Volley Pesaro, sabato nella Sala Rossa del Comune la presentazione del calendario

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5 gennaio 2015

PESARO – La presentazione ufficiale del calendario del Volley Pesaro è in programma sabato 10 gennaio, alle ore 11, nella Sala Rossa del Comune, in Piazza del Popolo.

Un’occasione importante per la società pesarese, per le ragazze, ma anche per TerenziConcept che ha curato la realizzazione del calendario dedicato a temi forti del mondo femminile. E’ un calendario da non perdere.

“Donne speciali per temi che riguardano tutte noi”, è il pensiero della presidente Barbara Rossi.

Gennaio – che funge anche da presentazione – ha in copertina Francesca Babbi.

Febbraio ha l’immagine di Sofia Spadoni, che chiede “Attenzioni non persecuzioni”. Il tema è quello decisamente attuale – purtroppo – dello stalking.

I fotogrammi del calendario

I fotogrammi del calendario

L’argomento di marzo, Amo il mio corpo, con Isabella Di Iulio, è l’anoressia.

Elisa Mezzasoma è il volto di aprile che chiede: “Perché tanto odio?”. Il tema è la misoginia.

Valentina Bellucci sottolinea – nel mese di maggio – che “Oltre le gambe c’è di più”. Il tema è il sessismo.

Giugno ha l’immagine di Gaia Concetti ed affronta un tema molto importante: “Io mi palpo”. Una battaglia per vincere il tumore al seno.

Luglio, con il volto di Ilaria Battistoni e la frase “Neanche con un fiore”, affronta un argomento che conosciamo bene anche in provincia: il femminicidio.

Agosto – Marika Battistelli – richiama una battaglia per i diritti di altre donne penalizzate da antichi riti: infatti, sul tema “Libera di amare”, s’affronta la vergogna dell’infibulazione.

Settembre è il mese di Valentina Salvia che ricorda “Me lo merito anch’io”. Parla di pari opportunità.

Ottobre ha il volto e l’implorazione di Sara Zannini: “Non violarmi”. L’argomento è lo stupro.

Novembre è dedicato a Diletta Sestini che ricorda: “La mia dignità non ha prezzo”. Ovvio il riferimento alla battaglia contro la prostituzione.

Il mese di dicembre ha il volto di Martina Bordignon, con la frase: “Da donna a donna, ti dico”.

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