ma le sole quattro palle recuperate sono un chiaro sintomo di un atteggiamento difensivo completamente insufficiente.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Si cerca giustamente il sostituto di Williams, con la possibilità in futuro di tagliare anche Reddic, ma di un cambio della guida tecnica non se discute neanche in Largo Ascoli Piceno? C’è da chiedersi se sia giusto continuare con un allenatore che sembra aver perso la fiducia del gruppo e nel gruppo, come le dichiarazioni post Bologna stanno lì a dimostrare al di là delle scuse di circostanza. A livello tecnico non si possono imputare tutti i malesseri della Vuelle alle scarse percentuali di tiro, perché di conclusioni sbagliate completamente da liberi non ce ne ricordiamo tante, mentre di quelle fallite nell’attacco confusione che imperversa sul parquet ce ne rammentiamo diverse, compresi passaggi finiti direttamente nelle mani avversarie o palloni serviti sotto al ginocchio per i lunghi, dei problemi difensivi ne abbiamo già parlato, ma quello che ci preoccupa è il nervosismo che serpeggia in questa Consultinvest, dove i battibecchi tra Dell’Agnello e Musso sono sotto gli occhi di tutti, con il capitano che sembra il più insofferente per la situazione createsi, non sarebbe scandaloso esonerare un allenatore che ha vinto appena tre partite su tredici, pur consapevoli che con il materiale umano a sua disposizione non si possano fare miracoli, ma dopo aver visto quasi tutte le altre 15 formazioni, appare chiaro che, nonostante tutto, il divario tra la Vuelle e le squadre della parte destra della classifica non sia alla fine così ampio e con qualche piccolo accorgimento tecnico la Consultinvest potrebbe tornare competitiva nonostante tutto.

Bisognerebbe avere il coraggio di guardarsi intorno e di prendere una decisione sicuramente non semplice per l’affiatamento esistente tra società ed allenatore, ma che potrebbe dare la famigerata scossa, per riscaldare l’ambiente ed una tifoseria che è stufa di assistere a pessimi spettacoli come quelli offerti dalla Vuelle a Pistoia, anche perché delle squadre che la precedevano dei due punti fino a qualche giornata fa, solamente Roma è rimasta a portata di tiro e sperare che Caserta continui a perdere all’infinito non può essere l’unico piano per salvarsi.

Domenica arriva Cantù e c’è il pericolo di giocare in un clima di contestazione dopo le brutte prestazioni offerte da questa Consultinvest, dalla società dovrebbe partire un segnale chiaro per dimostrare a tutti che, pur con i famigerati problemi economici ormai noti, ci sia la volontà di non buttare per aria una stagione che rischia di prendere una brutta china.

DAGLI ALTRI PARQUET

Continua spedita la marcia delle due capolista con Milano e Venezia che rifilano più di venti punti rispettivamente a Bologna e Cremona, Sassari supera con qualche affanno Caserta, mentre Brindisi espugna all’ultimo secondo il parquet di Avellino in una parte alta della classifica che ha visto Reggio Emilia perdere di un punto a Cantù nell’anticipo domenicale, Trento acuisce la crisi romana espugnando con autorità il PalaTiziano, mentre Capo d’Orlando affianca a quota 10 Varese dopo aver vinto lo scontro diretto.

Un commento to “Consultinvest, il grande freddo: il -31 di Pistoia certifica ufficialmente la crisi”

  1. Hope scrive:

    Forse mi sbaglieró…peró non credo sia corretto parlare di crisi. Questa é la squadra, d’altronde in 13 partite fin’ora giocate non mi pare di aver visto situazione degne di una squadra di media classifica. Sono state prese diverse imbarcate e vinto tre partite per il rotto della cuffia o giú di li. Come detto non esiste un gioco corale, non vengono eseguiti schemi in attacca che liberino l’uomo senza permettere alle difese di adattarsi, si vede constantemente lentezza; in difesa non siamo in grado di leggere gli attacchi. A livello individuale non abbiamo, da un lato giocatori di classe (Ross credo sia l’unico) dall’altro la possibile intelligenza cestistica e totalmente ofuscata in alcuni casi dalla timidezza e dalla giovane etá per questi “teatri”. Va detto peró che quando parliamo di schemi in attacco o difese a zona, personalmente mi aspetto un allenatore che dia quel “quid” che magari nasconda le lacune individuali di cui si parlava prima.
    Peró queste cose le sapevamo, per cui non credo ci sia da allarmarsi. A mio parere ci sono degli errori se si é preso Reddic come un 4 che possa tirare anche dall’arco. Al college, che io ricordi non l’ho mai visto tirar da 3, giocando molto sul pick ‘n roll. Il carattere di Ross si conosceva, se Raspino non ha fatto molto fino ai 24 anni é difficile che arrivi a Pesaro ed esploda, meno ancora in una situazione come quella odierna.
    Bisogna tenere duro e sperare di crescere…i tempi sono duri non solo nel Basket…c’é bisogno adesso di saper ben incassare per non cadere a terra!!!
    Forza VL…Forza Consultinvest

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