L’appello di Bordoni (Cna): “Rimettiamo la Chiesa al centro del villaggio, cioè pensiamo ai piccoli e medi imprenditori che mantengono la coesione sociale”

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2 gennaio 2015

Moreno Bordoni

Moreno Bordoni

PESARO – “Il 2014 è stato un anno di stagnazione”. Lo dice Moreno Bordoni, segretario provinciale della Cna Pesaro e Urbino, non basandosi su una convinzione personale bensì su dati reali: “Dei 27 Paesi dell’Unione europea, a livello di Pil, l’Italia è l’unico che ha chiuso col segno meno: -0,3%. Dopo sei anni di crisi, e dopo i segnali incoraggianti della fine del 2013, tutti si aspettavano numeri migliori e invece ecco la certezza che non c’è ancora una ripresa vera”.

Come va la situazione nella nostra provincia?
“Ovviamente il dato nazionale si riflette sul nostro tessuto socio-economico. La nostra provincia per il 60% è fatta di meccanica e di mobile, due settori maturi che tengono, per quello che possono dopo anni di crisi nera globale. Quello che ci rende fiduciosi è il dato sulle esportazioni che è positivo. D’altronde noi di Cna da tempo lavoriamo sulle aggregazioni d’imprese, sulle reti, per spingere ad andare sui mercati esteri. Prima era solo un discorso culturale, adesso invece è più tangibile, visibile nell’economia quotidianamente”.

Stessa cosa vale per l’innovazione…
“Certo. L’innovazione dei nostri prodotti globalmente è buona, ma se questo processo viene fatto da più imprese assieme ovviamente è ancora meglio. D’altronde la nostra associazione 10 anni fa s’è inventata Cna Idee in Moda, dando visibilità e possibilità di uscire dai confini nazionali anche a piccole aziende e stilisti locali. Bene, nella primavera prossima andremo a Minsk, in Bielorussia, per la quarta volta nel giro di un anno e mezzo. E questo proprio grazie all’aggregazione di piccole aziende, qualcuna delle quali pensa addirittura di aprire negozi monomarca in quel Paese”.

E il 2015? Come sarà l’anno appena iniziato?
“Non so dire se sarà roseo o meno. Molto dipenderà dalle scelte del governo centrale, dalla stabilità politica e dalla credibilità nel mondo nel nostro Paese. Per il momento mi limito a osservare che burocrazia e tassazione in Italia sono tutt’altro che diminuite”.

Si aspettava di più dal governo Renzi? Anche Ricci, il sindaco di Pesaro, i giorni scorsi ha invitato l’esecutivo a scelte più coraggiose, seppur relativamente alla gestione delle risorse per gli enti locali…
“La Cna, a livello nazionale, ha applaudito al Job Act come primo atto concreto. Il problema, però, è che è ancora troppo poco. Non solo sono d’accordo con Ricci ma rincaro la dose, dicendo che va fatto molto di più. Torno al discorso burocrazia: pensate che un’azienda con tre dipendenti ha 73 scadenze annuali. Quindi, togliendo i sabati e le domeniche, c’è una scadenza ogni tre giorni. Se aggiungiamo che la tassazione cambia tantissimo da regione a regione, ben comprenderete come la situazione sia ancora distante dall’essere accettabile”.

Che fare, quindi?
“Bisogna rimettere la chiesa al centro del villaggio. Cioè rimettere al centro i piccoli imprenditori, che nella nostra provincia sono il 98% del totale, e non le grandi industrie. I piccoli e medi imprenditori sono la vera spina dorsale del Paese, coloro che tengono salda la coesione sociale, quelli che prima di licenziare una persona magari fanno a meno per sé”.

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