M5S, Pesaro: “Serve un vero confronto non un ricorso al Tar, come per il segretario generale diviso con Vallefoglia”

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3 gennaio 2015

Consiglieri del Movimento 5 Stelle di Pesaro

 

PESARO – La ricerca della soluzione migliore a volte passa per un compromesso tra sostanza e forma. L’augurio che facciamo è che oltre a scegliere e decidere si cerchi anche un confronto e un ascolto con chi non è sempre in accordo. E’ tramite il confronto che possono scaturire scelte più condivise e costruttive …
Sembra invece che dietro il paravento dei numeri (61%) si nasconda la convinzione di avere sempre ragione!
Se il ministero ha ritenuto di non ratificare la convenzione per la “divisione” del ruolo di segretario generale tra i comuni di Pesaro e Vallefoglia, sarebbe stato auspicabile riprendere in esame il senso e le motivazioni di questa scelta senza dover ricorrere al tar per evidenziare il mero aspetto formale di competenza.
Il punto non è di chi sia la competenza, importante certo per un corretto funzionamento dell’amministrazione e dei suoi meccanismi, il punto è, e rimane, capire e valutare dove porti la direzione scelta.
Le motivazioni addotte dal ministero ripetono nella sostanza le perplessità da noi sollevate a suo tempo circa l’opportunità, a fronte di un magro risparmio apparente, di limitare un servizio per il comune di Pesaro che ha non di certo piccole dimensioni e quindi un apparato maggiormente complesso rispetto a piccoli comuni, per i quali è sicuramente ragionevole la fusione dei servizi, anche di importanza fondamentale, come la segreteria generale.
Noi ci siamo chiesti a tempo debito se qualcos’altro, oltre all’unica evidenza di risparmio (complessivamente non proporzionale), fosse stato valutato dalla nostra amministrazione: possibile che ridurre un servizio del 40% non abbia degli svantaggi? Negare la presenza dei “contro” a noi sembra proprio poco serio e il fatto che il Ministero abbia bocciato la “convenzione”, a prescindere dal fatto che non fosse di sua competenza, rafforza ancor più le nostre perplessità in merito a tale provvedimento.
Questo episodio dimostra come il voler perseguire la strada intrapresa senza ammettere alcuno sbaglio porta a situazioni anche imbarazzanti … ad esempio ci sembra lecito pensare di rinnovare l’immagine della città ma umoristicamente amaro e forse controproducente il non ammettere di avere fatto scelte a dir poco infelici … capita a tutti.
Sbagliare è umano e lecito, ammetterlo e cercare altre soluzioni è davvero più difficile e dote rara.

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